<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Elezioni Blog &#187; 2009</title>
	<atom:link href="http://elezioni-blog.net/category/2009/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://elezioni-blog.net</link>
	<description>Sondaggi elezioni, liste candidati, risultati elezioni, exit poll, notizie e commenti</description>
	<lastBuildDate>Sun, 06 Nov 2011 08:05:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator>
		<item>
		<title>Intercettazioni, passa la fiducia</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/intercettazioni-passa-la-fiducia/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/intercettazioni-passa-la-fiducia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 15:47:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=418</guid>
		<description><![CDATA[Con un&#8217;azione di forza il governo ha blindato il decreto sulle intercettazioni, azzerando uno strumento fondamentale di indagine e il diritto di cronaca
Con l&#8217;ennesimo ricorso alla fiducia il governo ha blindato il ddl sulle intercettazioni all&#8217;esame della Camera, impedendo all&#8217;assemblea di confrontarsi su un tema importante e delicato e soprattutto per mettere a tacere gli evidenti dissensi interni nel PdL e nella Lega.
Con l&#8217;approvazione del decreto, Berlusconi e il suo governo azzerano un fondamentale strumento di indagine, con pesanti ripercussioni su prevenzione e sanzione dei reati e sul diritto di cronaca.
In particolare il decreto riduce a 2 mesi il periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un&#8217;azione di forza il governo ha blindato il decreto sulle intercettazioni, azzerando uno strumento fondamentale di indagine e il diritto di cronaca<br />
Con l&#8217;ennesimo ricorso alla fiducia <a href="http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/81347/così_muore_la_giustizia" target="_blank">il governo ha blindato il ddl sulle intercettazioni all&#8217;esame della Camera, impedendo all&#8217;assemblea di confrontarsi su un tema importante e delicato</a> e soprattutto per mettere a tacere gli evidenti dissensi interni nel PdL e nella Lega.</p>
<p>Con l&#8217;approvazione del decreto, Berlusconi e il suo governo azzerano un fondamentale strumento di indagine, con pesanti ripercussioni su prevenzione e sanzione dei reati e sul diritto di cronaca.</p>
<p>In particolare il decreto riduce a 2 mesi il periodo in cui è possibile effettuare intercettazioni ambientali per tutti i reati, tra cui l&#8217;omicidio, con la conseguenza che molti delitti resteranno impuniti.</p>
<p>La pubblicazione delle intercettazini sui giornali viene poi sanzionata, in base al decreto, con la detenzione da un minimo di 30 giorni ad un massimo di un anno, nei casi in cui sia stata ordinata la distruzione dell&#8217;intercettazione pubblicata. In questo modo il governo anulla un importante strumento di controllo dell&#8217;opinione pubblica su chi ricopre incarichi istituzionali, in quanto protetti dall&#8217;immunità garantita dal Lodo Alfano.</p>
<p>Per denunciare questa azione di forza del governo, che con il ricorso alla fiducia, mette il bavaglio a Parlamentari, giornalisti e magistrati, alcuni Parlamentari PD hanno indirizzato una lettera di protesta al Presidente Napolitano.</p>
<p>Ecco la lettera presentata a Giorgio Napolitano dal Pd, Idv e Udc</p>
<p>Signor Presidente,<br />
in qualità di rappresentanti dei deputati dell’opposizione, ci rivolgiamo a Lei quale supremo garante della nostra Costituzione.<br />
Intendiamo esprimerLe con forza il profondo disagio che sentiamo di fronte all’apposizione da parte del Governo della quindicesima fiducia, in questo ramo del Parlamento, in poco più di un anno di legislatura.<br />
Il grave abuso di uno strumento che la Costituzione e la legge n.400 del 1988 circondano di particolari garanzie e che deve considerarsi per sua natura di carattere straordinario, non sfugge a chi segue il quotidiano evolversi dei lavori parlamentari.<br />
La trasformazione di un istituto eccezionale nei rapporti Governo-Parlamento in un ordinario strumento di disciplina dei lavori parlamentari compromette pericolosamente l’equilibrio che la Costituzione disegna tra Governo e maggioranza e tra maggioranza e opposizione.<br />
E’ in corso un processo di azzeramento del diritto di emendamento parlamentare, anche quando esercitato in forme contenute, di vanificazione delle norme regolamentari che prevedono il voto segreto sui temi costituzionalmente più delicati, di pratica pericolosamente estensiva dei maxiemendamenti che trasformano intere leggi in provvedimenti da votare acriticamente in blocco. Altre ancora sono le preoccupazioni se questo modo di “appropriazione” governativa dei pochi disegni di legge parlamentari, si somma ad un uso della decretazione di urgenza del tutto nuovo non tanto nella quantità, quanto nella qualità della normazione prodotta.<br />
Poco più di due settimane orsono è stata posta per ben tre volte la questione di fiducia su un disegno di legge in materia di sicurezza ove risultavano disciplinati delicati profili attinenti ai diritti fondamentali, a questioni controverse in materia costituzionale, all’attuazione di norme comunitarie.<br />
Oggi la fiducia viene posta sul disegno di legge in materia di intercettazioni. Il disegno di legge viene liquidato da un maxiemendamento del Governo dopo un normale confronto parlamentare e di fronte ad un numero assolutamente fisiologico di emendamenti per l’Aula e con tempi rigorosamente contingentati. Il dubbio legittimo è che il Governo usi impropriamente l’istituto della fiducia come strumento di controllo della propria “amplissima” maggioranza!<br />
La materia ancora una volta è molto delicata. Il legislatore è chiamato ad un bilanciamento difficile tra le diverse esigenze costituzionali della giustizia e della persecuzione dei reati, della riservatezza dei cittadini e della fondamentale libertà di informazione. La proposta del governo manca clamorosamente questo obiettivo. A nostro parere, la norma che limita le intercettazioni all’esistenza di “evidenti indizi di colpevolezza” pregiudica il ricorso a questo strumento di indagine, con evidente pregiudizio delle indispensabili azioni di contrasto della criminalità da parte delle forze di polizia e della magistratura. Così pure il ruolo della libera stampa è compromesso nella perpetuazione dei diversi divieti di pubblicazione oltre il termine di durata del segreto investigativo e dalle sanzioni gravi per editori e giornalisti. Alcune norme modificano la legge sulla stampa e la recentissima legge (unanimemente approvata) sui servizi segreti, rendendo meno trasparente le necessarie attività di controllo.<br />
Le forze di opposizione si interrogano con fortissima preoccupazione sulla compatibilità di questo continuo ricorso alla fiducia con i principi costituzionali.<br />
Confidiamo, Signor Presidente, nel Suo intervento, nelle forme che riterrà opportune, per restituire pienezza di contenuti democratici al dibattito parlamentare sulle leggi.</p>
<p>Cosa ne pensi ?</p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=418&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_418" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/intercettazioni-passa-la-fiducia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guida al Referendum elettorale 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/guida-al-referendum-elettorale-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/guida-al-referendum-elettorale-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 23:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[3 quesiti referendum]]></category>
		<category><![CDATA[3 quesiti referendum elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[quesiti referendum]]></category>
		<category><![CDATA[quesiti referendum elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum 21 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[referendum legge elettorale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=388</guid>
		<description><![CDATA[Il 21giugno 2009 si voterà al referendum elettorale mediante 3 quesiti.
Approfondiamo ora gli argomenti dei 3 quesiti referendari.

Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento
Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.
Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 21giugno 2009 si voterà al referendum elettorale mediante 3 quesiti.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">Approfondiamo ora gli argomenti dei 3 quesiti referendari.</span></strong></p>
<div>
<p class="titolimedi">Il 1° e il 2° quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento</p>
<p>Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.</p>
<p>Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che, alle ultime elezioni, si siano formate due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata.</p>
<p>Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’<strong>abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste</strong>.</p>
<p>In caso di esito positivo del <strong>referendum</strong>, <strong>la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi</strong>.</p>
<p>Un secondo effetto del <strong>referendum</strong> è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato.</p>
<p>In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.</p>
<p>All’esito dell’abrogazione, resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all’indicazione del “capo della forza politica” (il candidato premier) ed al programma <strong>elettorale</strong>.</p>
<p><strong><span>Gli effetti politico-istituzionali del 1° e del 2° quesito</span></strong></p>
<p>Il sistema <strong>elettorale</strong> risultante dal <strong>referendum</strong> spingerà gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase pre-<strong>elettorale</strong>, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche e incentivando la riaggregazione nel sistema partitico. Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica. La<strong>frammentazione</strong> si ridurrà drasticamente. Non essendoci più le coalizioni scomparirà l’attuale schizofrenia tra identità collettiva <em>della</em> coalizione e identità dei singoli partiti nella coalizione. Con l’effetto che i partiti sono insieme il giorno delle elezioni e, dal giorno successivo, si combattono dentro la coalizione.</p>
<p>Sulla scheda apparirà <strong>un solo simbolo, un solo nome ed una sola lista</strong> per ciascuna aggregazione che si candidi ad ottenere il premio di maggioranza.</p>
<p>Le componenti politiche di ciascuna lista non potranno rivendicare un proprio diritto all’autonomia perché, di fronte agli elettori, si sono presentate come schieramento unico, una cosa sola. Nessuno potrà rivendicare la propria “quota” di consensi. E sarà molto difficile spiegare ai cittadini eventuali lacerazioni della maggioranza. Lo scioglimento del Parlamento una volta che è entrata in crisi una maggioranza votata compattamente dagli elettori potrebbe essere politicamente molto probabile.</p>
<p>L’eliminazione di composite e rissose coalizioni imporrà al sistema politico una sterzata esattamente opposta all’attuale. Piuttosto che l’inarrestabile frammentazione in liste e listine, minacce di scissioni e continue trattative tra i partiti, il nuovo sistema imporrà una notevole semplificazione, lasciando comunque un diritto di rappresentanza anche alle forze che non intendano correre per ottenere una maggioranza di Governo, purché abbiano un consenso significativo e superino la soglia di sbarramento.</p>
<p class="titolimedi">Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica</p>
<p>Un terzo quesito referendario colpisce un altro aspetto di scandalo. Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni (anche tutte!) dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: <strong>1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta.</strong> Un esempio macroscopico di cooptazione!</p>
<p>E’ inevitabile che una tale disciplina induca inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Inoltre i parlamentari subentranti (1/3, come si è detto) debbono la propria elezione non alle proprie capacità, ma alla fedeltà ad un notabile, che li premia scegliendoli per sostituirlo.</p>
<p><strong><span>Con l’approvazione del 3° quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato.</span></strong></p>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">RIASSUNTO IN PILLOLE DEI 3 QUESITI REFERENDARI</span></strong></div>
</div>
<div><strong>QUESITI 1 E 2 (CAMERA &amp; SENATO)</strong></p>
<p>Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Si realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in Inghilterra, in Francia e in Spagna. Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti.</p></div>
<div><strong>QUESITO 3 (CANDIDATURE MULTIPLE)</strong></p>
<p>Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà la pratica abusata di presentare ovunque candidati “acchiappa-voti” (normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve andare al Parlamento sia prima delle elzioni, sia (mediante questa pratica abusata) all&#8217;indomani del voto.</p></div>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">TESTO INTEGRALE DEI 3 QUESITI REFERENDARI</span></strong></div>
<div>
<div>
<p class="titolimedi" align="left"><strong>I Quesito &#8211; modulo colore verde:<br />
Premio di maggioranza alla lista più votata &#8211; Camera </strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="12" width="100%" bgcolor="#999999">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#f7f7f7">Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei Deputati”, limitatamente alle seguenti parti:</p>
<div>art. 14-bis, comma 1: “I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche.”;<br />
art. 14-bis, comma 2: “La dichiarazione di collegamento è effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all’articolo 14. Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno.”;<br />
art. 14-bis, comma 3, limitatamente alle parole: “I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione.”;<br />
art. 14-bis, comma 4, limitatamente alle parole “1, 2 e”;<br />
art. 14-bis, comma 5, limitatamente alle parole: “dei collegamenti ammessi”;<br />
art. 18-bis, comma 2, limitatamente alle parole: “Nessuna sottoscrizione è altresì richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell’art. 14-bis, comma 1, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell’art. 14.”;<br />
art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “alle coalizioni e”;<br />
art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “non collegate”;<br />
art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: “, nonché per ciascuna coalizione, l’ordine dei contrassegni delle liste della coalizione”;<br />
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione”;<br />
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all’altro, su un’unica riga”;<br />
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “delle coalizioni e”;<br />
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “non collegate”;<br />
art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: “di ciascuna coalizione”;<br />
art. 83, comma 1, numero 2): “2) determina poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste collegate, data dalla somma delle cifre elettorali nazionali di tutte le liste che compongono la coalizione stessa, nonché la cifra elettorale nazionale delle liste non collegate ed individua quindi la coalizione di liste o la lista non collegata che ha ottenuto il maggior numero di voti validi espressi;”;<br />
art. 83, comma 1, numero 3), lettera a): “a) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbia conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione;”;<br />
art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “non collegate”;<br />
art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole: “, nonché le liste delle coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui alla lettera a) ma che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi ovvero che siano rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione”;<br />
art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: “le coalizioni di liste di cui al numero 3), lettera a), e”;<br />
art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”;<br />
art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”;<br />
art. 83, comma 1, numero 5), limitatamente alle parole: “la coalizione di liste o”;<br />
art. 83, comma l, numero 6): “6) individua quindi, nell’àmbito di ciascuna coalizione di liste collegate di cui al numero 3), lettera a), le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi e le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione, nonché la lista che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale tra quelle che non hanno conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi;”;<br />
art. 83, comma 1, numero 7): “7) qualora la verifica di cui al numero 5) abbia dato esito positivo, procede, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista di cui al numero 6). A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide la somma delle cifre elettorali nazionali delle liste ammesse al riparto di cui al numero 6) per il numero di seggi già individuato ai sensi del numero 4). Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista ammessa al riparto per tale quoziente. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest’ultima si procede a sorteggio. A ciascuna lista di cui al numero 3), lettera b), sono attribuiti i seggi già determinati ai sensi del numero 4);”;<br />
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “varie coalizioni di liste o”;<br />
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono per il quoziente elettorale nazionale di cui al numero 4), ottenendo così l’indice relativo ai seggi da attribuire nella circoscrizione alle liste della coalizione medesima. Analogamente,”;<br />
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”;<br />
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizioni di liste o”;<br />
art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: “coalizioni o”;<br />
art. 83, comma 1, numero 9): “9) salvo quanto disposto dal comma 2, l’Ufficio procede quindi all’attribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi spettanti alle liste di ciascuna coalizione. A tale fine, determina il quoziente circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste dividendo il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste di cui al numero 6) per il numero di seggi assegnati alla coalizione nella circoscrizione ai sensi del numero 8). Nell’effettuare tale divisione non tiene conto dell’eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide quindi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista della coalizione per tale quoziente circoscrizionale. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti così ottenuti; in caso di parità, sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest’ultima, si procede a sorteggio. Successivamente l’Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi ad essa attribuito ai sensi del numero 7). In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti, e, in caso di parità di seggi eccedenti da parte di più liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti, secondo il loro ordine crescente e nelle quali inoltre le liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali liste. Qualora nella medesima circoscrizione due o più liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio è attribuito alla lista con la più alta parte decimale del quoziente non utilizzata. Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla lista eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alle liste deficitarie sono conseguentemente attribuiti seggi in quelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate.”;<br />
art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “la coalizione di liste o”;<br />
art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “coalizione di liste o”;<br />
art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: “di tutte le liste della coalizione o”;<br />
art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste e”;<br />
art. 83, comma 3, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: “coalizione di liste o”;<br />
art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”;<br />
art. 83, comma 4: “L’Ufficio procede poi, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi ad essa spettanti tra le relative liste ammesse al riparto. A tale fine procede ai sensi del comma 1, numero 7), periodi secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo.”;<br />
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “numero 6),”;<br />
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “e 9)”;<br />
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “coalizione di liste o”;<br />
art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: “coalizioni di liste o”;<br />
art. 84, comma 3: “Qualora al termine delle operazioni di cui al comma 2, residuino ancora seggi da assegnare alla lista in una circoscrizione, questi sono attribuiti, nell’àmbito della circoscrizione originaria, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi sono attribuiti, nelle altre circoscrizioni, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente già utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente.”;<br />
art. 84, comma 4, limitatamente alle parole: “e 3”;<br />
art. 86, comma 2, limitatamente alle parole: “, 3”?».</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="titolimedi" align="left"><strong>II Quesito &#8211; modulo colore bianco:<br />
Premio di maggioranza alla lista più votata &#8211; Senato </strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="12" width="100%" bgcolor="#999999">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#f7f7f7">Volete voi che sia abrogato il Decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica”, limitatamente alle seguenti parti:</p>
<div>art. 1, comma 2, limitatamente alle parole: &#8220;di coalizione&#8221;;<br />
art. 9, comma 3, limitatamente alle parole: &#8220;Nessuna sottoscrizione è altresì richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell&#8217;art. 14-bis, comma 1, del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo del presente comma e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell&#8217;art. 14 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957.&#8221;;<br />
art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: &#8220;alle coalizioni e&#8221;;<br />
art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: &#8220;non collegate&#8221;;<br />
art. 11, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: &#8220;, nonché, per ciascuna coalizione, l&#8217;ordine dei contrassegni delle liste della coalizione&#8221;;<br />
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: &#8220;delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione&#8221;;<br />
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: &#8220;di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all&#8217;altro, su un&#8217;unica riga&#8221;;<br />
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: &#8220;delle coalizioni e&#8221;;<br />
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: &#8220;non collegate&#8221;;<br />
art. 11, comma 3, limitatamente alle parole: &#8220;di ciascuna coalizione&#8221;;<br />
art. 16, comma 1, lettera a), limitatamente alle parole: &#8220;. Determina inoltre la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste, data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono&#8221;;<br />
art. 16, comma 1, lettera b), numero 1): “1) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano regionale almeno il 20 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano regionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi;”;<br />
art. 16, comma 1, lettera b), numero 2), limitatamente alle parole: &#8220;non collegate&#8221;;<br />
art. 16, comma 1, lettera b), numero 2), limitatamente alle parole: &#8220;nonché le liste che, pur appartenendo a coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui al numero 1), abbiano conseguito sul piano regionale almeno l&#8217;8 per cento dei voti validi espressi&#8221;;<br />
art. 17, comma 1, limitatamente alle parole: &#8220;le coalizioni di liste e&#8221;;<br />
art. 17, comma 1, limitatamente alle parole: &#8220;coalizioni di liste o&#8221;;<br />
art. 17, comma 1, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: &#8220;coalizione di liste o&#8221;;<br />
art. 17, comma 2, limitatamente alle parole: &#8220;la coalizione di liste o&#8221;;<br />
art. 17, comma 3: “Nel caso in cui la verifica di cui al comma 2 abbia dato esito positivo, l&#8217;ufficio elettorale regionale individua, nell&#8217;àmbito di ciascuna coalizione di liste collegate di cui all&#8217;articolo 16, comma 1, lettera b), numero 1), le liste che abbiano conseguito sul piano circoscrizionale almeno il 3 per cento dei voti validi espressi. Procede quindi, per ciascuna coalizione di liste, al riparto, tra le liste ammesse, dei seggi determinati ai sensi del comma 1. A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide la somma delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste ammesse al riparto per il numero di seggi già individuato ai sensi del comma 1, ottenendo così il relativo quoziente elettorale di coalizione. Nell&#8217;effettuare tale divisione non tiene conto dell&#8217;eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista ammessa al riparto per il quoziente elettorale di coalizione. La parte intera del quoziente così ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parità di quest&#8217;ultima si procede a sorteggio. A ciascuna lista di cui all&#8217;articolo 16, comma 1, lettera b), numero 2), sono attribuiti i seggi già determinati ai sensi del comma 1.”;<br />
art. 17, comma 4, limitatamente alle parole: &#8220;alla coalizione di liste o&#8221;;<br />
art. 17, comma 5, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: &#8220;coalizioni di liste o&#8221;;<br />
art. 17, comma 5, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: &#8220;coalizione di liste o&#8221;;<br />
art. 17, comma 5, limitatamente alle parole: &#8220;alle coalizioni di liste e&#8221;;<br />
art. 17, comma 6: “Per ciascuna coalizione l&#8217;ufficio procede al riparto dei seggi ad essa spettanti ai sensi dei commi 4 e 5. A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste ammesse al riparto ai sensi dell&#8217;articolo 16, comma 1, lettera b), numero 1), per il numero dei seggi ad essa spettanti. Nell&#8217;effettuare tale divisione non tiene conto dell&#8217;eventuale parte frazionaria del quoziente così ottenuto. Divide poi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista per quest&#8217;ultimo quoziente. La parte intera del risultato così ottenuto rappresenta il numero dei seggi da attribuire a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alla lista per la quale queste ultime divisioni abbiano dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale.”;<br />
art. 17, comma 8: “Qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati nella circoscrizione regionale e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi ad essa spettanti, l&#8217;ufficio elettorale regionale assegna i seggi alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora due o più liste abbiano una uguale parte decimale del quoziente, si procede mediante sorteggio.”;<br />
art. 17-bis, limitatamente alle parole: “e 6”;<br />
art. 19, comma 2: “Qualora la lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in una circoscrizione e non sia quindi possibile attribuirle il seggio rimasto vacante, questo è attribuito, nell&#8217;àmbito della stessa circoscrizione, ai sensi dell&#8217;articolo 17, comma 8.&#8221;».</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="titolimedi" align="left"><strong>III Quesito &#8211; modulo colore rosso:<br />
Abrogazione candidature multiple</strong></p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="12" width="100%" bgcolor="#999999">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" bgcolor="#f7f7f7">Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei Deputati”, limitatamente alle seguenti parti:</p>
<p>art. 19, limitatamente alle parole: “nella stessa”,</p>
<p>art. 85.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=388&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_388" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/guida-al-referendum-elettorale-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Exit poll europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/exit-poll-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/exit-poll-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 23:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[risultati elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[affluenza urne]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[exit poll]]></category>
		<category><![CDATA[exit poll europee]]></category>
		<category><![CDATA[exit poll europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Exit pool]]></category>
		<category><![CDATA[risultati elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[risultati europee]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=378</guid>
		<description><![CDATA[Il risultato delle elezioni europee 2009 è la vittoria del centrodestra, da segnalare inoltre il record negativo della affluenza alle urne che è stata del 66,47% contro il 72,88% delle elezioni europee precedenti.
Sarà perciò di nuovo il Partito Popolare europeo a tornare prima forza dell&#8217;Europarlamento dopo l&#8217;affermazione nei principali Paesi, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania all&#8217;Italia. Affermazione della destra radicale in Austria e Ungheria mentre l&#8217;opposizione socialista del Pasok si è imposta in Grecia. Nei Paesi scandinavi affermazione dei socialdemocratici in Danimarca e Svezia, ma in Finlandia avanzano i partiti che sono euroscettici. In Francia nuovo trionfo per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il risultato delle elezioni europee 2009 è la vittoria del centrodestra, da segnalare inoltre il record negativo della <a title="affluenza urne" href="http://elezioni-blog.net/affluenza-urne-elezioni-2009/" target="_blank">affluenza alle urne</a> che è stata del 66,47% contro il 72,88% delle elezioni europee precedenti.</p>
<p>Sarà perciò di nuovo il Partito Popolare europeo a tornare prima forza dell&#8217;Europarlamento dopo l&#8217;affermazione nei principali Paesi, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania all&#8217;Italia. Affermazione della destra radicale in Austria e Ungheria mentre l&#8217;opposizione socialista del Pasok si è imposta in Grecia. Nei Paesi scandinavi affermazione dei socialdemocratici in Danimarca e Svezia, ma in Finlandia avanzano i partiti che sono euroscettici. In Francia nuovo trionfo per i gollisti di Nicolas Sarkozy, con l&#8217;Ump oltre il 28% e in una nuova dura batosta per i socialisti poco sopra al 16%, insidiati dai verdi ecologisti, indietro di circa un punto. In Germania dura botta per la «Grosse Koalition» guidata da Angela Merkel. In molti Paesi dell&#8217;Ue trionfano inoltre formazioni euroscettiche o di estrema destra.</p>
<p>La prima proiezione da Bruxelles dei seggi al Parlamento europeo conferisce la maggioranza al centro-destra. Il Ppe si conferma il primo gruppo al Parlamento europeo con 263-273 seggi, mentre il gruppo dei socialisti subisce un forte ridimensionamento attestandosi, nelle prime stime a 155-165 seggi. Buona affermazione dei Verdi che si aggiudicano 52-56 seggi.</p>
<p>GERMANIA -Secondo gli exit pool i vincitori di queste elezioni europee sarebbero i liberali della Fdp, che col 10,5% guadagnano 4,5 punti rispetto al 2004. Deludono, invece, sia la Cdu/Csu del cancelliere tedesco Angela Merkel che la Spd: l&#8217;Unione, con un dato aggiornato del 38,2%, perde 6,3 punti, mentre i socialdemocratici, al 21,4%, subiscono un calo irrisorio rispetto alle Europee del 2004 (21,5%), che è però un crollo pesante rispetto alle legislative di quattro anni fa, quando ottennero il 34,2% dei suffragi. Da Berlino, il leader della Spd, Franz Muentefering, ha parlato di un risultato deludente e ha invitato i sostenitori del partito a fare campagna e a collaborare con il partito in vista delle elezioni di settembre. Fermi i Verdi, intorno al 12%. Cresce di un punto la Linke di Oscar Lafontaine, data intorno al 7%. L’affluenza alle urne per il voto europeo è stata molto bassa, attorno al 42%, inferiore a quella del 2004, quando già si era registrato un minimo storico.</p>
<p>FRANCIA &#8211; Gli exit poll in Francia confermano la maggioranza al governo e segnano il crollo del partito socialista all’opposizione. Secondo l’istituto Opinionway-Fiducial, l’UMP del presidente francese Nicolas Sarkozy è in testa con il 27,2%, mentre il Ps ottiene appena il 16,4% (un calo di circa il 10% rispetto al 2004). I Verdi di Europe Ecologie di Daniel Cohn Bendit ottengono un eccellente 15,4%, il MoDem di Francois Bayrou l’8,7%. Secondo TNS-Sofres-Logica, l’UMP otterrebbe addirittura il 28,3% e i socialisti il 17,5%, i Verdi il 14,8% e il Modem l’8,7%. I risultati vanno comunque analizzati sapendo che il tasso di astensione avrebbe sfiorato il 60%.</p>
<p>SPAGNA &#8211; Il Partito popolare ha trionfato in Spagna con il 42,23% dei voti, finendo davanti al Psoe del premier Josè Luis Zapatero che si è fermato al 38,51%. Per Zapatero si tratta della prima sconfitta a livello nazionale da quando è arrivato al potere nel 2004. I popolari di Rajoy conquistano 23 dei 50 seggi spagnoli a Strasburgo, il Psoe 21. Gli altri sei seggi vanno alle coalizioni nazionaliste moderata (2) e di sinistra (1), al patto fra Izquierda Unida e Verdi (2) e al piccolo partito centrista Upyd di Rosa Diez (1).</p>
<p>GRAN BRETAGNA &#8211; Gli exit poll delle europee 2009 in Gran Bretagna elaborati dalla BBC segnano la vittoria dei Conservatori di David Cameron e il partito euroscettico UK Independent Party (UKip)e il calo del Labour Party  al terzo partito in Gran Bretagna. Le proiezioni danno i Tory al 27%, l&#8217;UKip al 17%, il partito laburista al 16% e i Liberal Democratici al 14%. Chiudono i Verdi con il 9% e il British National Party con il 6%.</p>
<p>GRECIA &#8211; primi exit poll delle elezioni europee che arrivano dalla Grecia segnano un risultato in controtendenza rispetto il resto dell&#8217;Europa: si profila in Grecia una netta vittoria del partito socialista di opposizione Pasok, che avrebbe ottenuto il 37-39% delle preferenze alle elezioni per il Parlamento europeo. Il partito conservatore Nuova Democrazia (Nd) del premier Costas Karamanlis avrebbe tra il 30,5% e il 33%. In base a questi exit poll, il Pasok di Giorgio Papandreou avrebbe 9 seggi dei 22 in palio per la Grecia contro i 7 di Nd. Alle Europee del 2004, con 24 seggi in palio, Nd aveva ottenuto il 43% e 11 seggi contro il 34% e 8 seggi del Pasok. In mezzo a una crescente astensione, che ufficiosamente viene data a oltre il 40%, secondo gli exit poll i comunisti del Kke si confermano terzo partito con tra l&#8217;8 e il 10% dei voti (nel 2004 erano al 9,4%), mentre cresce l&#8217;estrema destra di Laos, che scavalcherebbe con il 5-6% l&#8217;estrema sinistra di Syryza (intorno al 5%) seguita dagli Ecologisti Verdi che si confermerebbero come l&#8217;altra sorpresa di queste elezioni, passando dall&#8217;1% delle ultime politiche al 4-5%.</p>
<p>AUSTRIA &#8211; Sconfitta storica per i socialdemocratici e successo degli euroscettici in Austria, dove trionfa il partito popolare (Oevp), alleato junior della Spoe nella grande coalizione al governo a Vienna. Nelle prime proiezioni dopo la chiusura dei seggi alle 17.00, la Spoe precipita di dieci punti al 23,5%, il peggior risultato dal 1945 (alle Europee del 2004 aveva ottenuto il 33,3%). La Oevp del vicecancelliere Josef Proell, pur in lieve calo, conquista il primato con il 30,1%. Al terzo posto la lista dell&#8217;euroscettico populista di sinistra, Hans Peter Martin, con il 18,2%, +4,2% rispetto alle precedenti consultazioni (13,9%). Decisamente sotto le previsioni della vigilia, l&#8217;affermazione dell&#8217;estrema destra: la Fpoe (liberal nazionalisti), è arrivata al 12,9%, il 6,6% in più rispetto al suo peggior risultato nel 2004 (6,3%). La Bzoe (lega per il futuro dell&#8217;Austria) è indicata al 4,8%, sotto per ora allo sbarramento del 5%, così come i comunisti e i giovani liberali. I Verdi sono al 9,3%, -3,6% rispetto al 12,89% nel 2004. L&#8217;affluenza sarebbe scesa leggermente al 41,4% rispetto al 42,43% nel 2004.</p>
<p>OLANDA &#8211; In Olanda (dove si è votato giovedì scorso) il partito di estrema destra Pvv (Partito della libertà) di Geert Wilders ha ottenuto il 16,9%, classificandosi secondo dietro ai cristiano-democratici del Cda del premier Jan Peter Balkenende (20% contro il 24,4% del 2004) e davanti ai laburisti del PvdA (12,2% contro il 23,6% del 2004). Il Pvv, che partecipava per la prima volta alle Europee, otterrà così quattro dei 25 posti del Parlamento Ue previsti.</p>
<p>IRLANDA &#8211; In Irlanda (dove si è votato venerdì) econdo gli exit poll dell’istituto Lansdowne Market Research per la radio nazionale RTE, il Fianna Fail (centro progressista), partito al governo ha raccolto solo il 24% delle preferenze, otto punti percentuali in meno delle ultime amministrative del 2004; il Fine Gael (centro conservatore), principale partito di opposizione, ha ottenuto il 34%, una crescita del 6,5%; anche il partito laburista ha visto un balzo in avanti, con il 17% (+5,5%).</p>
<p>UNGHERIA &#8211; Il partito conservatore di opposizione Fidesz ha vinto le elezioni europee in Ungheria, conquistando 56,37% dei voti, ma la grande sorpresa è il risultato dell&#8217;estrema destra: 14,77% e 3 eurodeputati su 22. Ecco i risultati ufficiali, comunicati dall&#8217; ufficio elettorale nazionale: Conservatori (Fidesz) 56,37%, 14 deputati su 22; socialisti (Mszp) 17,37%, 4 deputati; estrema destra (Jobbik) 14,77%, 3 deputati; centro moderato (Foro democratico, Mdf) 5,3%, 1 deputato. Non hanno ottenuto seggi, rimanendo sotto lo sbarramento di 5%, i liberali (Szdsz), alleati dei socialisti.</p>
<p>BULGARIA &#8211; Nessuna sorpresa invece in Bulgaria secondo i primi exit poll. E&#8217; infatti confermata la vittoria preannunciata del partito conservatore Gerb del sindaco di Sofia, Boyko Borissov, con il 23,5% e cinque seggi dei 17 della quota bulgara al Parlamento europeo. Seguono il partito socialista del premier Serghei Stanishev al governo con il 18% e quattro seggi e il partito della minoranza turca, Mdl, con il 17,2% e tre o quattro seggi. Il partito nazionalista Ataka ottiene il 10,1% e due seggi e conferma così la posizione che già aveva al Parlamento europeo. La Coalizione azzurra, di destra, ottiene il 7,4% e entra così per la prima volta con un seggio a Strasburgo, mentre il partito dell&#8217;ex re Simeone, Ndsv (centro destra), ottiene il 7,1% e un seggio.</p>
<p>PORTOGALLO &#8211; In Portogallo il Partito Socialista del primo ministro portoghese José Socrates è stato battuto a sorpresa da parte dell’opposizione di destra, secondo i risultati ufficiali parziali di oltre l’80% dei voti. Secondo i risultati di 3.544 su 4.260 circoscrizioni forniti dal Ministero degli Interni, il PS ha raccolto il 26,45% dei voti, con un calo di 18 punti rispetto al 2004. Il Partito socialdemocratico (Psd, di destra) ha avuto il 33,07% dei voti ed è in testa, in leggero aumento sul 2004. Il grande vincitore è la sinistra non socialista, che prende più del 20% dei voti (contro il 14% nel 2004): l’alleanza comunisti-verdi della Cdu ha il 10,21% dei voti, e il Blocco della Sinistra il 10,06%.</p>
<p>DANIMARCA &#8211; In Danimarca, sempre secondo i primi exit poll, i socialdemocratici oggi all’opposizione, sarebbero in testa rispetto ai liberali al potere, con il 21,8% dei voti e 4 seggi a Strasburgo, nonostante una perdita sostanziale di consensi rispetto al 2004 (quando avevano avuto il 32,6% e 5 seggi). Secondo il sondaggio, i liberali raccoglierebbero il 20,8% dei voti e manterrebbero i loro 3 seggi rispetto al 2004 (quando avevano avuto il 19,4%). I conservatori, loro alleati nella coalizione di governo, conserverebbero il loro unico seggio, con il 12,4% dei voti (nel 2004 avevano avuto l’11,3%). Forte avanzata, invece, per il Partito del popolo danese (di destra), che sostiene il governo, con il 14,4% e 3 seggi, due in più rispetto al 2004 (quando aveva avuto il 6,8%), e, all’opposizione, per il Partito socialista del popolo (sinistra-verde) che otterrebbe il 16,1% e due seggi, raddoppiando i suoi consensi rispetto a cinque anni fa (7,9%, un seggio).</p>
<p>SVEZIA- Sorpresa in Svezia dopve il partito pirata raggiunge secondo i primi exit poll oltre il 7%. I socialdemocratici, all’opposizione ottengono il 25,1%, mentre il moderati di centrodestra, al governo, ottengono, il 18,5%.</p>
<p>POLONIA &#8211; Piattaforma civica (Po), il partito popolare del premier Donald Tusk, ha vinto le elezioni europee in Polonia con il 45,3% dei voti, confermando le attese della vigilia secondo i primi exit poll. Diritto e Giustizia, il partito conservatore del presidente Lech Kaczynski e guidato dal suo gemello Jaroslaw, ex premier, ha ottenuto il 29,5%, mentre i socialdemocratici dell’Unione del lavoro (Up) si attestano al 12%. Con il 7,9%, chiude le fila il Partito popolare polacco (Psl), che siederà nel Ppe insieme al Po.</p>
<p>ROMANIA &#8211; Un nuovo exit poll appena diffuso da Realitatea Tv conferma invece il testa a testa tra la destra e la sinistra in Romania nelle elezioni europee. Il Psd (Socialdemocratici) avrebbe ottenuto il 30,8% dei voti, mentre il Pdfl (Democraticiliberali) il 30,5%. I Liberali si piazzerebbero terzi con il 16,7%, l’Unione democratica dei magiari (Udmr) all’8,9%n e Grande Romania (Prm) al 7,2%.</p>
<p>FINLANDIA &#8211; In Finlandia forte ascesa dei parti nazionalisti ed euroscettici secondo i primi exit-poll. Bene «I Veri Finnici», che chiedono un freno all&#8217;immigrazione e all&#8217;integrazione comunitaria, hanno ottenuto il 10% (nel 2004 erano appena allo 0,5%) che gli garantisce un seggio a Strasburgo. Il partito di Centro del premier Matti Vanhanen è al 21% (aveva il 23,4%) mentre la Coalizione Nazionale scivola dal 23,7% al 21.9%. Per entrambi i partiti dovrebbero avere tre eurodeputati.</p>
<p>SLOVACCHIA &#8211; Lo Smer, il partito socialista del premier Robert Fico, ha vinto le elezioni europee in Slovacchia. Con il 32,1% dei voti, lo Smer passa da tre a cinque seggi a Strasburgo, secondo i risultati ufficiali della Commissione elettorale. I dati premiano anche il partito xenofobo Sns, alleato dello Smer al governo, che ottiene il 5,39% dei voti e riesce per la prima volta ad eleggere un europdeputato. Tuttavia, si tratta di un risultato inferiore alle attese, visto che i sondaggi della vigilia indicavano un consenso intorno al 12%. L’altro partito della maggioranza, i nazionalisti del Hzds, sono stati scelti dall’8,97% degli elettori e conservano un seggio, perdendone due. Sul fronte dell’opposizione, i liberali del Sdku diventano il secondo partito con il 16,98% dei consensi, ma perdono un seggio rispetto al 2004, passando da tre a due. Il partito della minoranza ungherese Smk, con l’11,33%, perde uno dei due suoi seggi, mentre i cristianodemocratici del Kdh scendono da tre a due europarlamentari con il 10,55%.</p>
<p>CIPRO &#8211; Questi i risultati finali ufficiali delle elezioni europee a Cipro comunicati dal ministero per l&#8217;Informazione. In palio ci sono 6 seggi. Adunata Democratica (centrodestra) 35,65% 2 seggi, Akel (comunista) 34,90% 2, Partito Democratico (centro) 12,28% 1, Edek (socialdemocratici) 9,85% 1, Partito Europeo (centrodestra) 4,20% 0 Verdi 1,50% 0.</p>
<p>LETTONIA &#8211; In Lettonia, il partito del premier Valdis Dombrovskis, Nuova Era (Jl) subisce una pesante sconfitta diventando la sesta forza politica del Paese, scendendo al 7,43% dei voti rispetto al 19,7% del 2004. Lo riferiscono i sondaggi Tns, secondo cui il primo partito è diventato l’Unione civica (Ps), uno dei cinque componenti della maggioranza che sostiene l’esecutivo di Dombrovskis, con il 24,29%. Si tratta di un risultato migliore delle attese per il governo, visto che il Paese è nel mezzo della peggiore crisi economica di tutta l’Unione europea. Al secondo posto si attesta il Centro dell’Armonia (Sc), alleanza d’opposizione populista sostenuta dalla minoranza russa, che ha ottenuto il 16,68% ed è guidata dall’ex leader comunista Alfred Rubiks, imprigionato negli anni ’90 per aver congiurato contro Mikheil Gorbachov. Il terzo partito è «Per i diritti umani nella Lettonia unita» ((Pctvl), il movimento filo-russo che in queste elezioni ha schierato anche il giornalista italiano Giulietto Chiesa, accreditato dell’8,2% dei voti, in calo rispetto al 10,7% delle ultime europee.</p>
<p><em>Fonte dati <a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2009/elezioni/notizie/europee_risultati_ue_f510492a-537b-11de-b645-00144f02aabc.shtml" target="_blank" rel="nofollow">Corriere della Sera</a></em></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=378&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_378" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/exit-poll-europee-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elezioni provinciali BRESCIA 2009: lista candidati</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/elezioni-provinciali-brescia-2009-lista-candidati/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/elezioni-provinciali-brescia-2009-lista-candidati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 23:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[liste candidati]]></category>
		<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[candidati amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni provinciali]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni provinciali 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni provinciali Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[provinciali Brescia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=396</guid>
		<description><![CDATA[Il 6 e 7 giugno si terranno a Bresciale Elezioni provinciali 2009, si voterà pertanto il nuovo presidente della Provincia di Brescia.
Segue la lista dei 11 candidati alla carica di Presidente della Provincia di Brescia:



Candidato Presidente:
Andrea Bartoli














Candidato Presidente:
Diego Peli















Candidato Presidente:
Gianmarco Quadrini
















Candidato Presidente:
Giulio Arrighini















Candidato Presidente:
Roberto Fornili














Candidato Presidente:
Elidio De Paoli
















Candidato Presidente:
Paolo Zattoni














Candidato Presidente:
Giampiero De Toni














Candidato Presidente:
Daniele Molgora


















Candidato Presidente:
Cesare Galli














Candidato Presidente:
Vanni Botticini













Nei commenti dì la tua sulla lista dei candidati Presidente Provincia Brescia
Condividi
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 6 e 7 giugno si terranno a <strong>Brescia</strong>le <strong>Elezioni provinciali 2009</strong>, si voterà pertanto il nuovo presidente della Provincia di Brescia.</p>
<p>Segue la lista dei 11 candidati alla carica di Presidente della Provincia di Brescia:</p>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"></div>
<div class="tit_candidato_h"></div>
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Andrea Bartoli</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/10_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=24&amp;candidato_sel=10"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/24_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Diego Peli</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/8_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=25&amp;candidato_sel=8"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/25_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=19&amp;candidato_sel=8"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/19_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Gianmarco Quadrini</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/13_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=28&amp;candidato_sel=13"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/28_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=29&amp;candidato_sel=13"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/29_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=27&amp;candidato_sel=13"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/27_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Giulio Arrighini</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/18_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=39&amp;candidato_sel=18"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/39_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=38&amp;candidato_sel=18"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/38_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Roberto Fornili</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/17_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=37&amp;candidato_sel=17"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/37_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Elidio De Paoli</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/9_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=22&amp;candidato_sel=9"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/22_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=21&amp;candidato_sel=9"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/21_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=20&amp;candidato_sel=9"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/20_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Paolo Zattoni</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/7_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=18&amp;candidato_sel=7"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/18_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Giampiero De Toni</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/15_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=35&amp;candidato_sel=15"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/35_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Daniele Molgora</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/14_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=31&amp;candidato_sel=14"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/31_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=32&amp;candidato_sel=14"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/32_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=33&amp;candidato_sel=14"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/33_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=30&amp;candidato_sel=14"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/30_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=34&amp;candidato_sel=14"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/34_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Cesare Galli</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/12_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=26&amp;candidato_sel=12"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/26_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div class="contLista">
<div class="tit_candidato_h"><span>Candidato Presidente:</span><br />
Vanni Botticini</div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td class="Candidato"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/candidati/16_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></td>
<td>
<div class="clearfix">
<div class="flleft wdt_100"><a href="http://www.giornaledibrescia.it/or4/or?uid=gdb.main.index&amp;oid=498673&amp;uidy_84=GDBNews.elezioni.dettaglioListaProvinciali&amp;lista_sel=36&amp;candidato_sel=16"><img src="http://www.giornaledibrescia.it/GDBNews/images/elezioni/provinciali/liste/36_a.jpg?tm=1244069727531" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>Nei commenti dì la tua sulla lista dei candidati Presidente Provincia Brescia</p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=396&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_396" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/elezioni-provinciali-brescia-2009-lista-candidati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Referendum elettorale 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/referendum-elettorale-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/referendum-elettorale-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 07:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[3 quesiti referendum]]></category>
		<category><![CDATA[3 quesiti referendum elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[disciplina candidature]]></category>
		<category><![CDATA[disciplina della candidature]]></category>
		<category><![CDATA[premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati]]></category>
		<category><![CDATA[premio di maggioranza regionale per il Senato]]></category>
		<category><![CDATA[premio maggioranza nazionale Camera deputati]]></category>
		<category><![CDATA[premio maggioranza regionale Senato]]></category>
		<category><![CDATA[quesiti referendum]]></category>
		<category><![CDATA[quesiti referendum elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum 21 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum 21 giugno 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum Elettorale 2009]]></category>
		<category><![CDATA[referendum legge elettorale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=383</guid>
		<description><![CDATA[Mancano pochi giorni al Referendum Elettorale del 21 giugno 2009, questi sono i tre quesiti referendari riguardanti la legge elettorale che sono contenuti in altrettanti D.P.R. 30 aprile 2009 pubblicati in Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2009, n. 99 e riguardano:

premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati (abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste);
premio di maggioranza regionale per il Senato (abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste);
disciplina della candidature (abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano pochi giorni al <strong>Referendum Elettorale del 21 giugno 2009</strong>, questi sono i tre quesiti referendari riguardanti la legge elettorale che sono contenuti in altrettanti D.P.R. 30 aprile 2009 pubblicati in Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2009, n. 99 e riguardano:</p>
<ol>
<li><strong><em>premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati</em></strong> (abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste);</li>
<li><strong><em>premio di maggioranza regionale per il Senato</em></strong> (abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste);</li>
<li><strong><em>disciplina della candidature</em></strong> (abrogazione della possibilità per uno stesso candidato di presentare la propria candidatura in più di una circoscrizione).</li>
</ol>
<p>Segue il testo completo del decreto che indice il referendum del 21 giugno 2009:</p>
<p><strong>DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 aprile 2009</strong></p>
<p><strong>Nuova indizione del referendum popolare per l&#8217;abrogazione di alcune disposizioni del testo unico delle leggi sull&#8217;elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361. (09A04964)</strong></p>
<p>(GU n. 99 del 30-4-2009)</p>
<p>IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA</p>
<p> </p>
<p>Visti gli articoli 75 e 87 della Costituzione;</p>
<p>Vista la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante «Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo», e successive modificazioni;</p>
<p>Visto il proprio decreto 5 febbraio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 6 febbraio 2008, con il quale e&#8217; stato indetto il referendum popolare per l&#8217;abrogazione di alcune disposizioni del testo unico delle leggi sull&#8217;elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361;</p>
<p>Visti i propri decreti, in data 6 febbraio 2008, n. 19 e n. 20, relativi, rispettivamente, allo scioglimento del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati e alla convocazione dei comizi per le elezioni delle nuove Camere;</p>
<p>Considerato che, di conseguenza, il referendum popolare indetto con il predetto decreto 5 febbraio 2008 e&#8217; stato automaticamente sospeso, ai sensi e secondo i termini di cui all&#8217;art. 34, secondo e terzo comma, della citata legge n. 352 del 1970;</p>
<p>Vista la legge 28 aprile 2009, n. 40, recante disciplina transitoria per lo svolgimento dei referendum previsti dall&#8217;art. 75 della Costituzione da tenersi nell&#8217;anno 2009;</p>
<p>Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 30 aprile 2009;</p>
<p>Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministri dell&#8217;interno e della giustizia;</p>
<p align="center">Emana</p>
<p align="center">il seguente decreto:</p>
<p>E&#8217; nuovamente indetto il referendum popolare per l&#8217;abrogazione del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato «Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati», limitatamente alle seguenti parti: art. 14-bis, comma 1: «I partiti o i gruppi politici organizzati possono effettuare il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente presentate. Le dichiarazioni di collegamento debbono essere reciproche.»; art. 14-bis, comma 2: «La dichiarazione di collegamento e&#8217; effettuata contestualmente al deposito del contrassegno di cui all&#8217;articolo 14.</p>
<p>Le dichiarazioni di collegamento hanno effetto per tutte le liste aventi lo stesso contrassegno.»; art. 14-bis, comma 3, limitatamente alle parole: «I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare depositano un unico programma elettorale nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da loro indicata come unico capo della coalizione.»;</p>
<p>art. 14-bis, comma 4, limitatamente alle parole: «1, 2 e»; art. 14-bis, comma 5, limitatamente alle parole: «dei collegamenti ammessi»; art. 18-bis, comma 2, limitatamente alle parole: «Nessuna sottoscrizione e&#8217; altresi&#8217; richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell&#8217;articolo 14-bis, comma 1, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell&#8217;articolo 14.»; art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: «alle coalizioni e»; art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: «non collegate»;</p>
<p>art. 24, numero 2), limitatamente alle parole: «, nonche&#8217;, per ciascuna coalizione, l&#8217;ordine dei contrassegni delle liste della coalizione»; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: «delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione»; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: «di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all&#8217;altro, su un&#8217;unica riga»; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: «delle coalizioni e»; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: «non collegate»; art. 31, comma 2, limitatamente alle parole: «di ciascuna coalizione»; art. 83, comma 1, numero 2): «2)</p>
<p>determina poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste collegate, data dalla somma delle cifre elettorali nazionali di tutte le liste che compongono la coalizione stessa, nonche&#8217; la cifra elettorale nazionale delle liste non collegate ed individua quindi la coalizione di liste o la lista non collegata che ha ottenuto il maggior numero di voti validi espressi;»; art. 83, comma 1, numero 3), lettera a): «a) le coalizioni di liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 10 per cento dei voti validi espressi e che contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi ovvero una lista collegata rappresentativa di minoranze linguistiche riconosciute, presentata esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbia conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione;»; art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: «non collegate»; art. 83, comma 1, numero 3), lettera b), limitatamente alle parole: «, nonche&#8217; le liste delle coalizioni che non hanno superato la percentuale di cui alla lettera a) ma che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi ovvero che siano rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione»; art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: «le coalizioni di liste di cui al numero 3), lettera a), e»; art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: «coalizione di liste o»; art. 83, comma 1, numero 4), limitatamente alle parole: «coalizioni di liste o»; art. 83, comma 1, numero 5), limitatamente alle parole: «la coalizione di liste o»;</p>
<p>art. 83, comma 1, numero 6): «6) individua quindi, nell&#8217;ambito di ciascuna coalizione di liste collegate di cui al numero 3), lettera a), le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi e le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una delle circoscrizioni comprese in regioni il cui statuto speciale prevede una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione, nonche&#8217; la lista che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale tra quelle che non hanno conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi;»;</p>
<p>art. 83, comma 1, numero 7): «7) qualora la verifica di cui al numero 5) abbia dato esito positivo, procede, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista di cui al n. 6). A tale fine, per ciascuna coalizione di liste, divide la somma delle cifre elettorali nazionali delle liste ammesse al riparto di cui al numero 6) per il numero di seggi gia&#8217; individuato ai sensi del numero 4). Nell&#8217;effettuare tale divisione non tiene conto dell&#8217;eventuale parte frazionaria del quoziente cosi&#8217; ottenuto. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista ammessa al riparto per tale quoziente. La parte intera del quoziente cosi&#8217; ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parita&#8217; di resti, alle liste che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parita&#8217; di quest&#8217;ultima si procede a sorteggio. A ciascuna lista di cui al numero 3), lettera b), sono attribuiti i seggi gia&#8217; determinati ai sensi del numero 4);»; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: «varie coalizioni di liste o»; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole:</p>
<p>«per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle cifre elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la compongono per il quoziente elettorale nazionale di cui al numero 4), ottenendo cosi&#8217; l&#8217;indice relativo ai seggi da attribuire nella circoscrizione alle liste della coalizione medesima. Analogamente,»; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono:</p>
<p>«coalizione di liste o»; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: «coalizioni di liste o»; art. 83, comma 1, numero 8), limitatamente alle parole: «coalizioni o»; art. 83, comma 1, numero 9): «9) salvo quanto disposto dal comma 2, l&#8217;Ufficio procede quindi all&#8217;attribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi spettanti alle liste di ciascuna coalizione.</p>
<p>A tale fine, determina il quoziente circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste dividendo il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste di cui al numero 6) per il numero di seggi assegnati alla coalizione nella circoscrizione ai sensi del numero 8). Nell&#8217;effettuare tale divisione non tiene conto dell&#8217;eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide quindi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista della coalizione per tale quoziente circoscrizionale. La parte intera del quoziente cosi&#8217; ottenuta rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista. I seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali dei quozienti cosi&#8217; ottenuti; in caso di parita&#8217;, sono attribuiti alle liste con la maggiore cifra elettorale circoscrizionale; a parita&#8217; di quest&#8217;ultima, si procede a sorteggio.</p>
<p>Successivamente l&#8217;Ufficio accerta se il numero dei seggi assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda al numero dei seggi ad essa attribuito ai sensi del numero 7). In caso negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che abbia il maggior numero di seggi eccedenti, e, in caso di parita&#8217; di seggi eccedenti da parte di piu&#8217; liste, da quella che abbia ottenuto la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le altre liste, in ordine decrescente di seggi eccedenti: sottrae i seggi eccedenti alla lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li ha ottenuti con le parti decimali dei quozienti, secondo il loro ordine crescente e nelle quali inoltre le liste, che non abbiano ottenuto il numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei quozienti non utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali liste. Qualora nella medesima circoscrizione due o piu&#8217; liste abbiano le parti decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio e&#8217; attribuito alla lista con la piu&#8217; alta parte decimale del quoziente non utilizzata.</p>
<p>Nel caso in cui non sia possibile fare riferimento alla medesima circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi ancora da cedere, alla lista eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti con le minori parti decimali del quoziente di attribuzione e alle liste deficitarie sono conseguentemente attribuiti i seggi in quelle altre circoscrizioni nelle quali abbiano le maggiori parti decimali del quoziente di attribuzione non utilizzate.»; art. 83, comma 2, limitatamente alle parole: «la coalizione di liste o»; art. 83, comma 2, limitatamente alle parole:</p>
<p>«coalizione di liste o»; art. 83, comma 2, limitatamente alle parole:</p>
<p>«di tutte le liste della coalizione o»; art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: «coalizioni di liste e»; art. 83, comma 3, limitatamente alle parole, ovunque ricorrono: «coalizione di liste o»; art. 83, comma 3, limitatamente alle parole: «coalizioni di liste o»; art. 83, comma 4: «L&#8217;Ufficio procede poi, per ciascuna coalizione di liste, al riparto dei seggi ad essa spettanti tra le relative liste ammesse al riparto. A tale fine procede ai sensi del comma 1, numero 7), periodi secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo.»;</p>
<p>art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: «numero 6),»; art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: «e 9)»; art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: «coalizione di liste o»; art. 83, comma 5, limitatamente alle parole: «coalizioni di liste o»; art. 84, comma 3:</p>
<p>«Qualora al termine delle operazioni di cui al comma 2, residuino ancora seggi da assegnare alla lista in una circoscrizione, questi sono attribuiti, nell&#8217;ambito della circoscrizione originaria, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi sono attribuiti, nelle altre circoscrizioni, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente gia&#8217; utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente.»; art. 84, comma 4, limitatamente alle parole: «e 3»; art. 86, comma 2, limitatamente alle parole: «, 3».</p>
<p>I relativi comizi sono convocati per il giorno di domenica 21 giugno 2009, con prosecuzione delle operazioni di votazione nel giorno di lunedi&#8217; 22 giugno 2009.</p>
<p>Il presente decreto sara&#8217; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.</p>
<p> </p>
<p>Dato a Roma, addi 30 aprile 2009</p>
<p> </p>
<p>NAPOLITANO</p>
<p> </p>
<p>Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri<br />
Maroni, Ministro dell&#8217;interno<br />
Alfano, Ministro della giustizia</p>
<p> </p>
<p>Nei commenti dì la tua sul <strong>Referendum Elettorale 2009</strong></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=383&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_383" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/referendum-elettorale-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Programma FORZA NUOVA europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-forza-nuova-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-forza-nuova-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 00:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[programma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale Forza Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[Programma Forza Nuova]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=368</guid>
		<description><![CDATA[Il programma elettorale di FORZA NUOVA per le elezioni europee 2009 si articola fondamentalmente su 5 punti:
1) Forza Nuova è contro l’ingresso della Turchia in Europa perché:
a) crea un enorme enclave mussulmana che potenzialmente si estenderebbe sino alle repubbliche asiatiche turcofone che vantano un diritto inalienabile ad essere turche e quindi, nel caso di una sciagurata entrata della Turchia in Europa, europee.
b) tradizionalmente la Turchia è stata sempre alleata dei nemici d’Europa ed oggi vanta una stretta amicizia con USA e Israele. Gli Usa spingono per l’ingresso della Turchia nell’Unione, interessati ad avere un alleato-complice in qualità di fattore destabilizzante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>programma elettorale di FORZA NUOVA</strong> per le elezioni europee 2009 si articola fondamentalmente su 5 punti:</p>
<p>1) Forza Nuova è contro l’ingresso della Turchia in Europa perché:<br />
a) crea un enorme enclave mussulmana che potenzialmente si estenderebbe sino alle repubbliche asiatiche turcofone che vantano un diritto inalienabile ad essere turche e quindi, nel caso di una sciagurata entrata della Turchia in Europa, europee.<br />
b) tradizionalmente la Turchia è stata sempre alleata dei nemici d’Europa ed oggi vanta una stretta amicizia con USA e Israele. Gli Usa spingono per l’ingresso della Turchia nell’Unione, interessati ad avere un alleato-complice in qualità di fattore destabilizzante per il rafforzamento politico del vecchio continente.<br />
c) l’arrivo della Turchia rappresenterebbe la fine dell’Europa per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 3mila anni. Dal punto di vista del mercato del lavoro e delle strutture sociali, in questo particolare momento di crisi (attualmente, 76 milioni di cittadini UE vivono al di sotto della soglia di povertà e 36 milioni di persone sono a rischio di povertà) la Turchia danneggerebbe lo stato già molto precario della nostra economia e delle nostre garanzie sociali.<br />
Solo Forza Nuova dice NO ALLA TURCHIA IN EUROPA: Pdl e Pd sono favorevoli.</p>
<p>2) Forza Nuova vuole il recupero di un’ Europa Cristiana nella sua visione del mondo e nella sua concezione della vita e del destino degli uomini. Romana per la concezione giuridica e nella sua visione delle relazioni fra i popoli, Greca nella formazione del pensiero e nella ricerca della verità. Pertanto rigetta la visione agnostica, laicista o massonica, che il nostro continente ha sempre ripudiato e che la lobby oligarchica composta dai vertici dell’Ue promuove quotidianamente. Inoltre Forza Nuova ritiene che l’Europa debba divenire custode dei valori tradizionali legati alla famiglia, alla difesa della vita ed alla promozione di uno stato sociale che riduca le distanze fra più ricchi e più poveri e difenda corpi sociali, imprese e famiglie, oggi assediati da banche e burocrazie.</p>
<p>3) L’attuale maggioranza politica nell’Unione Europea sostiene una globalizzazione economica di stampo neoliberista, la quale ha prodotto un forte incremento delle diseguaglianze sociali e della povertà, con parallela retromarcia delle forme di assistenza sociale per i cittadini indigenti.<br />
Forza Nuova ritiene che in questo momento di grande crisi socio economica si debba dare una risposta forte e radicale partendo da:<br />
a) emissione del denaro non più dalle banche e a debito, ma da parte degli Stati europei e a credito. L´emissione del denaro è una delle più importanti espressioni di Sovranità: dobbiamo riapproppiarcene.<br />
b) Innalzamento delle dogane per tutti quei beni che vengono già prodotti in Europa. Protezione dell´agricoltura e delle piccole imprese.<br />
c) rilancio dell’agricoltura in un nuova impostazione dell’economia europea, che vada in direzione della totale autosufficienza alimentare del popolo italiano e dei popoli europei.<br />
d) A partire dalla stipula del trattato di Maastricht, le condizioni lavorative dei popoli europei sono peggiorate: precarietà, salari bassi, orari di lavoro insostenibili, disoccupazione. Il dumping sociale e la precarietà vanno combattuti. Vanno rilanciate l’occupazione e la vera economia. in special modo quella legata alle prime necessità della vita (agricoltura, edilizia e manifatturiero): e va eliminata una volta per tutte l´idea di una economia finanziaria astratta e usuraia, che sostituisce il duro lavoro e la sana creatività. Va creata in Europa una soglia di sussistenza, in linea con quei principi sociali che hanno reso giusta e forte la nostra Civiltà. Una soglia che permetta a tutte le famiglie di non vivere nell´indigenza, a tutti i malati di potersi curare e a tutti i bambini di poter usufruire di una buona educazione scolastica.</p>
<p>4) Forza Nuova ritiene che sia vitale per Italia e per l’ Europa il blocco dell’ immigrazione. I bassi tassi demografici dei popoli europei, la continua invasione di clandestini e non, la forza di penetrazione tipica dell’ immigrazione mussulmana impongono all’Italia ed alla Europa, i seguenti straordinari passi:<br />
a) blocco delle quote regolari, che in una fase di crisi economica non hanno alcun senso<br />
b) introduzione nel corpo legislativo del reato di Immigrazione clandestina, punibile ( non con un’ammenda come prevede il ddl del governo Berlusconi) ma con il fermo fino ad espulsione.<br />
c) visto l’ allarme causato da gravissimi episodi di violenza perpetrati contro donne ed anziani da immigrati recidivi, Forza Nuova richiede che tutti gli immigrati che si trovano sul suolo Italiano e che hanno commesso nel passato qualsivoglia reato, vengano fermati fino ad espulsione<br />
d) sospensione del Trattato di Schengen che ha permesso l’entrata in Italia nel solo ultimo anno di 250 mila rumeni ( fra i quali moltissimi Rom). La libera circolazione può avvenire solamente fra quegli Stati Europei che per situazione economica e sociale non differiscano fortemente dall’ Italia.<br />
Inoltre Forza Nuova crede che la crisi immigratoria non potrà essere risolta se gli Europei non metteranno mano alla situazione del continente africano, sempre più devastato da guerre, aids e fame.<br />
Gli Europei ed in particolar modo gli Italiani devono dar forza alle loro missioni religiose, mandare agronomi, tecnici e militari capaci di ristabilire un ordine economico e sociale e di sfruttare a beneficio dei popoli quelle straordinarie risorse naturali presenti nel continente nero.</p>
<p>5) Forza Nuova ritiene che Italia ed Europa debbano combattere con energia le mafie criminali che avvelenano con le droghe la nostra gioventù, costruiscono veri e propri imperi economici del male, frustrano le sane capacità imprenditoriali e condizionano fortemente i poteri politici. Vista il diffondersi di queste strutture criminali</p>
<p>Scarica la versione integrale del <a href="http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma-forza-nuova-europee-2009.pdf">programma di Forza Nuova</a> per le europee 2009.</p>
<p>Nei commenti fai sentire la tua sul <a title="Programma FORZA NUOVA" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-FORZA NUOVA" target="_blank">programma FORZA NUOVA</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=368&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_368" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/programma-forza-nuova-europee-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Programma LD europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-ld-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-ld-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 00:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[programma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[LD]]></category>
		<category><![CDATA[Liberal Democratici]]></category>
		<category><![CDATA[Liberal Democratici Riformisti]]></category>
		<category><![CDATA[Programma LD]]></category>
		<category><![CDATA[Programma LD europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Programma Liberal Democratici]]></category>
		<category><![CDATA[Programma Liberal Democratici europee 2009]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=365</guid>
		<description><![CDATA[Il programma dei Liberal Democratici Riformisti per le elezioni europee 2009 si articola in 5 punti fondamentali:
1. ECONOMIA:
PER COSTRUIRE L’EUROPA CHE VOGLIAMO
Seguire la strada tracciata a Lisbona
I Liberal Democratici italiani condividono in pieno i principi ispiratori del la Strategia di Lisbona che mirano a fare dell’Europa un’area economica fortemente competitiva e fondata sulla conoscenza.
Un’elevata qualità del capitale umano e la capacità di posizionarsi sulla frontiera tecnologica rappresentano una condizione necessaria per una crescita sostenuta, la difesa dell’occupazione nel medio-lungo periodo e una maggiore coesione sociale. Quest’ultima va preservata anche garantendo opportunità e condizioni dignitose nelle fasi più delicate della vita a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>programma dei Liberal Democratici Riformisti</strong> per le elezioni europee 2009 si articola in 5 punti fondamentali:</p>
<p>1. <strong>ECONOMIA</strong>:<br />
PER COSTRUIRE L’EUROPA CHE VOGLIAMO</p>
<p>Seguire la strada tracciata a Lisbona</p>
<p>I Liberal Democratici italiani condividono in pieno i principi ispiratori del la Strategia di Lisbona che mirano a fare dell’Europa un’area economica fortemente competitiva e fondata sulla conoscenza.<br />
Un’elevata qualità del capitale umano e la capacità di posizionarsi sulla frontiera tecnologica rappresentano una condizione necessaria per una crescita sostenuta, la difesa dell’occupazione nel medio-lungo periodo e una maggiore coesione sociale. Quest’ultima va preservata anche garantendo opportunità e condizioni dignitose nelle fasi più delicate della vita a cominciare dalla maternità e dalla vecchiaia.<br />
A livello europeo i risultati in tale direzione sono stati sinora poco soddisfacenti, nel caso italiano addirittura deludenti. Questa tendenza deve essere invertita.<br />
In Europa, il nostro Paese è “rimasto indietro”: ne sono chiara testimonianza i tassi di crescita strutturalmente inferiori alla media dell’area e più in particolare la scarsa performance della produttività italiana.<br />
Le misure approntate per fronteggiare la profonda crisi economico-finanziaria in corso dovrebbero rappresentare un punto di svolta. Il ruolo di impulso e coordinamento delle Istituzioni Europee è determinante affinché gli sforzi dei Governi nazionali pongano delle solide basi per la crescita futura.<br />
Bisogna agire affinché la risposta della politica economica non si limiti solamente a misure di sostegno anticongiunturale. Riteniamo di importanza prioritaria innescare meccanismi economici virtuosi nei prossimi anni che rendano più competitiva l’economia europea e quella italiana in particolare.</p>
<p>Puntare forte sul trinomio<br />
Formazione-Ricerca-Tecnologia applicata.</p>
<p>Occorre qualificare e sostenere i giovani in questo delicato passaggio socio-economico.<br />
I Liberal Democratici auspicano che in sede europea venga stabilito un modello di base di scuola europeo che tenga conto delle conoscenze e del patrimonio di idee e principi comuni a tutti i cittadini europei e che possa, agevolmente, essere integrato con un modello nazionale, informato alle specificità del sapere e delle conoscenze nazionali.<br />
È, altresì, auspicabile che si percorra compiutamente la via della libera circolazione del sapere declinata come opportunità anche per le scuole nazionali di un Paese membro di essere riconosciute al di fuori del territorio nazionale, al pari delle scuole statali di ogni singolo stato membro.<br />
Libera circolazione del sapere significa dare a tutti gli studenti la possibilità di affrontare corsi di studi universitari senza quegli sbarramenti, spesso rappresentati dalla previsione di “numeri chiusi”, che non rispecchiano il principio secondo cui ciascuno studente debba essere valutato in base ai propri meriti e capacità dimostrati durante il corso di studi stesso.<br />
Per i giovani non si tratta solamente di difendere la cosiddetta “eccellenza” ma di evitare che una platea ampia di giovani preparati, quella che oramai si presenta come  una vera e propria Generazione-Crisi, venga inghiottita dal circolo vizioso precariato-disoccupazione-dequalificazione. Aggirare il problema significa relegare per i prossimi anni l’economia a una crescita modesta e non garantire a quegli stessi giovani la possibilità di costruirsi una pensione dignitosa. L’Europa deve adoperarsi perché questo non accada anche con iniziative mirate come quella “Nuove competenze per nuovi lavori”.<br />
Un’attenzione particolare va rivolta a tutti i lavoratori che hanno superato i cinquant’anni e che hanno subito un licenziamento. Per la maggior parte di essi, è notoria la assoluta difficoltà ad accedere a nuove proposte  lavorative, difficoltà che aumenta sensibilmente per le donne.<br />
È necessaria anche per gli imprenditori una formazione a livello europeo. A tal fine i Liberal Democratici propongono che tale formazione sia comprovata dal rilascio di un patentino europeo, onde rendere ogni imprenditore consapevole di tutta la legislazione vigente sul territorio europeo, per un corretto esercizio di impresa: innovare significa formare individui consapevoli del ruolo e dei rischi connessi a tale ruolo.<br />
I Liberal Democratici chiedono, in attuazione di quanto previsto dal programma di lavoro “Istruzione e formazione 2010” della Commissione Europea, un miglioramento degli scambi di esperienze circa l&#8217;utilizzazione delle risorse finanziarie messe a disposizione per lo sviluppo dell&#8217;istruzione e della formazione tramite i Fondi strutturali e la Banca europea degli investimenti con l’obiettivo di un migliore sfruttamento di tali risorse nel futuro.<br />
Chiedono altresì che sia realizzato al più presto il target relativo all’aumento di almeno il 15% dei diplomati in matematica e scienze e tecnologie.</p>
<p>Più ricerca</p>
<p>Il 7° programma quadro per gli anni 2007-2013 deve incentivare la spesa nazionale in materia di ricerca, affinché lo sforzo dell&#8217;Europa nel settore raggiunga il 3% del PIL.<br />
I Liberal Democratici ritengono condizione imprescindibile per la realizzazione degli obiettivi della Strategia di Lisbona che siano accresciute le risorse destinate alla ricerca dalla Ue per incentivare gli investimenti nei singoli stati membri da parte sia di enti nazionali che privati.<br />
L’Europa della ricerca che vogliamo è chiamata alla scoperta di nuove conoscenze che cambino fondamentalmente la visione del mondo di noi europei e del nostro stile di vita.<br />
L’Europa dovrà costruire e consolidare la propria leadership nei settori più importanti della ricerca: salute, biotecnologie, tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione, nanoscienze, nanotecnologie, materiali/nuove tecnologie di produzione,  energia, ambiente e spazio. In tale prospettiva dovrà rafforzare i legami tra l&#8217;industria e la ricerca attraverso &#8220;iniziative tecnologiche congiunte&#8221;, che combinino  investimenti privati e finanziamenti pubblici.<br />
In linea con la parte “Persone”, nell’ambito del 7° programma di Ricerca, i Liberal Democratici propongono di aumentare sostanzialmente le risorse finanziarie per ampliare le prospettive di carriera dei ricercatori in Europa ed incentivare il coinvolgimento di giovani ricercatori di alta qualità  professionale.<br />
Sebbene la Sanità rientri essenzialmente nella competenza degli Stati membri, l’azione europea in campo sanitario così come previsto nella  “Nuova strategia in materia sanitaria per l&#8217;UE (2008-2013)” è chiamata a far fronte a sfide comuni quali l’invecchiamento della popolazione, le variazione demografiche, le pandemie e il bioterrorismo.<br />
In riferimento alla medicina non convenzionale, si rende necessario e doveroso, per preservare come bene supremo la salute dei cittadini, una immediata e seria regolamentazione sull’accesso a queste nuove professioni sanitarie che sono ormai una consolidata realtà anche nel nostro Paese.<br />
Infatti, la tutela dei cittadini parte proprio dalla certificazione degli operatori delle medicine non convenzionali (omeopati, osteopati, chiropratici, naturopati ecc…) che devono ricevere formazione anche in Italia attraverso specifici corsi di laurea e conseguenti registri di controllo professionale, al fine, tra l’altro, di consentire anche la loro libera circolazione in Europa con il reciproco riconoscimento dei titoli.</p>
<p>Le professioni</p>
<p>L’Italia è in ritardo nello sviluppo e nella valorizzazione dei professionisti della conoscenza. I Liberal Democratici propongono un sistema “duale”, volto a regolare in parallelo due mondi diversi per storia e consistenza (quello che si riconosce nella struttura ordinistica e quello delle associazioni non riconosciute). Tale ipotesi duale ha negli anni fatto strada senza, però giungere ad una riforma. Tale circostanza ha impedito a molti professionisti di muoversi e di partecipare in Europa alle politiche sia formative che professionali. È, pertanto, necessario che il Governo Italiano per prima cosa riconosca le Associazioni Professionali, nuove e vecchie e, in successione, riformi gli ordini professionali, adeguandoli al quadro non solo Europeo ma anche mondiale.</p>
<p>Le imprese e la corsa tecnologica</p>
<p>La politica di investimenti deve concentrare gli sforzi in settori ad alto potenziale di crescita economica e tecnologica, (comprendendo oltre l’ambito produttivo anche i settori della Cultura e dello Sport ove innovazione significa, nel primo caso, conservare il patrimonio culturale e diffondere la conoscenza con metodi nuovi e  nel secondo, sfruttare  la forza evocativa dello sport e delle sue potenzialità economiche per testare nuove soluzioni tecnologiche).<br />
Un fattore chiave in tal senso è rappresentato da una gestione più efficace dei Fondi Europei e Nazionali per lo sviluppo, favorendo il recupero di aree in difficoltà come il nostro Mezzogiorno.<br />
Dobbiamo puntare sulle PMI, sul loro sviluppo e sulla loro capacità di adattarsi al mercato:il ruolo dei fondi stanziati dalla European Investment Bank e una gestione centralizzata di almeno una quota dei fondi strutturali per le PMI destinati all’innovazione potrebbero giocare un ruolo chiave e determinante.<br />
In particolare, le tecnologie per il risparmio energetico e per le fonti rinnovabili offrono la possibilità di coniugare ambizioni di crescita ed elevata preparazione dei giovani, ricerca e applicazione. Sviluppare la domanda e sostenere l’offerta in questo campo deve essere una priorità: l’Europa -come noto- ha un ruolo guida con gli obbiettivi di lungo periodo imposti dal cosiddetto Pacchetto Clima.<br />
E’, in ogni caso, indispensabile creare le condizioni per attirare gli investimenti sia su base nazionale che internazionale. Oltre ad una ragionevole durata dei processi e ad adeguati strumenti di enforcement, riteniamo utile intervenire a livello europeo nella legislazione fallimentare dei singoli Stati membri. Occorre prevedere e regolamentare procedure volte a liquidare i crediti vantati da imprese di Stati terzi in un termine massimo di dodici mesi dall’atto di declaratoria fallimentare e/o concorsuale al fine di non perdere tutte le opportunità legate proprio  agli  investimenti in Stati terzi.</p>
<p>Donne, Maternità e Impresa</p>
<p>Sviluppo e crescita sono inscindibilmente legati all’affermazione del ruolo della donna a livello occupazionale<br />
Gli obiettivi previsti nella Strategia di Lisbona relativi all’occupazione delle donne in Europa (60% nel 2010), sono, purtroppo, ancora lontani dall’essere realizzati.<br />
Le disuguaglianze sono destinate ad aggravarsi. L’incremento della concorrenza economica su scala mondiale, richiedendo più mobilità e flessibilità, finisce per penalizzare proprio le donne, a causa dell’ineguale carico di responsabilità familiari rispetto agli uomini.<br />
I Liberal Democratici sostengono, quindi, la necessità che sia data celermente attuazione al pacchetto di proposte a sostegno delle lavoratrici per la promozione di una migliore cultura del bilanciamento tra lavoro e vita privata, quali le iniziative della Commissione che mirano a prevedere trattamenti uniformi in tutti gli stati membri in tema di congedi di maternità. Segnaliamo, in particolare la previsione di un periodo di astensione minimo dal lavoro a pieno salario e la previsione di più flessibilità nella scelta del periodo di astensione non obbligatoria.<br />
Sul fronte occupazione, l’Unione Europea deve favorire una uguale indipendenza economica tra donne e uomini attraverso la creazione di impiego, puntando alla promozione dell’imprenditorialità femminile.<br />
Oggi le donne costituiscono in media il 30% degli imprenditori nell&#8217;Unione europea (UE), trovandosi spesso a far fronte a maggiori difficoltà nell&#8217;accesso ai finanziamenti e alla formazione.<br />
Per superare tale divario, i Liberal Democratici ritengono indispensabile promuovere e potenziare il lavoro dell’EWN (Eurochambres Women Network), la rete europea che riunisce i rappresentanti delle associazioni nazionali delle camere di commercio, per fornire un sostegno strutturato allo sviluppo dell’imprenditoria femminile,  sostenendo, grazie alla rete dei comitati nazionali per la promozione dell’imprenditoria o della parità di genere, la partecipazione degli operatori ai programmi di finanziamento europei per l’imprenditoria femminile (PROGRESS).</p>
<p>Stabilizzare il sistema bancario/finanziario<br />
e fronteggiare le spinte involutive della crisi</p>
<p>L’importanza di avere una “sede europea” dalla quale gestire le fasi acute della crisi è emersa chiaramente nei mesi scorsi: le misure varate dai Governi hanno immediatamente acquistato credibilità ed efficacia quando discusse e concordate con i partner europei. Dobbiamo approfittare per rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Europa nella supervisione delle istituzioni finanziarie e dei mercati, nei meccanismi di prevenzione e gestione delle crisi.<br />
Le Istituzioni Europee sono chiamate a comporre un quadro di complesse esigenze e diverse situazioni, a cominciare da quelle dei paesi entrati nell’Unione più di recente.<br />
In prospettiva, l’Europa deve svolgere un ruolo di faro e coordinamento nella predisposizione di un nuovo set di regole per il settore finanziario.<br />
Le Istituzioni Europee saranno centrali nel definire un quadro di riferimento condiviso in materia di requisiti patrimoniali, strumenti finanziari, contabilità e remunerazione dei manager.</p>
<p>Un nuovo/vecchio modello di fare banca</p>
<p>La crisi finanziaria impone anche un ripensamento del modello bancario di riferimento.<br />
È auspicabile che le banche siano spinte a svolgere, innanzitutto con efficienza, correttezza e trasparenza, la loro tradizionale funzione creditizia.<br />
In questa direzione, infatti, i Liberal Democratici intendono sollecitare l’Europa al fine di creare una Centrale Rischi Europea, in modo da aumentare la trasparenza di approccio tra imprenditori/banche di vari Stati ed agevolare, in tal modo, le pratiche amministrative di accesso al credito e/o a misure agevolate.<br />
Al tempo stesso occorre innovare sul tema afferente la segnalazione di un nominativo a sofferenza in Centrale Rischi, intervenendo, nel rispetto delle dovute garanzie, affinché detta segnalazione ricorra solo laddove vi sia, in capo al debitore, il requisito dell’insolvenza, intesa come incapacità di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni con il suo patrimonio, ovvero a situazioni equiparabili, quale una “assai” rilevante difficoltà di recuperare il credito.</p>
<p>2. <strong>AMBIENTE</strong></p>
<p>Volano della crescita</p>
<p>L’Unione europea e la comunità internazionale hanno spinto gli stati membri nella direzione di più alti e diffusi standard in campo ambientale.<br />
I Liberal Democratici hanno espresso con chiarezza la convinzione secondo cui la concezione dell’ambiente quale costo, vincolo allo sviluppo e alla produzione industriale è ormai definitivamente superata. Investire, quindi, in strategie e risorse in grado di garantire la sopravvivenza e la qualità di vita del genere umano rappresenta uno straordinario volano di crescita e sviluppo non solo nel lungo periodo ma anche nel medio.</p>
<p>Per le energie rinnovabili e il risparmio energetico</p>
<p>L’Europa, con la presentazione del nuovo Pacchetto Clima, tra le cui misure si evidenzia la radicale riforma del tetto massimo delle emissioni a livello comunitario (almeno il 20% fino ad arrivare al 30% per i gas serra) spingerà tutti i paesi membri verso tecnologie produttive pulite.<br />
L’obiettivo della Commissione europea mira a garantire che l’innalzamento della temperatura media a livello mondiale non superi di oltre 2 gradi C° i livelli dell’era preindustriale.<br />
Il ritardo del nostro Paese in merito all’utilizzo delle FER è sostanziale (si consideri che dovremo raggiungere il 17% sul totale dei consumi entro il 2020 partendo dal 5,2% attuale).<br />
Noi Liberal Democratici puntiamo sulle energie rinnovabili e ci impegniamo affinché anche nel nostro Paese siano raggiunti gli obiettivi richiesti dall’Unione Europea, purché sia sempre assicurato al nostro Paese libertà e flessibilità nella scelta delle opzioni su cui puntare (biomasse, geotermico, fotovoltaico…). Per ciò che attiene l’energia eolica vanno, tuttavia, considerati sfavorevolmente gli impatti sul piano paesaggistico a fronte della ridotta potenza energetica prodotta.<br />
Per ciò che attiene ai biocarburanti concordiamo sul loro utilizzo e diffusione ma chiediamo garanzie sulla loro sostenibilità ambientale e sulla tutela della biodiversità.<br />
Dobbiamo puntare con decisione sul risparmio energetico, realizzando, in linea con l’obiettivo comunitario, la riduzione del 20% del consumo totale di energia entro il 2020, concentrando la nostra azione sul settore dei trasporti, edilizia  e sulla maggiore efficacia nella trasmissione e distribuzione dell’elettricità.<br />
Ciò comporterà così una riduzione delle emissioni di quasi 800 milioni di tonnellate all’anno e comporterà per i consumatori privati un riduzione dei costi energetici. Anche attraverso il risparmio energetico si stimolano gli investimenti in tecnologia e si sostiene l’occupazione.<br />
Nel nostro Paese, con la predisposizione da parte del Governo del cd “Piano Casa”, si è persa una preziosa opportunità per incentivare con decisione il risparmio energetico.<br />
Infatti, I Liberal Democratici hanno sostenuto con forza la necessità che la possibilità di aumentare la cubatura di un immobile fosse imprescindibilmente legata alla prova di aver migliorato l’efficienza energetica e/o aver installato impianti per  fonti energetiche rinnovabili nell’immobile stesso.</p>
<p>I Liberal Democratici, inoltre, auspicano che l’Unione Europea, sin dai prossimi summit internazionali (G8 e soprattutto Conferenza di Copenhagen di dicembre prossimo) rafforzi la sua azione persuasiva e di stimolo nei confronti delle grandi economie in crescita, come India e Cina, in direzione di un accordo globale su un regime multilaterale rafforzato tale da far fronte ai cambiamenti climatici che possa essere sollecitamente ratificato e messo in atto.</p>
<p>Rifiuti</p>
<p>Situazioni caratterizzate dalla straordinarietà gravità in tema di gestione e smaltimento di rifiuti quale la drammatica situazione verificatasi nel nostro Paese, segnatamente in Campania, rischiano di ripetersi non solo nel contesto italiano ma nel resto dell’Europa in virtù dell’allarmante dato della continua e costante crescita della produzione di rifiuti in tutti gli stati membri (è circa mezza tonnellata la quantità di rifiuti urbani prodotta ogni anno dai cittadini europei).<br />
Noi Liberal Democratici riteniamo, in armonia con quanto stabilito dall’ultima direttiva sui rifiuti del giugno scorso, che la soluzione del problema vada ricercata nella prevenzione e nel contestuale sviluppo dei protocolli avanzati per la riduzione e minimizzazione del rifiuto, a partire dalla lotta all’over-packaging.<br />
Va rifiutata con forza l’automaticità del processo “Più crescita economica- Più prelievo di risorse- Più produzione di rifiuti”, come dimostrato anche da rilevatori “Eurostat”.</p>
<p>Infrazioni in campo ambientale</p>
<p>Il numero totale delle procedure d&#8217;infrazione a carico dell&#8217;Italia si attesta sulla cifra, poco lusinghiera di 164.<br />
Sappiamo inoltre che di queste 164 infrazioni ben 43 sono riferite a violazioni in campo ambientale cioè oltre il 26%.<br />
Un dato allarmante e clamoroso rispetto al quale il nostro Governo non è stato finora in grado di porre rimedio. Ci impegneremo affinché, ad una ragionata apposizione di limiti e soglie a livello europeo in campo ambientale, corrisponda un responsabile e più celere adeguamento degli stati membri.</p>
<p>3. <strong>GIUSTIZIA E SICUREZZA</strong></p>
<p>Un tema europeo</p>
<p>Le sfide che attendono l’Europa nel suo complesso implicano in ciascuno stato membro una giustizia capace di rispondere celermente ai propri cittadini.<br />
Oggi, infatti, l’offerta di giustizia di ogni singolo stato membro concorre con quella di tutti gli altri stati partner dell’Unione Europea.<br />
Sappiamo, infatti, che a seguito del riconoscimento a ciascun cittadino europeo del diritto di circolare e soggiornare liberamente su tutto il territorio dell’Unione, gli aspetti legati all’amministrazione della giustizia in ogni stato membro finiscono per riguardare le condizioni di legalità e sicurezza di tutti gli altri.<br />
In quest’ottica, i Liberal Democratici ritengono fondamentale l’attività svolta da Eurojust per sviluppare la cooperazione giudiziaria in campo penale, al fine di dotarci  di norme minime di procedura penale valide per tutti. Sostanziali differenze tra i sistemi penali tra gli stati membri comportano il rischio di vedere una migrazione del crimine in quei Paesi la cui disciplina penale sostanziale o procedurale risulti inadeguata o inapplicata.</p>
<p>Un paese fuori standard europeo: le nostre carenze</p>
<p>Il nostro Paese si trova stretto tra tre diversi ordini di problemi che attengono al profilo giustizia/sicurezza.<br />
Le risorse messe a disposizione del nostro Paese per la Giustizia sono del tutto insufficienti e rischiano, nel breve periodo, di condurre tale settore alla paralisi totale.<br />
Sono state, infatti, bloccate le procedure di assunzione di personale ausiliario,<br />
-tra cui la fondamentale figura del cancelliere- indispensabile per la celebrazione dei processi. Nonostante, alcuni interventi normativi in direzione del funzionamento del sistema giudiziario, comportanti trasferimenti d&#8217;ufficio atti a tamponare i vuoti d’organico presso le sede disagiate degli uffici giudiziari,<br />
l’organico della magistratura rimane mal distribuito.<br />
Ad avviso dei Liberal Democratici, è necessario, procedere ad una riforma organica dell’attuale, irrazionale, distribuzione delle sedi giudiziarie in un’ottica di “dimensione organizzativa ottimale” .<br />
Lo strumento d’indagine rappresentato dalle intercettazioni, mezzo di ricerca delle prove di straordinaria efficacia per la repressione dei reati, si accinge ad<br />
essere fortemente compresso.<br />
Il risultato è destinato ad essere rappresentato dalla paralisi della capacità investigativa dei nostri organi inquirenti, così come dal contestuale black-out del diritto di cronaca e del diritto di sapere dei cittadini, frutto della previsione di un obbligo di segretezza eccessivo e illiberale.<br />
A causa dei drastici tagli che hanno interessato i comparti Giustizia, Interno e Difesa,  le forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri…) non hanno più risorse per<br />
provvedere a necessità primarie per l’espletamento delle funzioni di prevenzione e repressione dei reati. Stessa sorte interessa anche le nostre Forze Armate che,<br />
non avendo più risorse per la formazione, l’addestramento, per l’utilizzo e la  manutenzione dei loro mezzi, non saranno più, in breve tempo, in grado di assolvere alle missioni più delicate e specializzate sotto l’egida dell’Unione Europea, della Nato o dell’Onu.<br />
Non essendo stati previsti dei piani di edilizia carceraria sufficienti, nel nostro Paese, si riaffacciano pericolose ipotesi di condono di pena destinati a riportate in libertà sul territorio italiano ed europeo pericolosi criminali.</p>
<p>La durata dei processi e la legge “Pinto”</p>
<p>L’eccessiva durata dei processi in Italia che relega il nostro Paese al 156 ° posto di una graduatoria elaborata dalla Banca Mondiale sulla durata media di un procedimento di recupero di un credito maturato a seguito di una lite di carattere commerciale comporta, oltre ad un grave danno di immagine per il nostro Paese, anche dei gravissimi danni economici legati al risarcimento dei danni.<br />
Il paragone con i nostri partner europei è impietoso: in Francia sono necessari 331 giorni, 394 in Germania, 316 in Giappone e 515 in Spagna contro i 1210 in Italia.<br />
L’entità dei risarcimenti ex legge Pinto, ovvero della legge 89/2001 italiana emanata  in applicazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libertà fondamentali per colpire i ritardi della giustizia ha raggiunto negli ultimi due anni qualcosa come oltre 80 milioni di euro effettivamente sborsati, a cui sono destinati ad aggiungersi altri 36,6 milioni dovuti ma non ancora pagati.<br />
Inoltre va considerato l’ulteriore effetto distorsivo rappresentato dalla cd “Pinto sulla Pinto”, ovvero i costi sostenuti dallo stato italiano nel momento in cui alla richiesta di risarcimento per il ritardo nella definizione della prima causa si aggiungono le ulteriori richieste relative anche alla causa sul ritardo.<br />
Anche a seguito dei richiami operati dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, è urgente, promuovere una “amministrativizzazione” del’intero  procedimento, anziché continuare a far sì che questo genere di procedimenti intasi le Corti d’Appello e la Suprema Corte.<br />
Sono, inoltre, necessari nel nostro Paese nuovi sistemi comuni di incentivazione circa la velocizzazione dei procedimenti giudiziari consistenti nella semplificazione dei riti, delle comunicazioni e delle notificazioni. È, altresì, indispensabile adottare tutti quei correttivi che accentuino la tipicità dei motivi di impugnazione e consentano al giudice di porre a base delle proprie decisioni tutti quei fatti e circostanze contestati in modo generico da controparte.<br />
È necessario che anche nel nostro Paese al lavoro dei magistrati si affianchi  una efficace rete di istituzioni operanti nel campo della mediazione, così come già prescritto a livello europeo grazie alla direttiva 2008/52/CE.</p>
<p>Misure comuni per la criminalità transfrontaliera</p>
<p>I Liberal Democratici sostengono la necessità che siano date delle risposte al crimine transfrontaliero facendo leva su soluzioni europee.<br />
Mentre il Governo del nostro Paese studia e mette in opera soluzioni per rendere più complesse le attività di lotta al crimine, l’Europa è chiamata a fronteggiare nuove soluzioni per favorire le indagini nei paesi membri contro la  criminalità transfrontaliera.<br />
In questa direzione si propone un ampliamento delle capacità di intervento di Eurojust, l&#8217;organo comunitario che ha il compito di sviluppare politiche comuni in tema di criminalità organizzata e cybercrime.<br />
È noto, infatti, che le indagini finalizzate alla repressione dei reati si rivolgono, oggi, anche verso  sistemi di comunicazione informatizzati che per loro natura sfuggono dai tradizionali sistemi di intercettazione come nel caso del servizio skype. ma anche con altri tipi di software che consentono di scambiarsi mail o messaggi.</p>
<p>“Principio di disponibilità” e banca dati DNA</p>
<p>Contro il terrorismo è necessaria una risposta globale e un&#8217;impostazione coerente ed integrata così come stabilito sin dal programma dell’Aja del 2004.<br />
I Liberal Democratici sono favorevoli ad una implementazione dei canali per lo scambio di informazioni, anche nella direzione del consolidamento del principio di disponibilità in virtù del quale gli stati membri si obbligano a fornire alle autorità competenti omologhe degli altri Stati membri e a Europol, preferibilmente con accesso diretto on-line, le informazioni necessarie all&#8217;assolvimento dei loro compiti in materia di prevenzione, individuazione e investigazione dei reati.<br />
Al fine di rendere più efficace l’attività di prevenzione e repressione dei reati, i Liberal Democratici seguiranno con attenzione le procedure per l’istituzione di una banca dati per la raccolta delle impronte dattiloscopiche, del dna e delle targhe dei veicoli, così come stabilito nel trattato di Prum, vigilando affinché sia tutelata la dignità della persona, il diritto alla difesa e il principio di proporzionalità così come stabilito dal Comitato dei ministri del Consiglio d&#8217;Europa del 10 febbraio 1992.</p>
<p>Lotta alla tratta degli esseri umani<br />
e allo sfruttamento sessuale dei bambini</p>
<p>La tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale dei bambini sono pratiche barbariche che non solo non state ancora superate ma che addirittura sono<br />
in aumento.<br />
I Liberal Democratici ritengono indispensabile, in linea con quanto già previsto dalla Commissione Europea, che, al più presto, si operi un ravvicinamento delle disposizioni legislative nazionali in materia penale e di diritto processuale penale per colpire il fenomeno.<br />
Tali dossier, che per la loro stessa natura, non hanno confini nazionali, costituiscono una piaga per l&#8217;Europa intera e si possono combattere efficacemente solo attraverso strategie di carattere europeo e globale.</p>
<p>Le nuove “insidie” connesse al web:<br />
lotta alla pedopornografia e all&#8217;id-theft (furto d’identità )</p>
<p>È necessario che l’Ue renda al più presto operative le strutture in grado di contrastare il grave fenomeno della pedopornografia su Internet.<br />
Le nuove insidie legate alla diffusione della rete web impongono infatti alla Ue di programmare una strategia comune per combattere la distribuzione commerciale di immagini pedopornografiche, per proteggere le vittime, per localizzare e arrestare i pedofili e quanti traggono profitto dalla vendita delle immagini.<br />
Un ruolo fondamentale in questa azione contro la pedopornografia deve essere svolta da tutti gli stati membri assicurando lo stanziamento di fondi e risorse umane per l’identificazione delle vittime di tali violenze al fine di fornire ad essi adeguata assistenza terapeutica.<br />
In questa direzione, va sviluppato il piano di lotta alla pedopornografia su internet basato sul nuovo organismo finanziato dalla Commissione Europea che vede una alleanza tra Europol, gestori di carte di credito e organi di polizia degli stati membri, in linea con la Decisione quadro 2004/68/GAI relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile.</p>
<p>Il furto d’identità che si verifica ogni qualvolta un’informazione individuale, relativa ad una persona fisica o ad un’azienda è ottenuta in modo fraudolento da un criminale con l’intento di assumerne l’identità per compiere atti illeciti è un problema crescente nell’Unione europea. Ciò mina alla base la regolarità degli scambi di informazioni commerciali e personali in tutta la Ue.<br />
I Liberal Democratici si impegneranno affinché a livello europeo siano emanate disposizioni per l’armonizzazione della disciplina penale sul tema, introducendo anche obbligatoriamente una nuova fattispecie di reato comune in tutti gli stati membri.</p>
<p>4. <strong>POLITICHE PER L&#8217;IMMIGRAZIONE</strong></p>
<p>Un possibile fattore di crescita</p>
<p>I Liberal Democratici considerano l’immigrazione un fattore importante per lo sviluppo della strategia di Lisbona sui temi della crescita e dell’occupazione.<br />
Una efficiente governance dell’immigrazione economica è un elemento essenziale della competitività dell’UE, così come recentemente riaffermato anche dal Consiglio europeo.<br />
È altresì fondamentale che, a fronte del rilevante flusso migratorio che interessa l’Unione Europea, l’integrità dello spazio Schengen, aperto e senza controlli alle frontiere interne, vada conservata e migliorata.<br />
I Liberal Democratici si impegnano a perseguire con determinazione i tre cardini sui cui ruota la strategia per l’immigrazione proposta dalla Commissione Europea: prosperità, solidarietà e sicurezza.</p>
<p>Integrazione e occupazione</p>
<p>Nell’ottica della prosperità, le migrazioni internazionali rappresentano un’opportunità, rappresentando un fattore di scambio culturale, umano, sociale ed economico. I Liberal Democratici ritengono che i benefici della migrazione siano massimi quando si tiene conto delle esigenze economiche della società ospite, senza per questo escludere altre forme di migrazione che non siano a scopi occupazionali.<br />
Solidarietà dell’Unione Europea</p>
<p>In un’Europa aperta priva di frontiere interne, nessuno Stato membro può gestire  da solo il tema dell’immigrazione. Il nostro Paese che in virtù della propria collocazione geografica è esposto ad un maggior afflusso migratorio deve essere necessariamente supportato e assistito a livello finanziario dall’Unione Europea per realizzare gli obiettivi strategici della politica d’immigrazione comune.<br />
In tale ottica, è altresì necessario rafforzare la cooperazione degli Stati membri e dell’intera Unione europea con i Paesi di origine dei cittadini immigrati, al fine di combattere il fenomeno dell’immigrazione clandestina.</p>
<p>Gestione intergrata delle frontiere e lotta<br />
all’immigrazione clandestina</p>
<p>I Liberal Democratici ritengono indispensabile rilanciare il principio della gestione intergrata delle frontiere, accompagnando però le misure di contenimento e difesa alla contestuale lotta al traffico di migranti e alla tratta di persone in tutte le sue fattispecie.<br />
È necessario puntare sullo sviluppo di nuove tecnologie per consentire operazioni di verifica e scambio di informazioni veloce e sicuro sul tema im migrazione tra Stati membri.<br />
In tema di immigrazione clandestina, come dimostrato dalle attuali difficoltà del nostro Paese, è necessario predisporre misure realmente efficaci per il sollecito  rimpatrio dei clandestini, attingendo a fondi comunitari.</p>
<p>5. <strong>POLITICA ESTERA E COOPERAZIONE</strong></p>
<p>La Politica Estera della UE</p>
<p>Noi Liberal Democratici crediamo fortemente nel processo di unificazione ed integrazione dell’Europa. In tale prospettiva va inquadrata l’assoluta necessità di una politica estera comune in maniera tale che gli Stati membri possano trarne beneficio. In particolare, bisognerebbe aumentare la capacità della Ue di gestire le crisi internazionali, interagendo con gli Organismi multilaterali preposti. La vocazione al multilateralismo è una vocazione insita nel dna della UE e noi vogliamo coglierne tutti gli aspetti positivi per la costruzione di un mondo più giusto, libero e democratico. La Ue deve assumere un ruolo di protagonista sano sulla scena internazionale, portando la propria esperienza storica di integrazione che ha permesso il superamento delle crisi interne. Allo stesso tempo è importante basare la propria azione di politica estera sul rispetto e la promozione dei diritti umani in tutti i Paesi del mondo. Tale impegno porterà effetti pratici sul piano della sicurezza, della lotta al terrorismo internazionale, e quindi al rafforzamento di tutto ciò che concorre alla difesa comune.<br />
L’Europa dovrebbe esprimersi con una sola voce tramite l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune. Sarebbe davvero opportuno, e non per sterili opportunismi nazionali, che la UE fosse rappresentata con un seggio in maniera permanente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.<br />
Il nostro Paese farebbe bene a spingere con forza su questo punto della politica estera comune, cercando di essere fedele al proprio ruolo di fondatore delle prime Comunità europee, evitando pericolose fughe in avanti che non solo non ci portano da nessuna parte, ma che rischiano di isolarci in Europa.</p>
<p>La prospettiva di una difesa comune</p>
<p>I Liberal Democratici auspicano che la politica europea della sicurezza e della difesa sia rafforzata ed ampliata, a tale fine riunendo le risorse e le capacità europee inerenti alla difesa.<br />
L’Unione europea dovrà essere in grado di provvedere da sola alla propria difesa militare e dovrà essere pronta ad intervenire, anche in scenari internazionali per tutelare la sicurezza globale e rispondere alle emergenze umanitarie.</p>
<p>La Cooperazione Internazionale</p>
<p>La cooperazione internazionale, che dovrebbe esprimere l’alto valore europeo della solidarietà e della giustizia per il rispetto dei diritti politici, civili, economici, culturali e sociali di tutti gli esseri umani, è anche uno strumento importante per costruire pacifiche e fruttuose relazioni internazionali.<br />
La UE dovrà impegnarsi concretamente su diversi punti:<br />
1) gestire in maniera più efficiente ed efficace le risorse a disposizione della Commissione;<br />
2) far in modo che gli Stati membri arrivino entro il 2010 allo 0,33% di APS (Aiuti Pubblici allo Sviluppo), per poi puntare allo 0,7 per il 2015;<br />
3) fare in modo che gli Stati membri possano collaborare maggiormente tra di loro per trovare nuovi metodi e approcci per un lavoro sinergico, soprattutto nelle aree di crisi umanitarie;<br />
4) promuovere, in tutte le sedi opportune, la difesa dei diritti umani e della democrazia come punto d’arrivo delle azioni cooperative.<br />
Il nostro Paese, fanalino di coda tra i Paesi Ocse-Dac per quantità di risorse messe a disposizione, è in questo settore allo sbando. Non vi è alcuna traccia nell’agenda politica del Governo di un serio rilancio della Cooperazione Internazionale: questa è una evidente e palese miopia politica, essendo anche il nostro un Paese frontaliero della Ue.<br />
Noi Liberal Democratici ci batteremo affinché sia in Italia che in Europa ci sia una vera e concreta attenzione alla Cooperazione Internazionale verso i Paesi in via di sviluppo, con particolare riguardo ai Paesi del Mediterraneo e al Continente africano.<br />
Crediamo che il modello di integrazione europea (basato sulla cooperazione tra Stati membri) possa costituire, anche per altri contesti geografici, un riferimento importante per uscire dalle situazioni di sottosviluppo, povertà, instabilità regionale, insicurezza e violazione dei diritti umani.</p>
<p>Nei commenti dì la tua sul <a title="Programma LD" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-LD" target="_blank">programma LD</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=365&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_365" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/programma-ld-europee-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Programma UDC europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-udc-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-udc-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[programma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale UDC]]></category>
		<category><![CDATA[Programma europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Programma UDC europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[UDC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[Il programma dell&#8217;UDC per le elezioni europee 2009 si articola in 9 punti fondamentali:
1 Famiglia
La famiglia è il pilastro fondamentale della società, ma oggi è abbandonata a se stessa. Sosteniamola
in concreto, rivoluzioniamo il fisco con il quoziente familiare: chi ha più figli deve pagare meno tasse.
2 Vita
L’eutanasia minaccia il bene più prezioso che abbiamo, la vita. Chi soffre perché gravemente malato o chi non ha i mezzi per sostenersi non può essere lasciato solo a decidere se vivere o morire. Uno Stato che rinuncia a stare vicino a chi è in difficoltà è uno Stato che rinuncia
al suo futuro.
3 Scuola
Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>programma dell&#8217;UDC</strong> per le elezioni europee 2009 si articola in 9 punti fondamentali:</p>
<p>1 <strong>Famiglia</strong><br />
La famiglia è il pilastro fondamentale della società, ma oggi è abbandonata a se stessa. Sosteniamola<br />
in concreto, rivoluzioniamo il fisco con il quoziente familiare: chi ha più figli deve pagare meno tasse.</p>
<p>2 <strong>Vita</strong><br />
L’eutanasia minaccia il bene più prezioso che abbiamo, la vita. Chi soffre perché gravemente malato o chi non ha i mezzi per sostenersi non può essere lasciato solo a decidere se vivere o morire. Uno Stato che rinuncia a stare vicino a chi è in difficoltà è uno Stato che rinuncia<br />
al suo futuro.</p>
<p>3 <strong>Scuola</strong><br />
Una scuola più competitiva non si costruisce col taglio delle risorse. Serve una riforma organica che<br />
motivi gli insegnanti, alzi il livello dell’istruzione degli studenti e valorizzi i più meritevoli senza lasciare indietro gli altri.</p>
<p>4 <strong>Lavoro e imprese </strong><br />
La flessibilità è un bene, la precarietà no. Incentiviamo la trasformazione dei contratti precari in contratti a tempo indeterminato, proteggiamo tutti i lavoratori colpiti dalla crisi attraverso l’estensione<br />
degli ammortizzatori sociali anche alle piccole imprese, favoriamo il nuovo ingresso nel lavoro con la formazione permanente. Detassiamo gli utili reinvestiti nell’impresa. Miglioriamo l’accesso al credito per le piccole e medie imprese attraverso il potenziamento del sistema dei CONFIDI.</p>
<p>5 <strong>Casa </strong><br />
Vogliamo un grande piano casa che rilanci l’edilizia sociale per le famiglie meno abbienti, le giovani<br />
coppie e gli anziani. Occorre incentivare la costruzione o la ristrutturazione di case sicure, antisismiche e all’avanguardia sul piano del risparmio energetico.</p>
<p>6 <strong>Salute </strong><br />
Un’Italia protagonista in Europa ha bisogno anche di un sistema sanitario che garantisca prestazioni di<br />
qualità omogenee al Nord, come al Centro e al Sud. Si devono ridurre le differenze di costi e di livello delle prestazioni tra le varie Regioni, eliminando gli sprechi, valorizzando e promuovendo la costruzione di centri di eccellenza all’avanguardia. La carriera di medici e infermieri deve basarsi su un sistema meritocratico che premi i migliori, non chi ha le conoscenze giuste. Per il bene e la salute di tutti vogliamo la gestione delle ASL senza ingerenze della politica.</p>
<p>7 <strong>Sicurezza </strong><br />
Uno Stato che si affida alle ronde è uno Stato che alza bandiera bianca di fronte alla criminalità e dice<br />
ai cittadini di arrangiarsi. Solo le forze di polizia hanno la professionalità e la preparazione per fronteggiare il crimine, ma il Governo taglia loro gli organici e le risorse. Il contrario di ciò che è necessario, il contrario di ciò che vogliamo.<br />
8 <strong>Federalismo</strong><br />
Vogliamo un federalismo che riformi la macchina statale con una distribuzione delle competenze<br />
e dei costi certa, per dare nuovo slancio all’economia del Nord e del Centro e per recuperare i ritardi del Sud. Ecco perché diciamo no al federalismo della Lega, uno spot vuoto di cifre e contenuti che rischia di sfasciare lo Stato senza dare alle Regioni gli strumenti per funzionare.</p>
<p>9 <strong>Immigrazione</strong><br />
Diciamo no ad ogni forma di razzismo e di xenofobia. Gli stranieri onesti che vengono in Italia per<br />
lavorare sono una risorsa e vanno aiutati concretamente ad integrarsi con le loro famiglie. Favoriamo l’immigrazione volenterosa e qualificata e contrastiamo l’immigrazione clandestina, coinvolgendo l’Europa attraverso intese con i Paesi di provenienza.</p>
<p>Nei commenti dì la tua sul <a href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-UDC" title="Programma UDC" target="_blank" >programma UDC</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=358&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_358" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/programma-udc-europee-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Programma LEGA NORD europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-lega-nord-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-lega-nord-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[programma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale LEGA NORD]]></category>
		<category><![CDATA[Programma Lega Nord]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=354</guid>
		<description><![CDATA[Prima di passare al programma elettorale della Lega Nord per le europee 2009 è opportuno premettere che le norme dell&#8217;Unione europea non consentono al Parlamento di avanzare proposte; pertanto, l&#8217;impegno di chi sarà eletto non può essere quello di proporre normative nelle varie materie di competenza europea, ma di sostenere i principi del Movimento nell&#8217;azione parlamentare, che consiste nell&#8217;esaminare i progetti della Commissione europea.
In questa fase, il Parlamento può accettare, respingere e soprattutto modificare i testi proposti ed è ciò che faranno i deputati leghisti.
Il principio fondamentale sarà quello dell&#8217;assoluto rispetto della sussidiarietà: vale a dire che non dovrà essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di passare al <strong>programma elettorale della Lega Nord</strong> per le europee 2009 è opportuno premettere che le norme dell&#8217;Unione europea non consentono al Parlamento di avanzare proposte; pertanto, l&#8217;impegno di chi sarà eletto non può essere quello di proporre normative nelle varie materie di competenza europea, ma di sostenere i principi del Movimento nell&#8217;azione parlamentare, che consiste nell&#8217;esaminare i progetti della Commissione europea.<br />
In questa fase, il Parlamento può accettare, respingere e soprattutto modificare i testi proposti ed è ciò che faranno i deputati leghisti.<br />
Il principio fondamentale sarà quello dell&#8217;assoluto rispetto della sussidiarietà: vale a dire che non dovrà essere approvata nessuna norma europea quando le stesse regole potranno essere decise dagli Stati (o dalle regioni con potestà legislativa).</p>
<p>Questi invece i principi di azione, suddivisi per materia.</p>
<p><strong>Agricoltura ed agroalimentare</strong><br />
L&#8217;Unione europea si è spesso distinta per la sua lotta, mascherata col pretesto del libero mercato, alle tradizioni agricole ed alimentari: i deputati della Lega si opporranno a tutte quelle proposte che stravolgano i prodotti tradizionali e soprattutto si batteranno perché il consumatore conosca quello che intende acquistare: sì quindi a tutte quelle norme, che permettano la tracciabilità dei prodotti alimentari, con chiarezza sugli ingredienti, sui metodi di lavorazione e sulla provenienza dei loro componenti.</p>
<p><strong>Allargamento</strong><br />
La Lega si opporrà decisamente all&#8217;ingresso della Turchia nell&#8217;Unione europea: senza tralasciare le numerose argomentazioni contrarie (mancato rispetto dei diritti umani, negazione del genocidio armeno, repressione delle minoranze, ostacoli alla libertà religiosa, sconfinamenti militari in Iraq, occupazione militare della parte settentrionale di Cipro che vede l’assurda situazione di un’Unione europea che tratta l’ammissione di uno stato che occupa illegalmente una parte di territorio dell’Unione stessa), deve essere chiaro che la Turchia geograficamente, ma anche culturalmente e socialmente,non è un paese europeo e pertanto non deve essere ammessa in un’Unione di Stati europei.<br />
Riguardo ad altri stati, come quelli balcanici, l&#8217;ammissione potrà avvenire solo se saranno rispettate tutte le condizioni, sia quelle delle regole della democrazia sia quelle dei parametri economici: bisognerà evitare lo sbaglio commesso in passato di far entrare nell&#8217;Unione paesi troppo indietro economicamente rispetto a quelli che già c&#8217;erano, con conseguenze negative, dovute soprattutto alla possibilità di una concorrenza falsata dai differenti parametri economici di partenza, per le nostre imprese ed i nostri lavoratori.</p>
<p><strong>Ambiente</strong><br />
La tutela dell’ambiente deve attenersi al principio dello sviluppo sostenibile, quindi attraverso norme che non siano di divieto indiscriminato, ma che rispettino anche le esigenze economiche, produttive ed occupazionali.</p>
<p><strong>Caccia</strong><br />
Ferma restando la tutela con norme europee degli animali a rischio, dovranno essere gli Stati membri a disciplinare la materia.</p>
<p><strong>Economia e lavoro</strong><br />
Lo sviluppo economico e quindi dell&#8217;occupazione sono strettamente legati a quello delle imprese: saranno sostenuti tutti quei provvedimenti che, soprattutto a favore di quelle piccole e medie, ridurranno gli adempimenti burocratici ed amministrativi. La Lega sarà anche impegnata ad evitare che con il pretesto del libero mercato si votino norme che portino ad una concorrenza sleale, con danni alla produzione ed all&#8217;occupazione. Saranno inoltre appoggiate le iniziative volte a rendere più semplici e meno costosi i ricorsi giudiziari in caso di controversie che coinvolgano aziende di differenti paesi.</p>
<p><strong>Famiglia</strong><br />
La Lega non accetterà norme che stravolgano la famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna; si opporrà fermamente a quelle che, violando la sovranità degli Stati, impongano l’accettazione di unioni fra persone dello stesso sesso o della poligamia.</p>
<p><strong>Immigrazione</strong><br />
La Lega ritiene fondamentali norme per un’immigrazione controllata, con flussi regolati non su basi economiche, ma tenendo conto delle conseguenze sociali e culturali del fenomeno; dovranno essere migliorate le disposizioni per azioni comuni di contrasto dell’immigrazione clandestina e di sostegno ai paesi rivieraschi e con frontiere esterne.</p>
<p><strong>Libera circolazione delle persone</strong><br />
I principi sulla libera circolazione sono contenuti nei trattati, su cui il Parlamento europeo non può intervenire: potrà però esprimersi sulle norme di attuazione, facendo rispettare rigidamente il principio per cui il cittadino europeo può usufruire del suo diritto di trasferirsi in qualunque Stato membro solo senza costituire un onere per lo stesso, come i trattati prevedono.</p>
<p><strong>Libera circolazione delle imprese</strong><br />
La libera circolazione delle imprese, garantita dai trattati, dovrà attuarsi con norme che evitino le discriminazioni ma anche forme di concorrenza sleale e nel rispetto delle regole dello Stato in cui l’impresa vuole operare; no quindi a progetti, già bocciati dal Parlamento, che ripropongano il principio del paese di origine.</p>
<p><strong>Trasporti</strong><br />
La Lega continuerà a battersi in favore delle norme che tutelino i diritti dei viaggiatori ed a contrastare tutti i tentativi di favorire situazioni di monopolio.</p>
<p>Scarica la versione integrale del <a href='http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma-lega-nord-europee.pdf'>programma della LEGA NORD</a> per le elezioni europee 2009.</p>
<p>Nei commenti dì la tua sul <a href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-elettorale-LEGA" title="Programma elettorale LEGA" target="_blank" >programma elettorale della LEGA</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=354&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_354" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/programma-lega-nord-europee-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Programma IDV europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-idv-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-idv-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[programma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[IDV]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale Europee 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale IDV]]></category>
		<category><![CDATA[Programma Italia dei Valori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://elezioni-blog.net/?p=349</guid>
		<description><![CDATA[Il programma elettorale IDV (Italia dei Valori)  per le elezioni europee si articoli in 12 punti:
1 &#8211; Trasparenza dei finanziamenti
Trasparenza nelle politiche di assegnazione dei fondi europei attraverso la possibilità di verificare avanzamento e procedure d&#8217;assegnazione on line, la revisione dei criteri di assegnazione e la supervisione in capo ai ministeri.
2 &#8211; Sviluppo energie rinnovabili
Istituzione di consorzi europei per lo sviluppo energetico rinnovabile per poter competere a livello internazionale e accantonamento delle tecnologie legate al nucleare.
3 &#8211; Immigrazione e libera circolazione
Regolazione dei flussi migratori, intracomunitari ed extracomunitari, in base a principi di solidarietà, di effettiva occupazione e di capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><a href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-elettorale-IDV" title="Programma elettorale IDV" target="_blank" >programma elettorale IDV</a></strong> (Italia dei Valori)  per le elezioni europee si articoli in 12 punti:</p>
<p>1 &#8211; <strong>Trasparenza dei finanziamenti</strong><br />
Trasparenza nelle politiche di assegnazione dei fondi europei attraverso la possibilità di verificare avanzamento e procedure d&#8217;assegnazione on line, la revisione dei criteri di assegnazione e la supervisione in capo ai ministeri.<br />
2 &#8211; <strong>Sviluppo energie rinnovabili</strong><br />
Istituzione di consorzi europei per lo sviluppo energetico rinnovabile per poter competere a livello internazionale e accantonamento delle tecnologie legate al nucleare.<br />
3 &#8211; <strong>Immigrazione e libera circolazione</strong><br />
Regolazione dei flussi migratori, intracomunitari ed extracomunitari, in base a principi di solidarietà, di effettiva occupazione e di capacità di sussistenza.<br />
4 &#8211; <strong>Ineleggibilita&#8217; dei condannati</strong><br />
Ineleggibilità al Parlamento di persone con sentenza di condanna penale passata in giudicato.<br />
5 &#8211; <strong>Tutela dei risparmiatori</strong><br />
Authority di vigilanza europea, su nomina dei Paesi membri, per il controllo e la supervisione dell&#8217;operato delle banche, inclusa la Banca Centrale.<br />
6 &#8211; <strong>Aiuti ai disoccupati</strong><br />
Patto sociale europeo per l&#8217;erogazione di aiuti e ammortizzatori sociali ai disoccupati in relazione alle effettive capacità di sostentamento, alla numerosità del nucleo familiare e alla possibilità di ricollocamento nel mercato del lavoro comunitario.<br />
7 &#8211; <strong>Diritto alla conoscenza</strong><br />
Carta dei diritti della conoscenza europea per un pari accesso all&#8217;informazione da parte dei cittadini ed eliminazione del divario esistente tra l&#8217;Italia ed i Paesi membri nell&#8217;accesso ad internet.<br />
8 &#8211; <strong>Ricerca scientifica e universita&#8217;</strong><br />
Potenziamento dell&#8217;integrazione e della collaborazione delle università nazionali con quelle europee per lo sviluppo della ricerca.<br />
9 &#8211; <strong>Corpo di difesa europeo</strong><br />
Corpo dell&#8217;esercito europeo con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le spese militari e di finanziamento delle missioni all&#8217;estero, finalizzata ad una linea omogenea di intervento e ad una reale presenza politica internazionale.<br />
10 &#8211; <strong>Rispetto delle sentenze europee</strong><br />
Applicazione delle sentenze europee entro 60 giorni dalla loro approvazione.<br />
11 &#8211; <strong>Affermazione delle liberta&#8217; civili</strong><br />
Carta comune dei Paesi membri per le libertà civili, tra le quali le coppie di fatto e testamento biologico.<br />
12 -<strong> Istruzione</strong><br />
Obbligatorietà di una seconda lingua europea fin dall&#8217;infanzia, come già accade negli altri Paesi europei.</p>
<p>Scarica il <a href='http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma-idv-europee.pdf'>Programma elettorale IDV</a> delle europee 2009.</p>
<p>Nei commenti dì la tua sul <a href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-IDV" title="Programma IDV" target="_blank" >programma IDV</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=349&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_349" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://elezioni-blog.net/programma-idv-europee-2009/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

