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	<title>Elezioni Blog &#187; Modena</title>
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		<title>Programma PDL elezioni comunali Modena</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 22:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Programma elettorale PDL e Lista Civica “Pellacani per Modena”  del candidato sindaco della città di Modena GIAN CARLO PELLACANI
MODENA MERITA DI PIU’
1. INTRODUZIONE
1.1 CONTRO IL LEGAME TRA AFFARI E POLITICA
La mia candidatura a Sindaco di Modena è motivata dalla volontà di mettermi a disposizione della Città nel momento in cui, dai più, viene ritenuto ormai indispensabile sostituire una amministrazione che dura da 62 anni, espressione sempre dello stesso partito, che ha finito per disattendere alle tre regole di buon governo:
la trasparenza, che è diventata opacità;
la competenza, trasformatasi in mero professionismo politico;
l’innovazione amministrativa, che ha lasciato il campo alla gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Programma elettorale PDL</strong> e Lista Civica “Pellacani per Modena”  del candidato sindaco della città di Modena GIAN CARLO PELLACANI</p>
<p>MODENA MERITA DI PIU’</p>
<p>1. INTRODUZIONE</p>
<p>1.1 CONTRO IL LEGAME TRA AFFARI E POLITICA<br />
La mia candidatura a Sindaco di Modena è motivata dalla volontà di mettermi a disposizione della Città nel momento in cui, dai più, viene ritenuto ormai indispensabile sostituire una amministrazione che dura da 62 anni, espressione sempre dello stesso partito, che ha finito per disattendere alle tre regole di buon governo:<br />
la trasparenza, che è diventata opacità;<br />
la competenza, trasformatasi in mero professionismo politico;<br />
l’innovazione amministrativa, che ha lasciato il campo alla gestione del potere.<br />
Un sistema e un metodo di gestire la cosa pubblica che ha finito per svuotare creatività civica e per spezzare il circuito di fiducia con molti Modenesi, dai quali ormai giunge sempre più chiara la richiesta di una alternanza, rigeneratrice di libertà e di recuperata centralità del cittadino.<br />
• L’alternanza: strumento indispensabile per l’affermazione anche a Modena della moderna democrazia, in grado di sostituire l’appartenenza con il merito, spezzando il legame tra politica e affari.<br />
• I cittadini al centro: in luogo degli obiettivi di parte, per farli uscire dall’irrilevanza in cui sono stati confinati e riportarli con passione all’impegno per le idee, così centrali in un momento dominato dalla “questione morale”. La centralità della persona da valorizzare, in quanto origina dalla sua libertà e per questo non è manipolabile.<br />
Metto a disposizione le mie forti convinzioni nei significati e nei valori della vita, nonché le mie conoscenze e competenze acquisite nella mia precedente esperienza amministrativa pubblica. Sarei onorato se potessi alimentare e rappresentare una speranza di riscossa, di cambiamento per la rinascita e l’affermazione di Modena.<br />
Il compito è arduo ma non impossibile: insieme possiamo riportare Modena a godere di quella buona qualità della vita che, purtroppo, oggi sembra appartenere al passato. Avrò bisogno della collaborazione di tutti i Modenesi, ai quali chiedo di rimboccarsi le maniche perché – mettendo al centro di ogni nostro progetto e iniziativa l’interesse della Città – si possa uscire dal tunnel della crisi.</p>
<p>1.2 VERSO GIOVANI SPERANZE<br />
Abbiamo, in particolare, bisogno dei giovani, la cui mobilità alla ricerca di sempre nuovi luoghi di incontro è sintomo di diffuso e crescente disagio. Ho vissuto in mezzo a loro per tutta la vita, li ho visti impegnati ma anche confusi di fronte a un futuro incerto e manipolato. Per questo ho, per quanto possibile, cercato di assecondarli nei molteplici ruoli che ho ricoperto (docente, preside di Facoltà, Rettore). Questi giovani vanno riavvicinati alla parte pulita della politica, da cui sono stati allontanati dai comportamenti di cattivi maestri, interessati solo a continuare a gestire il potere. Essi sono generosi, idealisti e disponibili ad aiutare gli altri e rappresentano la speranza di un futuro migliore. Ritengo doveroso continuare in questa mia vicinanza: desidero sentire le loro voci, istanze, e suggerimenti, perché da loro si possono avere spunti moderni e coraggiosi da utilizzare.<br />
I giovani dovranno diventare protagonisti, assieme agli altri concittadini, nel tracciare le linee strategiche per affrontare la grave situazione e i disagi che soffriamo quotidianamente e per fare di Modena una città competitiva e attrattiva a livello europeo. Hanno il diritto di costruire il loro futuro con le loro stesse mani. A loro spalanco la porta a una esperienza di impegno civico diretto.<br />
1.3 CON METE AMBIZIOSE<br />
• Partiamo dalla consapevolezza che il secolo scorso sia stato caratterizzato dall’emergenza delle masse popolari, mentre quello appena iniziato sarà connotato dalle eccellenze dei flussi e delle funzioni, dalla capacità di mettersi in rete intercettando le correnti (ferrovie, strade, vie telematiche, finanziatori, talenti, saperi, professionalità, turismo, arte, scuole di eccellenza, eventi, intrattenimenti, ecc.).<br />
• Questo è il nostro orizzonte. Dobbiamo saper individuare e scegliere i temi sui quali puntare e investire per una rinascita che restituisca a Modena il ruolo, il rango e l’autorevolezza che le competono, superando la crisi economica con una strenua difesa dell’occupazione, ma operando anche per un pronto ripristino delle condizioni di sicurezza dei cittadini e attuando una politica urbanistica che, rispettosa del territorio, si affidi a progetti di ampio respiro in grado di migliorare la Città.<br />
• La mia presenza è garanzia che tutto il nostro agire avrà come faro la cultura, che ritengo essenziale per il legame sociale e per il vivere civile.<br />
Questi gli obiettivi per uscire dall’attuale depresso panorama politico e culturale modenese.<br />
A fronte del rigoroso rispetto dei doveri e delle regole, ci impegniamo a sostenere quelli che riteniamo diritti inalienabili:</p>
<p>1) Il diritto di esprimersi liberamente senza timore di ritorsioni<br />
2) Il diritto a una occupazione dignitosa<br />
3) Il diritto di vivere sicuri in una città gradevole, liberi di muoversi e agire<br />
4) Il diritto di scelta educativa e di cultura<br />
5) Il diritto della certezza della miglior assistenza sanitaria<br />
6) Il diritto di essere anziani senza sentirsi un peso<br />
7) Il diritto di stare nelle graduatorie sociali con dignità senza essere spersonalizzati<br />
8. Il diritto di fare impresa<br />
9) Il diritto di far rifiorire il centro e di riqualificare le periferie<br />
10) Il diritto di circolare senza l’ossessione di quelle nuove tasse che sono le multe<br />
Tali diritti dovranno essere assicurati da una Amministrazione comunale leggera, diffusa e organizzata, posta al servizio della comunità, capace di fornire l’ambiente favorevole entro cui tutti i diversi protagonisti possano esprimere liberamente e al meglio le loro potenzialità, amica del cittadino e delle imprese, che agevola e a cui fornisce servizi snelli, veloci e innovativi.<br />
. In questo modo ci si riappropria della politica per le scelte di sviluppo della Città.<br />
Con il ritrovato orgoglio di essere modenesi, occorrerà che tutti in prima persona si impegnino per la realizzazione dei nostri diritti; il mio compito sarà quello di guida, di facilitatore, garantendo la realizzazione delle condizioni necessarie perché ciascuno possa mettere lavoro e qualità personali al servizio del progresso della nostra società. </p>
<p>Il mio contributo si basa sulla personale esperienza,<br />
sul lungo e fruttuoso<br />
servizio nel pubblico, accompagnati dalla caparbietà<br />
di chi è abituato a lottare, dall’ottimismo nella coscienza che si può sempre cambiare e migliorare.<br />
Per tutto questo sono disposto a tale nuova sfida, a mettermi in gioco ancora<br />
per servire la mia Città.</p>
<p>2. ROMPERE IL LEGAME TRA AFFARI E POLITICA<br />
“Il Comune è l’ente che rappresenta la comunità, ne cura gli interessi, ne promuove lo sviluppo e ne tutela le specificità culturali e socio-economiche. Ispira la propria azione al metodo della democrazia, rappresentativa e diretta, alla distinzione fra decisione politica e attuazione amministrativa, alla separazione fra responsabilità politica e responsabilità burocratica, alla collaborazione con soggetti pubblici e privati, all’imparzialità, trasparenza, equità, efficienza ed efficacia dell’attività amministrativa.” Questo è l’art. 1 dello Statuto di un Comune italiano, che va inserito anche in quello di Modena, affinché chi amministra abbia presente in ogni momento i principi guida di ogni suo comportamento e azione.<br />
Il Comune assume, quindi, anche una forte soggettualità economica (produttore, committente, “pagatore”) e quindi svolge – nel bene o nel male – un significativo ruolo espansivo tramite la spesa pubblica, che deve essere indirizzata allo sviluppo della Città e gestita in modo imparziale.<br />
Queste le missioni di un Comune attento alle esigenze e agli interessi dei propri cittadini. Purtroppo chi amministra Modena da 62 anni si è allontanato da questa idealità, in particolare da quella imparzialità verso tutti i cittadini che è cardine del vivere civile. La nostra Città è profondamente pervasa da quell’”effetto fazioso” tanto deprecato, proprio a Modena e forse non a caso, dal Presidente Napolitano, che le giunte di sinistra succedutesi negli anni hanno portato a sistema: i cittadini non sono considerati tutti uguali, non godono delle stesse opportunità, ma sono fortemente condizionati dal timore di possibili ritorsioni.<br />
L’alternanza, il cambiamento diventano una necessità per la libertà di tutti noi. Non sono più tollerabili i privilegi di cui godono gli appartenenti al sistema, al partito dominante da anni, sempre gli stessi i beneficiati, rispetto a tutti gli altri che pagano tasse sempre maggiori ricevendo in cambio sempre meno.<br />
I cittadini devono condannare questi metodi con il voto e favorire il cambiamento per uscire dai tanti isolamenti in cui la sinistra li ha relegati. Tali metodi si impongono là dove non vi è ricambio democratico ad un partito egemone che fa della gestione del potere l’obiettivo delle sue azioni. Gli amministratori succedutisi alla guida del Comune sono i veri colpevoli per aver coscientemente operato affinché Modena diventasse una città brutta e anonima, sparpagliata, senza più un centro, anziché una vera e competitiva Città europea, avendo subordinato le scelte a condizionamenti e a rinunce. </p>
<p>2.1 I Due Condizionamenti:<br />
a) la dipendenza dalle politiche della Regione Emilia-Romagna, che ha da sempre relegato Modena ad un ruolo subalterno;<br />
b) la programmazione dello sviluppo di Modena non più come scelta politica (distinzione fra decisione politica e attuazione amministrativa), ma guidata dagli affari. Ecco perché l’urbanistica assurge a centro strategico del potere, a guida dello sviluppo della Città.</p>
<p>2.2 Le Otto Rinunce:<br />
• Modena ha rinunciato ad essere un centro ferroviario importante (TAV);<br />
• Modena ha rinunciato con la Modena-Lucca ad essere uno snodo di merci Europeo;<br />
• Modena ha rinunciato a divenire il centro della musica operistica e classica della valle padana (PALAPAVAROTTI);<br />
• Modena ha rinunciato con un atteggiamento passivo a trasformare un errore di programmazione sanitaria in una opportunità. (nuovi ospedali di Baggiovara e Sassuolo);<br />
• Modena ha rinunciato ad essere una città sicura, sottovalutando per lunghissimo tempo la violenza e il degrado, confondendo la tolleranza con il permesso alla trasgressione e l’accoglienza con il permesso ad una disordinata e incontrollata invasione, ben oltre le possibilità recettive;<br />
• Modena ha rinunciato ad un centro storico vivace;<br />
• Modena ha rinunciato ad un ambiente amico con un inceneritore ai margini della città in zona densamente popolata e raddoppiandolo di recente per mero scopo di guadagno con lo smaltimento di rifiuti altrui (Reggio Emilia);<br />
• Modena ha rinunciato a mettersi in rete con i grossi centri limitrofi attraverso un sistema di metropolitana leggera.</p>
<p>Al di là della solita propaganda (vedi l’opuscolo elettorale autocelebrativo del Sindaco Pighi) dove non compare nessuna delle tante criticità presenti nel nostro territorio, i cittadini si interroghino su quale Città avrebbe potuto essere oggi Modena se avesse colto solo parte delle occasioni che ha avuto.<br />
Modena non può essere solo questo: la Città delle occasioni perdute. In questi anni chi ha governato Modena ci ha impedito di vivere meglio, ci ha espropriato della nostra serenità, della nostra vita solo perché gli affari hanno prevalso sulle necessità dei cittadini. </p>
<p>2.3 I Nostri Sentimenti<br />
o aprire porte e finestre per dare aria e luce alle segrete stanze della nostra amministrazione comunale;<br />
o inserire nuova linfa per rinvigorire una città sclerotizzata, stanca ed impaurita;<br />
o aprire la strada ad un nuovo corso in cui tutti i cittadini ed in particolare i giovani con entusiasmo e passione si interessino del bene comune;<br />
o puntare su una amministrazione comunale non egemonizzante e manipolante le attività e i cittadini;<br />
o far si che i cittadini si rendano conto concretamente che quanto versano in tasse può essere di meno, mentre in cambio pretendere di più ed a minor costo;<br />
o contare su un Sindaco che con abilità, passione e coraggio si riappropri della sua funzione politica nella programmazione dello sviluppo della Città e se ne renda il responsabile primo;<br />
o contare su un Sindaco che gestisca la crisi economica in prima persona per farne, come dice il Presidente Napolitano, una opportunità di crescita equilibrata e di riduzione delle disparità dei redditi e delle condizioni di vita.<br />
Di seguito vengono riportate le diverse azioni, racchiuse nei grandi ambiti di riferimento solo per un loro maggior approfondimento. Esse non vanno viste separatamente, ma considerate in un ottica di sistema che le comprenda e integri tutte e contemporaneamente. Sono azioni che riteniamo necessarie per il rilancio della Città, che nascono da un progetto politico che guarda alla Città del Futuro, quindi che ha valenza pluriennale, ben oltre gli appuntamenti elettorali.<br />
Soprattutto sono dettate dal cuore di chi ama la città.<br />
In un tale orizzonte vengono individuati, scelti e proposti i temi sui quali si intende puntare ed investire con lo scopo di restituire a Modena il ruolo, il rango e l’autorevolezza che le competono, attraverso il superamento della crisi economica, della strenua difesa dell’occupazione, del pronto ripristino di condizioni di sicurezza per tutti i cittadini e dell’attuazione di una politica urbanistica che, rispettosa del territorio, sia diretta ed automatica ricaduta del progetto politico.<br />
Tutto il nostro agire (lo garantisce la mia presenza) avrà come faro la cultura, elemento essenziale per il legame sociale e per il vivere civile. </p>
<p>2.4 Le Priorità<br />
La nostra Città del Futuro deve essere europea, competitiva e attrattiva, globalizzata.. Nasce dalla consapevolezza che questo secolo sarà connotato dalle eccellenze dei flussi e delle funzioni, dalla capacità di mettersi in rete intercettando le correnti (ferrovie, strade, vie telematiche, finanziatori, talenti, saperi, professionalità, turismo, arte, scuole di eccellenza, eventi, intrattenimenti, ecc.).<br />
Il progetto politico per la crescita della nostra Città si fonda su quattro grandi e fondamentali interventi (priorità) in grado di definirne le future dimensioni economiche, imprenditoriali, culturali, sociali, antropologiche, ecc.<br />
2.4.1 abbattimento delle barriere naturali: l’autostrada Modena-Lucca può fare di Modena il più grande centro di raccolta e smistamento delle merci provenienti da Germania, Austria e nord Italia, evitando di spostare questi flussi sull’asse Mantova-Parma-Spezia (progetto ANAS) e conferire piena valorizzazione e forte impulso allo scalo merci di Marzaglia (che ne ha bisogno), oltre al rilancio delle vocazioni imprenditoriali e turistiche della nostra montagna come controindicazione all’esodo dei suoi abitanti;<br />
2.4.2 Rilancio del Centro Storico: rappresenta la nostra identità, è sacro e non può essere snaturato! Un “sistema” di parcheggi interrati o in struttura, distribuiti a corona del centro storico, collegati al trasporto pubblico, tali da assorbire il totale fabbisogno di posti auto per i residenti e gli esterni, è la priorità per conferirgli una attrattività nuova. I parcheggi devono essere associati, anche ad altre funzioni di carattere pubblico a sostegno del centro storico, fornendo spazi utili e necessari ad attività nuove o già insediate;<br />
2.4.3 metropolitana: mettere in rete i più importanti centri della nostra Provincia con la Città, punto di convergenza delle attività economiche, imprenditoriali, commerciali e culturali. Agire sul tempo (la velocità) per rendere poco importante la distanza. Occorre anche qui recuperare gli errori dei nostri amministratori che hanno perso l’opportunità e puntato sulla realizzazione della linea Modena-Sassuolo con un solo binario e un treno vero e proprio con i suoi limiti intrinseci non rispondenti a requisiti di velocità e alte frequenze.</p>
<p>Questi sono interventi indifferibili, base per una qualificazione della Città in ambito internazionale, che nascono dalla capacità di pensare in grande, di non spaventarsi di fronte alle difficoltà finanziarie in quanto solo progetti coraggiosi e di ampio respiro trovano l’attenzione di finanziatori pubblici e privati, anche al di fuori dei nostri angusti confini. L’esperienza pubblica da me vissuta ne è prova (l’intero comparto di Ingegneria e il Centro di Medicina Rigenerativa sono le ultime significative realizzazioni pur in periodi di magra finanziaria).<br />
La totale assenza di idee, la mancanza di una progettualità che sappia guardare oltre degli attuali amministratori, che penalizza Modena, sono altri punti di forza che ci contraddistinguono. </p>
<p>3. I DIRITTI<br />
Le PRIORITA’ rappresentano i nostri punti guida sui quali costruire la Modena del Futuro, una città nella quale chi ha l’onore di viverci potrà fregiarsi dei diritti che ne fanno delle persone libere, una Città in cui il merito trova riconoscimento a scapito delle appartenenze. Rivendichiamo:</p>
<p>1) Il diritto di esprimersi liberamente senza timore di ritorsioni<br />
2) Il diritto a una occupazione dignitosa<br />
3) Il diritto di vivere sicuri in una città gradevole, liberi di muoversi e agire<br />
4) Il diritto di scelta educativa e di cultura<br />
5) Il diritto della certezza della miglior assistenza sanitaria<br />
6) Il diritto di essere anziani senza sentirsi un peso<br />
7) Il diritto di stare nelle graduatorie sociali con dignità senza essere spersonalizzati<br />
 <img src='http://elezioni-blog.net/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Il diritto di fare impresa<br />
9) Il diritto di far rifiorire il centro e di riqualificare le periferie<br />
10) Il diritto di circolare senza l’ossessione di quelle nuove tasse che sono le multe</p>
<p>4. LE AZIONI<br />
Vengono nel seguito elencate per ogni ambito.</p>
<p>4.1 MODERNIZZAZIONE AMMINISTRATIVA<br />
Gli interventi per migliorare la qualità della vita della città devono necessariamente partire dal cuore stesso della macchina amministrativa. Infatti non è un caso che una delle maggiori distanze tra il cittadino e il Comune sia data proprio dai rapporti tra loro interconnessi che troppo spesso creano uno stato di incomprensioni e di conflittualità, che non migliora certo la vita dei cittadini. Di seguito la proposta di alcuni interventi urgenti:<br />
• austera e severa politica di bilancio: eliminazione degli sprechi e delle spese superflue (consulenze, incarichi, viaggi, manifestazioni ed eventi effimeri, interventi edilizi inutili e/o non urgenti, sostegno ai clandestini, ai rom e quant’altro di simile). Scopo è innanzitutto la riduzione del costo per cittadino della macchina comunale (398 euro, fra i più alti d’Italia); diminuzione dell’irpef, cresciuta del 170%, e controllo su Hera. In una parola: più servizi e a minor costo;<br />
• bilancio sociale, per una rendicontazione trasparente alla città e ai suoi cittadini;<br />
• meno burocrazia: gli obblighi e i vincoli imposti dagli enti pubblici gravano sulla loro attività amministrativa, ne ostacolano la fluidità dell’azione e si riflettono negativamente su utenti vari e imprese. Occorre intervenire sull’organizzazione della macchina burocratica del Comune che deve essere percepito come un’azienda erogatrice di servizi che si appropria velocemente delle nuove tecnologie, intervenute nel campo della pubblica amministrazione, secondo logiche innovative e competitive. Obiettivo è creare una Amministrazione comunale leggera, diffusa e organizzata, posta al servizio della comunità, capace di creare le condizioni, di fornire l’ambiente favorevole entro cui tutti possano esprimere al meglio le loro potenzialità, amica del cittadino e delle imprese, che agevola e a cui fornisce servizi veloci, snelli e innovativi. Oggi la semplificazione, sburocratizzazione e informatizzazione è raggiungibile e grazie alla diffusione delle nuove tecnologie anche in campi trascurati fino ad ora; possiamo offrire ai cittadini e alle imprese servizi efficienti e veloci con risparmio di tempo e di denaro sia per gli utenti che per la stessa pubblica amministrazione.<br />
Le ricadute più negative delle lentezze e complicazioni burocratiche sulle imprese e soggetti vari si hanno nell’avvio o nella prosecuzione dell’attività. Pur muovendoci nel rispetto delle norme, snelliremo concretamente le procedure (importante specialmente in tempi di crisi economica) attraverso il decentramento di alcune funzioni ad altri enti, pubblici e privati, in modo da gestire meglio sia le funzioni ‘delegate’ che quelle di competenza esclusiva comunale.<br />
La recente normativa sul tema della Comunicazione Unica è una reale opportunità di semplificazione amministrativa da cogliere. Ci impegneremo a favorire il coordinamento, anche attraverso l’utilizzo della rete informatica, tra i quattro enti (Camera di Commercio, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate), deputati all’avviamento all’esercizio di una nuova impresa, ognuno dei quali affidatario di un aspetto diverso.<br />
• trasparenza e ascolto: l’implementazione della comunicazione è lo strumento reale a disposizione delle istituzioni per aprirsi verso i cittadini e accrescere la partecipazione, migliorare i servizi e promuovere il cambiamento. Un esempio, l’apertura di una finestra televisiva e/o multimediale per far conoscere le attività del consiglio comunale e permettere a cittadini e associazioni di intervenire con proposte e critiche sull’azione legislativa è un mezzo che favorisce la E-democracy, che può essere rafforzata ulteriormente dedicando con cadenza periodica delle sedute del Consiglio Comunale all’ascolto diretto della voce dei cittadini;<br />
• accesso internet a banda larga su tutto il territorio: investimento strategico affinché tutti i cittadini partecipino al processo di globalizzazione, ma anche infrastruttura necessaria per far compiere il salto di qualità al nostro tessuto imprenditoriale.</p>
<p>4.2 CRISI ECONOMICA<br />
Va affrontata con decisione ed è il Sindaco che se ne deve assumere direttamente la responsabilità. Diverse sono le azioni da mettere in campo, alcune di carattere generale come:<br />
• marketing territoriale: uno dei motivi per i quali Modena ha risentito in modo particolare della crisi è stata l’assenza di una profonda conoscenza del territorio, di un rapporto domanda/offerta e, soprattutto, di un mancato sfruttamento di occasioni che, ancora, non si vogliono sfruttare. Manca una sinergia tra gli enti e un disegno politico generale che, conoscendo i punti di debolezza, punti sulle potenzialità del tessuto imprenditoriale modenese.<br />
E’ un problema da risolvere stimolando una politica di studio e conoscenza del territorio e delle sue potenzialità nuove, un continuo monitoraggio che prosegua nel tempo. Abbiamo una Università importante e altre associazioni/fondazioni adeguate a questa bisogna. E’ necessario avviare una politica conoscitiva del territorio, delle risorse sfruttate e di quelle sfruttabili, delle potenzialità e degli attuali standards della provincia, per creare le basi di un programma di innovazione e sviluppo mirato ed efficace, mettendo in campo soluzioni in condivisione tra tutti i soggetti preposti.<br />
• politica economica e sinergia tra enti: le trasformazioni in atto richiedono una forte iniziativa pubblica di intervento e di governo dei processi e la capacità di concertare le scelte coi vari attori.<br />
Una nuova e duratura affermazione della nostra economia passa attraverso l’innovazione, che richiede la capacità di costituire reti fra imprese, reti sociali (istituzioni, associazioni, ecc.) e reti fra scienza e tecnologia (laboratori di eccellenza, poli tecnologici, ecc.).<br />
A fronte di ciò, per dare agli interventi la necessaria omogeneità ci assumiamo il compito di favorire la creazione di reti, istituendo un tavolo per condividere dati, pianificare e coordinare le azioni sul territorio, che veda protagonisti, senza preclusioni, invasioni di campo, ne tentativi di egemonizzazione, gli esponenti della istituzioni, delle associazioni di categoria e quant’altri siano necessari a creare quei collegamenti che permettano una crescita economica uniforme e una massimizzazione delle risorse per ciò utilizzate. Ciò anche nell’ottica di non farci trovare impreparati alla competizione internazionale nel momento in cui la crisi potrà considerarsi superata. Riteniamo che una efficace politica di sviluppo, attraverso l’innovazione e la modernizzazione, debba essere coordinata, unitaria e condivisa.</p>
<p>Altri interventi più specifici riguardano:<br />
Le imprese.<br />
• difesa dell’occupazione, considerando le imprese come società di persone di cui fanno parte in modo diverso e con specifiche responsabilità sia chi fornisce il capitale, sia chi ci lavora;<br />
• il lavoro: accanto ad una politica di sviluppo economico territoriale vanno avviate azioni di politica attiva nel campo del lavoro in collaborazione con le forze sociali ed istituzionali preposte. Un efficace accompagnamento alla ricerca del lavoro, al reinserimento lavorativo, al superamento delle situazioni di crisi passa attraverso servizi pubblici efficienti, adeguate opportunità formative, la diffusione della conoscenza sulle opportunità offerte dal mercato. Accanto ad azioni di monitoraggio del mercato del lavoro, occorrerà poi strutturare anche quelle di supporto alle piccole e medie imprese, di accompagnamento delle stesse soprattutto in situazione di crisi, di tutela dei diritti dei lavoratori e della sicurezza sul lavoro, di controllo sul lavoro nero di concerto con gli enti preposti e con le organizzazioni dei lavoratori e delle imprese, attraverso il perseguimento di appositi accordi.<br />
• facilitazione dell’accesso al credito: vitale soprattutto per le piccole e medie imprese che sono quelle che incontrano le maggiori difficoltà di accesso;<br />
• distribuzione di incentivi economici: valutazione e investimento nelle imprese meritevoli in grado di superare con l’aiuto pubblico l’attuale crisi;<br />
• diffusione dell’informatica: tecnologia che continua a creare nuovi posti di lavoro non limitandosi a mantenere gli attuali livelli occupazionali;<br />
• contributi finanziari alle imprese su progetti, con miglior indirizzo, ad esempio, dei fondi europei per lo sviluppo;<br />
• riduzione dei costi dell’energia: momento strategico per la competitività internazionale da raggiungere attraverso l’abolizione del monopolio dei fornitori o con incentivi finanziari dedicati;<br />
• ricambio dei macchinari obsoleti: l’incentivazione della rottamazione come mezzo per favorire l’innovazione di processo (macchinari nuovi) per accrescere la competitività internazionale;<br />
• sviluppo di Centri di Ricerca eccellenti: accordi di programma con impegno finanziario per sostenere la crescita e la qualificazione della nostra Università attraverso lo sviluppo di nuovi Centri di Eccellenza (Galleria del vento, il Centro per prove antisismiche, e altri), nonché il potenziamento di quelli già operativi, atti a soddisfare le vocazioni industriali, culturali e sociali del nostro territorio. I Centri di Eccellenza come indispensabili punti di riferimento, sostegno e guida per la crescita delle imprese (soprattutto PMI) verso la produzione di prodotti innovativi ad alto valore aggiunto e opportunità di lavoro per i giovani laureati da avviare alla ricerca.<br />
I lavoratori:<br />
• garanzia e sicurezza di reddito e delle posizioni sociali da loro faticosamente raggiunte;<br />
• protezione delle fasce più deboli per superare la transizione verso un nuovo sviluppo;<br />
• sussidi a chi ha perso il lavoro, alle famiglie in difficoltà;<br />
• nessuna elemosina: a difesa del diritto di chiunque di stare nelle graduatorie sociali con dignità senza essere spersonalizzati, a quanti vi ricorreranno verrà chiesto di restituire quello che la Società riconosce loro in servizi a favore della collettività (presidio alle scuole, assistenza ad eventi e mostre, apertura di musei e biblioteche e quant’altro di socialmente utile e adeguato), anche al fine di alleggerire le forze dell’ordine (polizia, carabinieri, vigili urbani) da compiti di solo presidio e concentrarli sui problemi della sicurezza più consoni per loro. </p>
<p>4.3 COMMERCIO<br />
Rappresenta un elemento indispensabile allo sviluppo della Città e uno strumento da attivare appieno per superare la crisi economica, coprotagonista indispensabile della sicurezza e della vivibilità.<br />
4.3.1. Nuova pianificazione commerciale: la ricomprensione della pianificazione commerciale nell’ambito della più generale Pianificazione Urbanistica Territoriale (D.D. Bersani, 1997), pur condivisa, in quanto separava le due materie causa di incongruenze e distorsioni, ha avuto ripercussioni negative sul tessuto commerciale, essendo stata fatta derivare, in particolare a Modena, in modo automatico dalla programmazione urbanistica. Guidata dagli affari ha conferito alla Città una crescita caotica. Basti pensare ai gangli funzionali, estromessi dal Centro Storico (talvolta necessariamente, talaltra no) e “sparpagliati” nella periferia: Ufficio Imposte, Catasto, Archivio notarile, Caserme CC, Polizia e Finanza, PRA, HERA, cinematografi, ecc., lontani uno dall’altro, raggiungibili solo con mezzi privati, danneggiando l’ambiente e la viabilità. Ciò da un lato ha penalizzato il Centro Storico e dall’altro non ha consentito la nascita di aggregazioni commerciali in periferia a corollario di quelle funzioni. In Centro, oggi, restano solo gli Uffici Giudiziari e l’Università (una parte) e sono in via di trasferimento il Liceo Sigonio e le scuole di via Ceccarelli.<br />
Queste le ragioni di una nuova Pianificazione commerciale che deve tornare ad essere frutto del portato di un “pensiero politico”, che la imposta alla luce di una integrazione degli obiettivi che il comparto stesso intende perseguire e della sua indispensabile funzione di presidio del territorio e di contributo alla riqualificazione del Centro storico e dei quartieri periferici.<br />
4.3.2 Centro storico: il Centro storico rappresenta la nostra identità. E’ sacro e non può essere snaturato! Merita piena considerazione e interventi riqualificanti urgenti. Una sconsiderata programmazione lo ha da tempo svuotato di negozi e di vita a vantaggio di supermercati sorti nella periferia (in particolare delle grandi cooperative). Anche la persecuzione dei negozianti e degli utenti del centro effettuata con i City pass e/o l’azione di solerti vigili urbani ha contribuito molto a renderlo inaccessibile. La classe politica dominante ha da sempre mostrato scarso interesse al Centro storico, ignorandolo (vedi comparto ex Consorzio Agrario) o esibendosi in interventi mirati alla sua rivitalizzazione confusi e del tutto inadeguati che lo hanno ridotto in condizioni di abbandono e degrado quasi irreversibili.<br />
I responsabili sono noti a tutti e con il voto possiamo ridimensionare la loro inadeguatezza. Il compito di rivitalizzarlo sarà difficile e complesso, ma il nostro impegno sarà pieno. Intendiamo riportare la gente a viverlo con provvedimenti in grado di migliorarne l’accessibilità, l’attrattività e l’accoglienza creando:<br />
- parcheggi capaci, comodi, economici, centrali a corona della Città e un trasporto pubblico efficiente, affidabile e competitivo;<br />
- spostamento e ridisegnazione degli assurdi e pericolosi parcheggi posti in mezzo alla strada nei viali Caduti e Rimembranze che avevano lo scopo, ampiamente fallito, di far abbandonare ai cittadini il mezzo privato a favore di quello pubblico;<br />
- un consono arredo urbano da Via Emilia a Corso Canalgrande al Corso Duomo e altre piccole porzioni;<br />
- sistemi o centri ricreativi attraenti;<br />
- rilancio delle attività commerciali, a partire dall’attivazione programmata di un centro commerciale (anche in associazione di piccoli commercianti), indispensabile per chi vive in Centro. No all’apertura in centro storico di negozi che ne snaturino l’identità;<br />
- nuove manifestazioni ed eventi culturali di alto livello (bene il festival della filosofia, se sopravviverà), ora del tutto assenti;<br />
- cooperative di giovani alle quali affidare l’animazione del Centro storico anche attraverso la valorizzazione di beni culturali, come musei od altro, permettendone l’utilizzazione anche per feste o cerimonie, spazi ed occasioni di incontri ai giovani della città, al chiuso ed attrezzati per assecondare il bisogno di aggregazione tra “compagnie” di giovani, dove ritrovarsi, leggere, giocare, “navigare”, fare sport;<br />
- l’apertura di Chiostri e cortili cittadini in collaborazione con le Parrocchie e privati;<br />
- la costruzione di garage sotterranei per i residenti incentivati da detrazioni fiscali e mutui favorevoli;<br />
- apertura per orari limitati delle vie del Centro anche ad auto di piccola cilindrata elettriche o non inquinanti con parcheggi e parchimetri a costi contenuti o zero (ad esempio, alla sera dalle 20 alle 24/02 e la domenica pomeriggio) per favorire ristoranti e locali pubblico e per evitare la domenicale desertificazione del Centro, reso accessibile anche ad anziani ed handicappati per godersi Duomo, chiese e monumenti cittadini che sono la nostra storia;<br />
- la urgente revisione di Sirio, perché così come è oggi sta dando alla Città il colpo definitivo, aumentandone il degrado;<br />
- rendere viale Vittorio Emanuele il boulevard elegante di Modena.<br />
Rimediare ai devastanti errori del passato, di coloro che in modo miope e distorto vedevano nello svuotamento del centro storico una vittoria contro la rendita di posizione di una classe che andava eliminata, sarà un compito arduo ma non impossibile se lo affronteremo non solo con la caparbietà e l’abilità che ci distingue, ma soprattutto con l’amore che tutti noi nutriamo per la nostra Città.<br />
4.3.3 Periferia: oggi, i commercianti sono sparsi soprattutto in periferia con scarsa visibilità e successo. Ad esempio, i Centri di Vicinato, aggregazioni di piccoli negozi tradizionali al servizio di un quartiere (Via Morane, Cognento, Torrazzi, ecc.) che il Comune aveva incentivato, prima dell’avvento dei grandi Centri Commerciali, sono quelli primariamente e principalmente penalizzati. Va ridata loro attenzione in quanto svolgono egregiamente la funzione di presidio del territorio in termini di supporto alla sicurezza e di contrasto del degrado. I Centri Commerciali hanno abbattuto (oltre che l’eccesso dimensionale) qualsiasi sistema concorrenziale, danneggiando soprattutto i commercianti ma anche i consumatori.<br />
Le cooperative, nate di piccole dimensioni e fondate sui principi fondamentali di reale lavoro cooperativo, sono cresciute in modo smisurato e oggi rappresentano vere e proprie forme di grande impresa. Esse devono riappropriarsi dei principi fondanti, abbandonando la forma di capitalismo anomalo di partito che le rende i veri decisori delle azioni a Modena in campo economico, urbanistico e quant’altro, in sostituzione della politica.<br />
Dobbiamo anche chiedere conto a strane “imprese” come Hera e ad altre compartecipate dal Comune, che agiscono in assenza di concorrenza. Da quando da Enti pubblici si sono aggregate in Società per azioni hanno peggiorato i servizi, aumentato i costi (con bollette incomprensibili), nonché gli emolumenti ai Consiglieri (molti di nomina politica). Hera ha trovato quest’anno nel gruppo di maggioranza della Giunta comunale modenese un pronto alleato che vota l’aumento dei costi (circa 2% quest’anno) a scapito dei cittadini. Occorre aver chiaro quanto le recenti amministrazioni comunali a causa di queste ambigue situazioni hanno fatto perdere alla nostra città. </p>
<p>4.4 SICUREZZA<br />
La sottovalutazione tragica e per lunghissimo tempo della violenza e del degrado della Città è andata a scapito dei più deboli ed indifesi. Si è confusa la tolleranza con il permesso alla trasgressione e l’accoglienza con il permesso ad una disordinata invasione, non governata e superiore alle possibilità recettive (dato di fatto: quasi tutte le abitazioni della città hanno porte blindate e da parecchio tempo).<br />
L’idea fondamentale per l’intervento dell’Amministrazione in tema di sicurezza è un giusto equilibrio tra prevenzione e repressione in una logica di integrazione con le altre Istituzioni. Il Sindaco, in tal senso, dovrà avere un ruolo di primo piano, sia in termini pratici, con azioni concrete di prevenzione e repressione, sia in termini che si potrebbero definire di indirizzo, diffondendo la cultura della legalità.<br />
Il primo deterrente per il crimine, comunque, dovrà essere una azione capillare sulla Città per eliminare le sacche di degrado, il disagio abitativo, la sporcizia per rianimare il tessuto economico migliorando la situazione occupazionale, sottraendo le nuove leve al reclutamento della malavita e collaborando con le agenzie formative per rilanciare l’educazione civica. Daremo forte impulso all’azione di stimolo che il Sindaco deve mettere in atto nei confronti delle altre istituzioni preposte alla lotta al crimine.<br />
Vogliamo fare di Modena un modello di civiltà, aperta e accogliente, ma esigiamo nel contempo:<br />
• rispetto rigoroso delle leggi, delle regole e delle persone, senza cedimenti a permissivismo ed atteggiamenti molli verso chi delinque o viva ai margini della Società o addirittura si sottragga alla identificazione (clandestino), sia nostro connazionale o straniero. Verso costoro la nostra Città sarà inospitale, così come assolutamente chiusa al nomadismo.<br />
Alcuni interventi urgenti per incamminarci con determinazione sulla strada del ripristino delle condizioni di sicurezza sono:<br />
• aumento del numero e razionalizzazione dell’impiego dei componenti la polizia municipale: utilizzo del vigile di quartiere;<br />
• diffusione ampia della videosorveglianza nel centro storico e nei quartieri periferici;<br />
• maggiore illuminazione, con l’utilizzo di energie alternative (pannelli solari, lampade a LED);<br />
• immediata cancellazione dei provvedimenti comunali che avvantaggiano gli extracomunitari, anche se clandestini, rispetto ai nostri concittadini. Questi regolamenti hanno reso Modena attrattiva verso l’immigrazione, tanto che recenti classifiche ci conferiscono il record negativo del terzo posto in Italia (80.000 i regolari e circa 30.000 i clandestini solo nella nostra Provincia);<br />
• pulizia e ordine come strumenti di qualità della vita.<br />
Dobbiamo, anche, essere consapevoli che si è avviato un naturale processo di trasformazione di Modena in una città globalizzata multiculturale. Per controllare questa difficile trasformazione occorre invertire l’attuale tendenza di una immigrazione indiscriminata, incontrollata e di basso profilo culturale e morale che ha alimentato il fenomeno della delinquenza.<br />
La costruzione di una “Città sicura” viene affidata ad un progetto da realizzare in collaborazione e sotto il patronato delle autorità di governo nazionali, in quanto si tratta di sperimentare un modello nuovo da diffondere nel Paese, se il riscontro sarà di successo. Esso poggia, innanzitutto, sul diritto di scegliere coloro di cui abbiamo bisogno, attraverso i seguenti tre pilastri, che rappresentano autentiche novità per Modena e per il Paese:<br />
o il ricorso ad una immigrazione ad alta scolarità, come si conviene ad un territorio che deve fare dell’innovazione la carta vincente per essere competitivo a livello internazionale;<br />
o la selezione di etnie con elevati valori morali e spirituali;<br />
o l’attivazione di un “comitato interculturale”, nel quale le comunità straniere e la nostra si confrontino, si conoscano e possano concordare linee strategiche comuni di collaborazione, abitative e culturali e quant’altro competerà loro, per la crescita verso una società di nuovo tipo nel pieno reciproco rispetto e considerazione senza tensioni e nell’armonia sociale, nostri irrinunciabili valori. </p>
<p>4.5 EDUCAZIONE ED ISTRUZIONE<br />
I prossimi 5 anni avranno un peso decisivo a Modena, come nell’Italia tutta, nel settore della scuola o si riesce a cambiare quel tanto che non funziona più o resteremo indietro anni luce nei confronti dell’Europa e dei Paesi del mondo che grandi riforme hanno già realizzato. Il settore scuola, però, come pochi altri, è fortemente conservatore tanto che le resistenze al cambiamento assumono spesso toni da guerra santa. Non sono tanto atteggiamenti dettati dalla difesa corporativa, ma piuttosto da considerazioni fondamentalmente ideologiche, che dividono il personale in due schieramenti contrapposti, che vanno a danneggiare alla fine solo gli studenti-<br />
Bisogna essere consapevoli che il mondo di oggi è altro rispetto a quello in cui abbiamo vissuto e che il futuro è già diverso da quello che viviamo noi oggi. Un mondo nel quale ci sarà bisogno di una grande flessibilità mentale e capacità di adattamento al cambiamento per giocare la propria partita su più fronti e su spazi esistenziali più ampi.<br />
Soprattutto a Modena i prossimi 5 anni avranno un peso determinante nel settore della scuola poiché, dopo 60 e più anni di una monocultura egemonizzata dalla sinistra, i cambiamenti dovranno essere molteplici. Vi è, innanzitutto, la necessità di rivedere i percorsi psico-pedagogici e didattici, ieri e oggi, ispirati ad una logica politico-culturale ed amministrativa di stampo classista.<br />
Il Comune ha giurisdizione sulla parte più importante del percorso formativo delle nuove generazioni, scandito da istituzioni quali gli asili nido, le scuole dell’infanzia, la scuola primaria ed alcuni settori della secondaria di secondo grado. A Modena il suo intervento non si è limitato soltanto alle strutture ed ai servizi indispensabili al funzionamento (locali, trasporti, mense, personale, ecc.), ma attraverso diversi canali quali la formazione e l’aggiornamento dei docenti, la gestione sociale, sollecitazioni di vario genere, anche di tipo economico, ha ispirato per anni la linea educativa e, quindi, la formazione delle nuove generazioni, manipolandole e orientandole ideologicamente a sinistra.<br />
La prima cosa da fare è, sicuramente, liberare di questa zavorra tutta la scuola, restituendo, in primis, alla formazione e all’aggiornamento dei docenti quel carattere di pluralismo culturale che connota la trasmissione di cultura libera. La capacità di analisi e lo spirito critico delle nuove generazioni devono svilupparsi in un ambiente scolastico culturalmente aperto nel quale trovano spazio le idee, i valori, le attese condivise da tutti e non da una parte sola della società. Le scuole di ogni ordine e grado devono recuperare anche a Modena quell’“autonomia” educativa e didattica che, ispirandosi alle linee di indirizzo fissati dallo Stato, realizza percorsi didattici tendenti a liberare le potenzialità degli alunni per favorire la piena realizzazione della personalità di tutti e di ciascuno. Sia sul piano culturale che su quello ci impegniamo a cambiare la politica scolastica, il che alla fine semplicemente significa rivedere tutto il sistema e riappropriarsi dell’educazione dei nostri figli.<br />
Il sistema pubblico dell’istruzione (scuole statali, paritarie comunali e paritarie private) dalle scuole d’infanzia alle scuole superiori è così complesso che richiede, specie in un periodo di crisi, lo sforzo comune e convinto di tutti. Siamo convinti che l’educazione sia patrimonio di tutti. Riteniamo che al centro di ogni attività educativa ci devono essere i bambini ed i ragazzi con la partecipazione attiva delle famiglie. Una scuola di qualità rappresenta un “servizio per educare ed istruire” fondamentale.<br />
Per quanto riguarda i nidi e le scuole materne si deve intervenire in modo più approfondito e capillare per superare alcune criticità:<br />
- l’alto costo effettivo del servizio che si riverbera sulla comunità e sulle famiglie, le cui condizioni economiche peggiorano in continuazione;<br />
- la funzione molto spesso ridotta al badantato, a forme di assistenzialismo a scapito della proposta culturale;<br />
Nella gestione del Comune faremo un passo indietro, affidando alle famiglie un ruolo sempre più attivo e ampio. E’ la fase più importante della vita di un fanciullo, essere fragile senza difese e va protetto e fatto crescere senza condizionamenti, libero nella mente e curioso di sapere sempre di più. Vanno curate le necessità culturali, non tanto di apprendimento, di concettualizzazione, quanto dei necessari valori dell’accudimento di questa età in cui deve espandere le sue potenzialità conoscitive, esplorative e imparare a vivere in un ambiente che spesso non gli è amico, ma soprattutto deve disporre di un ambiente di crescita altamente competente di quella che è la delicata età in cui la personalità si va formando e tenga, quindi conto del suo linguaggio, delle sue necessità, delle sue difficoltà.<br />
Nelle scuole elementari comunali, essendo scuole paritarie e quindi pubbliche, come già accennato, vanno uniformati i contenuti sulla base degli indirizzi dello Stato. Molto delicata la questione del tempo pieno da impiegare come una ulteriore vera occasione di completamento culturale e di un’offerta di recupero delle difficoltà.<br />
Nidi, scuole materne ed elementari rappresentano i veri ambiti in cui si può combattere il bullismo, quale fenomeno di affermazione della legge del più forte, che si inserisce nella convivenza civile quando mancano i riferimenti-guida e i principi educativi che guardano ai valori umani, quando essi siano in grado di educare alla convivenza attraverso la crescita di una coscienza civile. Sono anche gli ambiti in cui si richiede agli operatori una grande onestà e competenza in materia di percorso evolutivo dei bambini, perché è qui che si possono precocemente individuare e correggere i disturbi dell’apprendimento dei bambini e i fenomeni di iperattività, che sono oggi un problema molto diffuso e invalidante rispetto la capacità di concentrarsi, di studiare, di proseguire con successo il proprio iter scolastico.<br />
Ecco perché è urgente cambiare questa Amministrazione che non risolve questi problemi, ma li strumentalizza, manipolandoci i figli per scopi di egemonia politica. Lavoreremo per estendere l’opportunità della parità scolastica fin dalle scuole d’infanzia con alcuni interventi liberalizzatori, volti ad incrementare la qualità del servizio e a ridurre i cost. Modena merita una scuola di eccellenza per cui è giusto:<br />
- dare a tutti i cittadini il diritto di scelta educativa e di cultura dei propri figli;<br />
- dare spazio ai privati in una sana e benefica concorrenza, soprattutto per le scuole statali.<br />
- dare spazio a progetti con programmi illuminati, colti, veramente preparatori per la crescita dei bambini e per un’educazione europea;<br />
- creare nuove opportunità di lavoro permettendo alle mamme, dietro compenso, di aprire e gestire in casa quelle forme di asili che tanto successo hanno nei Paesi nordici.<br />
Di seguito avanziamo altre proposte e riflessioni sulla scuola che tradurremo in azioni una volta eletti:<br />
• riteniamo essenziale e modernizzante una riorganizzazione globale della scuola dell’obbligo, articolata in Istituti Comprensivi, che in un’unica istituzione scolastica comprendano tutto il percorso dell’obbligo: scuola dell’infanzia, scuola primaria (elementare) e scuola secondaria di primo grado (media). E’ un’operazione complessa che dovrebbe prevedere una definizione territoriale degli Istituti Comprensivi, ma che garantirà indubbi risultati positivi e semplificazioni, quali:<br />
- una continuità didattica verticale (piano formativo unico pur articolato in più settori);<br />
- direzione amministrativa e dei presidi più efficiente;<br />
- miglior fruibilità degli edifici scolastici e vicinanza alle famiglie;<br />
- facilitazione nell’organizzazione del trasporto alla scuola pubblico o privato (mirato);<br />
- semplificazioni per le famiglie (orientamento, iscrizioni, ecc.);<br />
- una opportunità straordinaria di ricomporre quel fenomeno di socializzazione verticale per i giovani concorrente in modo positivo alla loro crescita sociale.<br />
• Grande attenzione verrà riservata agli edifici scolastici; crediamo che una scuola di eccellenza si distingue se i luoghi di studio sono tali. Faremo interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) sugli edifici scolastici di proprietà del Comune (scuole elementari e medie) per garantire la fruizione di luoghi di studio di alto livello (biblioteche, laboratori, sale riunioni, auditorium, ecc.), nonché condizioni di sicurezza per alunni e docenti. Sistemi di controllo (videosorveglianza e stretta osservazione dei luoghi) saranno attivati per contrastare gli atti vandalici ai danni dei laboratori e delle segreterie delle scuole.<br />
Altre due proposte in un ottica generale e di crescita e razionalizzazione dell’offerta formativa modenese riguardano:<br />
• il nuovo liceo musicale, come previsto dalla riforma degli istituti scolastici superiori è una occasione da cogliere in fretta, che potrebbe già trovare una sede adeguata, se nel nuovo edificio scolastico del Liceo Sigonio si prevedessero aule e laboratori per il corso sperimentale musicale già funzionante;<br />
• il continuo e progressivo allontanamento dal centro storico delle istituzioni scolastiche (a breve chiuderanno anche le scuole di via Ceccarelli e il Liceo Sigonio) è un aspetto negativo che dimostra la protervia e la determinazione con cui si continua ad impoverire il centro storico di tutti i servizi e le attività che potrebbero favorirne il rilancio, anziché l’ulteriore desertificazione e degrado. Questa politica sicuramente concorrerà all’ulteriore svuotamento delle abitazioni civili del nostro impoverito centro storico. Non sarà una nuova manovra speculativa per poi acquistare gli edifici a prezzi stracciati?<br />
Una riorganizzazione e razionalizzazione degli interventi comunali per le scuole che sono numerosi ma difettano di scarso coordinamento. Premessa la salvaguardia dell’autonomia didattica ed organizzativa, da condizionamenti e imposizioni di scelte imposte dall’esterno, vi sono altre priorità che meritano grande attenzione, come:<br />
- sostegno alle scuole e alle famiglie per l’integrazione degli alunni diversamente abili, a cui garantire l’opportunità di inserimento e studio dai nidi, all’Università, nonchè nel mondo dello sport e del lavoro;<br />
- distribuzione equa degli alunni stranieri nelle varie scuole;<br />
- consolidamento e sostegno della scuola paritaria (sia privata che comunale) come arricchimento dell’offerta formativa, momento di sana competizione fra scuole è opportunità ulteriore di scelta per le famiglie. La sua funzione di “sussidiarietà” sarà una grande opportunità e risorsa per la città di Modena.<br />
La competitività di un territorio e, più in generale, dell’intero Sistema Paese è fortemente connessa alla capacità dello stesso di far crescere il “capitale umano” a disposizione. In questo senso assume rilevanza decisiva il tema della formazione in tutte le sue forme, da quella scolastica e universitaria a quella professionale in ambito lavorativo. Consapevoli del fondamentale ruolo che la scuola svolge nella formazione dei futuri cittadini, occorrerà dare impulso e sostegno alle attività di miglioramento dell&#8217;offerta formativa – prevedendo programmi profilati alle esigenze del territorio &#8211; e alla collaborazione scuola-famiglie-società.<br />
Parimenti è indispensabile sostenere e coadiuvare l’Università, affinché assuma il ruolo di partner indispensabile e privilegiato nelle politiche di crescita. All’Università daremo tutto lo spazio di azione che merita riconoscendone il ruolo di vero motore dello sviluppo economico, imprenditoriale, culturale e sociale del nostro territorio. Il percorso da essa iniziato verso lo sviluppo di Centri di eccellenza troverà nel Comune rinnovato un partner interessato, non invadente e disposto ad impegnarsi finanziariamente, qualora rispondano alle richieste e nascano in coordinamento con il territorio.<br />
Pensiamo a nuovi centri di eccellenza, quali la Galleria del vento, messa a disposizione gratuitamente dalla Ferrari S.p.A. e un Centro Prove Antisismiche di livello internazionale, assente nel nostro Paese, per sostenere le imprese del settore operanti a livello mondiale, ma anche ad attività formative in nuovi settori come il Design Industriale. La programmazione dell’Ateneo troverà la sua massima espressione se integrata e conforme al progetto politico di sviluppo della Città. In tal caso le sarà garantito l’attenzione e l’impegno del Comune così come quella del mondo delle imprese ed economico. Saremo mediatori con la Regione del riconoscimento e finanziamento di progetti di alto profilo, ostacolando, contestando la distribuzione a pioggia, inefficace e da sempre penalizzante Modena.<br />
Un particolare impegno lo prendiamo, inoltre, per dotare i nostri ragazzi di una area dove incontrare cultura e fare cultura (non solo studio), dove possano crescere insieme, scambiarsi idee, opinioni, pareri, confrontarsi con altri cittadini in cerca di occasioni culturali, sicuramente utile negli anni che frequentano l’Università, gli anni formativi per eccellenza. Se non si investe in cultura e nei nostri giovani non potremo nel prossimo futuro sperare di essere competitivi a livello internazionale. Non è solo un sogno pensare che vi possa essere un’area, un luogo (ad esempio, le ex Fonderie) dove studenti, giovani, cittadini, uomini di cultura provenienti da tutto il mondo possano essere ospitati e vivere fianco a fianco od è semplicemente che non sappiamo o non vogliamo volare alto?</p>
<p>4.6 SANITA’<br />
La programmazione sanitaria di Modena e provincia dipende dalla conferenza dei sindaci (di cui il Sindaco di Modena è co-presidente) e dalla Regione che la finanzia. L’Amministrazione Comunale pur non avendo compiti di gestione diretta è in ogni caso determinante per garantire che in tale ambito si rispettino standard di buon livello, cioè mantenere alta l’efficienza del servizio sanitario. Lo scarso interesse su questa materia, lasciata da sempre in mano alla Regione, ha fatto perdere tante occasioni alla nostra Sanità (ad esempio la cardiochirurgia), alcune delle quali possono essere recuperate con interventi immediati, mentre altre, del tutto nuove, entrano nell’ambito di una progettualità di alto profilo e si basano sulle professionalità di prim’ordine presenti nei nostri ospedali. Questo ci distingue dagli attuali amministratori, appiattiti sulla mera gestione.<br />
Noi vogliamo garantire a tutti i modenesi la migliore cura allo stato dell’arte. A questo scopo dobbiamo innanzitutto intervenire per correggere una stortura causa del caos e dell’indebitamento della nostra sanità:<br />
• unicità strutturale di Baggiovara e Policlinico: dopo la sprogrammazione ospedaliera (nuovi Ospedali di Baggiovara e di Sassuolo) che ha indebitato la realtà sanitaria Modenese per 30 anni, il potere politico non ha mai provato a riplasmare almeno le realtà di Policlinico e Baggiovara (realizzazione decisa alla fine degli anni ’80 del secolo scorso) secondo i maggiori interessi della comunità Modenese. Ciò per incapacità sia a dominare interessi interni, sia ad integrare le realtà amministrative e gli interessi/conflittualità dell’Università e del Mondo Ospedaliero. La compresenza dei due grandi ospedali nel capoluogo genera confusione nelle funzioni e aumento sconsiderato dei costi fissi, che sottraggono risorse ad una offerta assistenziale di qualità in risposta alle richieste in crescita costante per effetto dell’evoluzione continua dei bisogni sia sanitari che socio-sanitari, formativi e di ricerca (Policlinico).<br />
Inutili gli accordi sottoscritti (PAL 2003/2004) per la integrazione dei due Ospedali al fine di una razionalizzazione che evitasse doppioni e altri sprechi, pur nella gradualità di un percorso e della necessità di valorizzare tutti gli sforzi e gli enormi e assurdi investimenti del periodo 1997/2005. La Regione (patti approvati dalla Giunta regionale) avrebbe dovuto accompagnare per qualche anno questo processo per aggiustare lo scarto esistente tra i costi emergenti, immediati ed i ritorni della riorganizzazione differiti (45 mld di lire promessi alla ristrutturazione del Policlinico e mai arrivati). Concetti e impegni completamente disattesi.<br />
Sarà per noi obiettivo strategico sul piano della sostenibilità del sistema stesso accelerare l’unicità strutturale degli ospedali di Baggiovara e Policlinico, oggi male e poco integrati funzionalmente, come soluzione irrinunciabile e indifferibile, utile e concorrente per mantenere alta la qualità dell’offerta sanitaria, nonché accelerare l’efficienza e l’economicità della gestione. La realizzazione di un ospedale unico si incomincia dalla unificazione dei “centri di comando”, un’unica direzione, sicuramente complicata, ma ora ineludibile, anche per ovviare alla posizione passiva dei suoi amministratori nei riguardi della destrutturante idea di non trasferire a Baggiovara, al seguito delle funzioni assistenziali, delle attività didattiche universitarie.<br />
I cittadini devono esigere con forza questa soluzione in quanto, solo partendo dalla razionalizzazione della Sanità modenese, possiamo garantire loro il mantenimento di prestazioni terapeutiche di elevata qualità. Il perdurare dell’attuale situazione non fa che regredire il valore dell’offerta sanitaria, tanto che, oggi, ai medici per coprire il buco di bilancio dovuto ai costi saliti alle stelle, si chiede di diminuire i pazienti e i beni medicali (farmaci e strumenti operativi disponibili). L’integrazione razionalizza una volta per tutte le attività nei due ospedali, li rende complementari, tiene sotto controllo i costi di costruzione e di mantenimento, interviene prontamente sulle criticità strutturali (come il completamento delle fondamenta del Policlinico per la sicurezza sismica), garantisce ai cittadini maggior efficienza ed efficacia.</p>
<p>Concorrente all’aumento della spesa sanitaria modenese è l’accresciuto numero di prestazioni richieste da un numero sempre maggiore di immigrati, che hanno la priorità di assistenza rispetto ai nostri concittadini. Il Sistema sanitario nazionale viene finanziato in funzione del numero di cittadini e sostenuto dalle tasse che essi pagano. Esso non può reggere all’urto di un aumento elevato di prestazioni a coloro che non contribuiscono con le tasse ad alimentarne le risorse finanziarie.<br />
Questa situazione ci è nota, noi non fingiamo di non vederla, e cercheremo di prendere gli opportuni provvedimenti prima che il Sistema sanitario modenese vada in fallimento.<br />
Un modo di contenere i costi è sicuramente quello della prevenzione, che permetta di diminuire certe patologie e garantire ai cittadini la miglior cura allo stato dell’arte. Il nostro teorema è meno ammalati, meno cure, meno spesa, più qualità. La prevenzione a tutto campo, accompagnata dalla ricerca, deve diventare l’arma vincente della nostra Sanità nei confronti delle malattie croniche, che già oggi hanno un impatto negativo elevatissimo sullo stato di salute della popolazione in generale. La prevenzione di queste patologie deve rappresentare l’obiettivo più importante della pianificazione della nostra sanità nel prossimo futuro. Nel tempo darà ottime ricadute.<br />
E’ possibile agire sulle principali patologie, quali le malattie croniche (cardiocircolatorie, oncologiche, respiratorie e diabete) molto diffuse e a cui si deve circa l’80% delle cause di mortalità, diminuendone l’incidenza sia nei bambini, che negli anziani:<br />
• prevenzione nei bambini: la prevenzione si fa partendo dal mondo della scuola. Dobbiamo salvaguardare le future generazioni e noi stessi diffondendo nelle scuole la cultura della nutrizione e del movimento:<br />
- rivedere i menù. Bene i distributori di cibi sani, no quelli delle merendine. Il Sindaco si fa responsabile di quello che mangiano i bambini;<br />
- fare amare lo sport. Nelle scuole di molti Paesi nascono e si sviluppano i migliori atleti sportivi, come mai da noi non succede? Vogliamo allontanare i giovani dalla tastiera dei computer, combattere il fenomeno dell’obesità in continua crescita. Oltretutto lo sport è formativo in quanto insegna il rispetto delle regole, degli avversari, insegna a vivere in comunità. Mens sana in corpore sano, dicevano i latini. Queste cose non hanno costi, per farle ci vuole solo cuore;<br />
• prevenzione negli anziani: gli over 65 anni, oggi, sono circa un terzo della cittadinanza modenese e sono in continua crescita. Le malattie croniche (cardiovascolari, oncologiche, malattie respiratorie e diabete) rappresentano l’emergenza sanitaria degli anziani, affetti da policronicità, ed aumenteranno nei prossimi decenni in rapporto all&#8217;aumento dell’invecchiamento della popolazione. Nell&#8217;anziano non si sviluppa una solo malattia cronica, ma sempre più di una simultaneamente. Si stima che quasi la metà della popolazione con oltre 65 anni presenti almeno 3 malattie croniche ed un quinto ne ha cinque o più. I maggiori fattori di rischio sono, nell’ordine, invecchiamento, fumo, obesità/inattività fisica, ove invecchiamento viene oggi visto come processo potenzialmente controllabile in molte delle sue manifestazioni negative. Per intervenire negli anziani, dove la prevenzione è ovviamente tardiva, occorre creare un centro di ricovero e cura mirato, dove l’anziano trovi un approccio medico innovativo e adeguato, per dargli maggiori opportunità di qualità di vita:</p>
<p>- Centro di eccellenza per lo studio ed il trattamento delle malattie croniche complesse nell&#8217;anziano, portatore di un nuovo approccio medico che valorizzi sia gli interventi farmaceutici, ma soprattutto quelli terapeutici di efficacia provata superiore ai farmaci, quali l&#8217;educazione del paziente, la modifica dello stile di vita, la riabilitazione. I pazienti anziani pur presentando sempre più di una malattia cronica, vengono spesso curati per una sola e non per le altre, con tutti i problemi connessi anche all’uso di più farmaci con potenziali effetti sinergici anche negativi. Al Policlinico, esistono ottimi specialisti in grado di prendersi cura del malato acuto o per singola malattia cronica, ma non esiste nessun reparto in grado di affrontare con efficienza e competenza i malati anziani con policronicità. Da queste considerazioni nasce la necessità di sviluppare un Centro/Clinica, modellato sui Centri di eccellenza internazionali già esistenti (Maastrict, Bellevue Hospital di NewYork). E’ un progetto per il quale esistono al Policlinico elevate professionalità per realizzarlo, che può attrarre risorse anche private e qualificarsi internazionalmente, sviluppando un intensa attività di ricerca traslazionale e diddattico/formativa.</p>
<p>Viste le nostre competenze e conoscenze del settore della Sanità ci sentiamo in grado di incidere sulla sua programmazione in modo che sia sempre attenta alle esigenze dei pazienti e si impegni nel contempo a raggiungere livelli qualitativi i più elevati, così come meritano i nostri concittadini.</p>
<p>4.7 IL SOCIALE<br />
Molti problemi e possibili soluzioni legate a questo ambito sono già state accennate in varie parti del programma (vedi capitoli su educazione, sanità, ecc.). Nella elencazione dei 10 diritti inalienabili campeggiano i diritti sociali. L’impegno in questo campo rappresenta un valore distintivo della comunità modenese, sempre pronta a rispondere e spesso ad anticipare le altrui difficoltà e necessità con generosità ed affettuosità straordinarie, che va riconosciuta e sostenuta. Che questa cultura sia spontanea e nasca dal cuore dei modenesi è anche dimostrato dal numero di associazioni di volontariato. Questo per il passato.<br />
Oggi, mi chiedo, Modena può permettersi una risposta adeguata alle crescenti esigenze di una popolazione che presenta sempre maggiori difficoltà, dovute ad un generale impoverimento, ad una continua crescita degli anziani e ad una immigrazione disordinata ed in continuo incontrollato aumento? Come si è potuto arrivare a questa assurda situazione che minaccia il nostro welfare (sistema sanitario e sociale)?<br />
Ogni Paese attiva un proprio welfare adeguato a far fronte alle problematiche dei propri cittadini, alimentandolo con fondi che derivano dalle tasse che i cittadini stessi pagano. L’aumento delle richieste di prestazioni e servizi complice l’immigrazione incontrollata, che ha portato alla crescita della popolazione modenese in pochi anni ben oltre il 10 % dichiarato, tra regolari (80.000) e irregolari (40.000?), voluta dalle nostre amministrazioni pubbliche, ha compromesso alla base il nostro sistema sociale. Alcune delle assurdità causa di questo disastro: un italiano e sottoposto a radiografia ISEE, l&#8217;immigrato è per presunzione nullatenente e si prende i benefici (contributi per maternità (per 2 anni), diaria giornaliera ai rom, pensioni agli anziani immigrati senza che abbiano versato un contributo, assegnazione prioritaria di case popolari ed altre cose del tipo). Questi trattamenti particolari che privilegiano gli immigrati a Modena ha funzionato, tra l’altro, da richiamo, che ha ingrossato le fila di coloro che non chiedono più un aiuto, ma pretendono tutto e di più. Occorrono controlli più rigorosi sui redditi reali (compresi quelli in nero) confermati da altri enti preposti ci permetterebbe di indirizzare in modo corretto i nostri servizi. Vi sono alcune comunità modello, come quella filippina, che è completamente estranea ai canali assistenzialistici e non si capisce perché altre invece creino un sovraccarico disastroso.<br />
L&#8217;integrazione sociale deve passare prima di tutto dal lavoro e in momenti come questo particolare impegno va messo perché tutti possano goderne.<br />
La politica sociale praticata dal nostro Comune si è rivelata una forma di assistenzialismo senza criterio logico, suicida; ha penalizzato i modenesi, privandoli di uguali diritti, e ha sperperato una risorsa che la comunità, oggi, aggravata dalla crisi economica, non è più in grado di fornire. Nell’ultimo anno circa 50 Mil di euro (poco meno della metà del bilancio comunale) sono andati a finanziare il welfare: quanto di questa grande quantità di danaro al netto è andata veramente a sostenere le persone e quanto alle sovrastrutture?<br />
Ecco perché riteniamo indispensabile un’azione di razionalizzazione delle associazioni di volontariato, più di 500 in provincia di cui più di 300 solo a Modena, attraverso una regolamentazione rigorosa che meglio definisca i criteri di riconoscimento di tale status.<br />
Noi crediamo nell’importanza del volontariato perché l’azione sociale vive di volontariato, ma sosteniamo quello vero, puro, dettato dal cuore, immune da intenzioni egemoniche, monopolistiche e di guadagno.<br />
E’ inevitabile un nuovo approccio, che nasce da idee nuove e ci rende portatori di interventi che sappiano coniugare il rispetto e la valorizzazione della persona, delle famiglie con l’accompagnamento al superamento dei loro momenti di difficoltà. L’Amministrazione pubblica deve porsi al servizio della persona ed essere capace di guidare l’evoluzione da una solidarietà di tipo redistributivo di risorse e beni già prodotti, che fa riferimento all’equità, ad una solidarietà dinamica che si basi sulla produzione di risorse, che porti ad un nuovo sviluppo favorito dalla messa in rete dei tre principali protagonisti: le imprese, che determinano lo sviluppo economico, i soggetti del terzo settore, protagonisti dello sviluppo sociale, e la famiglia, che promuove lo sviluppo intergenerazionale. C’è bisogno di produrre nuova ricchezza per avere risorse da dedicare ai servizi sociali: più ricchezza più risorse più servizi sociali. La crescita economica garantirà la produzione delle risorse di cui potrà disporre il sociale. Per questo va diffuso il valore dell’imprenditorialità, come creatore di ricchezza, di sviluppo che deve crescere in modo sostenibile e accompagnato dalla coesione sociale.<br />
Anche in questo campo il nostro intervento sarà deciso e finanziariamente adeguato, ma lasceremo spazio a coloro che si impegnano con umiltà e discrezione a contrastare il disagio sociale e che si sono guadagnati la fiducia dei bisognosi.<br />
Applicando il principio della sussidiarietà, investiremo per la creazione, lo sviluppo e il mantenimento di un tessuto di relazioni sociali fra le varie parti, istituzioni ed associazioni. Il Comune saprà fare un passo indietro al fine di motivare il cittadino e l’associazione a sentirsi pienamente responsabilizzati. Vogliamo che si realizzi il diritto di stare nelle graduatorie sociali con dignità senza essere spersonalizzati e le persone bisognose possano trovare una soluzione adeguata ed educata ai loro problemi.<br />
Tra le linee d’azione, alcune già riportate, come quelle per l’infanzia, per l’invecchiamento della popolazione, l’immigrazione, merita un particolare inciso quelle rivolte ai diversamente abili:<br />
I diversamente abili: in questo campo, nei rispetti dei giovani disabili, ho notevole esperienza, avendo vissuto vicino a loro e alle loro famiglie, prodigandomi in prima persona per il loro inserimento nei percorsi universitari. Abbiamo esordito nel 2000 con 18 studenti; nel 2008, sono stati 178 dichiarati di cui 140 con disabilità totale, aventi cioè diritto all’esonero dalle tasse, alla borsa di studio e a vari servizi. Una sfida difficile e onerosa, sicuramente impegnativa per mancanza di esperienze pregresse, di indicazioni ministeriali sul come operare, di collegamenti con il mondo della scuola, che già aveva intrapreso questa strada, ma credo di poter affermare di averla vinta perché ogni azione è stata mirata a valorizzare le capacità, non ad esaltarne gli aspetti semplicemente assistenzialistici. Oggi pongo questa esperienza al servizio di tutta la nostra comunità considerando questo problema di alta priorità sociale. Dobbiamo prevedere percorsi scolastici individuali dalle scuole d’infanzia all’Università che permettano di valorizzare le capacità del giovane, così come percorsi di accesso al lavoro.<br />
Sappiamo che la situazione degli inserimenti lavorativi di disabili, in questo momento, è drammatica, in quanto con la crisi economica le cooperative di inserimento hanno meno appalti e quindi tendono a lasciarli a casa con ovvie ricadute sul loro disagio psicologico. Come ho fatto alla guida dell’Università, quando sarò in Comune intendo non solo applicare la normativa che prevede un rapporto fra lavoratori abili e diversamente abili per singolo ente, ma mi impegno ad andare oltre facendo si che il Comune stesso si distingua nell’offerta di opportunità di lavoro a questi giovani, Assieme agli altri enti pubblici cittadini e alle imprese più sensibili, ci poniamo come finalità l’inserimento nel mondo del lavoro per tutti i diversamente abili, che lo ambiscano, affinché ognuno possa essere gratificato svolgendo una attività lavorativa consona alle sue capacità e competenze acquisite. Ci impegneremo affinché per la loro crescita i giovani in queste condizioni possano contare costantemente su personale specializzato altamente qualificato, cosa che oggi non sempre succede.<br />
Altro punto che riteniamo qualificante, così come per gli anziani, nei nostri interventi richiederemo uno stretto coinvolgimento dei famigliari. Specialmente nel momento di crisi che stiamo attraversando, l’assistenza casalinga al disabile e/o all’anziano può diventare una fonte di reddito, in aggiunta a quello famigliare.<br />
I servizi per disabili ed anziani, assistenza domiciliare, centri diurni, residenzialità, ecc. (fiore all’occhiello del nostro Comune) hanno costi ingiustificatamente elevati, se paragonati con i pochi esempi di privati nel nostro territorio e i molti in altre Regioni, che poi si riversano come costo contributivo per l&#8217;anziano spesso insostenibile con rapido impoverimento (es. anziani che vendono l&#8217;appartamento di residenza e di proprietà). Il costo di una anziano in casa protetta pubblica è dell’ordine di 43.000 euro all’anno, mentre risulta di 25.000 euro per anno nel privato con analogo se non superiore livello di trattamento. L’esternalizzazione di questo servizio (alla cooperativa Gulliver) operata dal Comune non ha abbassato i costi di un solo euro. Forse se i 43.000 euro all’anno li dessimo ai famigliari, sarebbero ben contenti di assistere in casa il loro congiunto!<br />
Valuteremo in generale i costi dei servizi sulla base del quoziente familiare e favoriremo una più accessibile assistenza sanitaria. Infatti la specialistica pubblica non esiste praticamente più, sostituita dall’ intramoenia ed i consultorio è praticamente a prevalente accesso di donne immigrate, sono scomparse o quasi le donne modenesi, in quanto percepito solo come proposta di aborto.<br />
Evidentemente il servizio sociale pubblico spesso non trova la soddisfazione degli assistiti. Tant’è che non è casuale che nelle situazioni di povertà le famiglie di Modena preferiscano rivolgersi in prevalenza al parroco e non al servizio sociale, anche se il nostro Comune non si distingue nel loro supporto (poco e niente viene riconosciuto agli oratori delle parrocchie, mentre si finanziano centri di affari che vendono alcoolici, a danno della salute). </p>
<p>4.8 URBANISTICA E AMBIENTE<br />
Da ultimo tratto l’urbanistica perché in un sistema dove la politica decide il progetto di sviluppo della città, là dove non è contaminata dal rapporto tra politica e affari, essa ne ricade in modo automatico e naturale.<br />
Tutti conoscono le fallimentari avventure del ricorso a progetti di grandi architetti, mai realizzati. Non credo si debba necessariamente ricorrere a grandi nomi, che molto spesso sfornano idee slegate dal contesto (Botta), né guardare alle esperienze di altre città in quanto non sempre (anzi quasi mai) trasferibili, ma si debba mettere in campo delle idee nuove che sappiano valorizzare le nostre distintività attuali, pur in un contesto urbanistitco che ha un cuore antico, che gli conferisce una marcata identità, ed un contorno, nato negli anni sessanta, confuso e anonimo.<br />
Forse un approccio nuovo potrebbe venire da una suddivisione ideale della Città in alcune grandi Aree/Quartieri/Isole (intese come Centri di eccellenza anche di funzioni), perfettamente riconoscibili, individuabili, omogenee e auto sostenute da attività coerenti. Una Città fatta di Isole urbane con collegamenti interni a ciascuna facilitati da una logistica semplice e comprensibile, ricca di ciclabili, pedonabili e quant’altro renda agevole i movimenti dei cittadini e delle merci, mentre le delimitazioni e i collegamenti tra le Aree (Isole) potrebbero avvenire attraverso l’utilizzo del verde e di ampie ed agevoli strade di collegamento.<br />
Una tale visione potrebbe riconfigurare una nuova Città, descrivendola in chiave moderna e originale e nel contempo permettere ad ogni Area interventi diretti, appropriati e mirati a renderla vivibile, nonché segnata da edifici e monumenti e decori (fontane, aiuole, giardini, piazze, ecc.) che ne esaltano il ruolo e la funzione.<br />
Il disegno urbano, le funzioni, la viabilità, la vivibilità (cioè la gestione del quotidiano, il mantenimento della pulizia, la salvaguardia della quiete, la programmazione dello sviluppo, l’organizzazione di eventi ecc.) saranno affidati al volontariato di coloro che vivono prevalentemente in un Area, con particolare attenzione al coinvolgimento di anziani, che con la loro presenza continua assumono funzioni educative nei riguardi di bambini e dei giovani e di deterrenza verso i male intenzionati. Cioè ai cittadini che sentono come dovere civico di assumersi volontariamente dei compiti pubblici nella gestione del quartiere, in restituzione a quanto la comunità garantisce loro in benessere e qualità della vita, sia loro che dei loro famigliari, verrà lasciato il privilegio, l’onere e la responsabilità di “governo”, coadiuvati dai tecnici dell’amministrazione comunale. Ci sembra una via maestra per rilanciare nei giovani e meno giovani la straordinaria importanza che per ogni comunità civile ha operare con elevato senso dell’istituzione pubblica e con responsabilità per il bene comune.<br />
Alcuni esempi di Area:<br />
- Area della cultura (o area Marco Biagi): il centro storico, la zona ex-ospedale di S. Agostino (Musei, Biblioteca estense, Musei universitari di Via Berengario, Foro Boario, Fondazione Marco Biagi, Palazzo S.Eufemia, S.Geminiano, Università, Accademia Militare, Biblioteca Delfini, ecc.);<br />
- Area dell’Innovazione: centri di ricerca universitari (medicina, scienze e ingegneria) delimitati nel rettangolo compreso fra Via del Pozzo, Nuova Estense, Via Emilia e Via Vignolese;<br />
- Area della creatività: il museo Ferrari, la zona Tempio, la Maserati e, oltre la ferrovia, le ex-Fonderie e quindi il quartiere Crocetta;<br />
- Aree (residenziali) ad alta concentrazione antropica ad elevata qualità della vita: da trasformare in aree residenziali di eccellenza per coppie giovani con bambini e coppie anziane. Luoghi di socializzazione costituiti da piccole zone verdi (più giardini che parchi), piazze attrezzate per passeggiate, sosta e gli incontri, facilmente raggiungibili.<br />
- Area della produzione: i vecchi villaggi artigiani rinnovati o nuovi costruiti con concetti moderni, cioè per imprese ad alto valore aggiunto che richiedono spazi ridotti ma servizi tecnologici (informatici) avanzati (particolarmente appetibili per collocarvi nuove imprese artigianali di software)).<br />
Non so se questo è un sogno o una provocazione, ma è un messaggio agli architetti modenesi affinché su queste o altre linee si mettano al lavoro e ci facciano delle proposte in grado di far fare un salto di qualità urbanistica. Dal loro lavoro, da chi conosce Modena mi aspetto che usciranno le migliori proposte per ricomporne l’assetto in una visione di Città futura. Non più la l’urbanistica come centro strategico del potere e degli affari, ma al servizio dello sviluppo della città.<br />
La nostra Città del Futuro deve essere europea, competitiva e attrattiva, globalizzata. e con un’elevata qualità della vita. Le future dimensioni economiche, imprenditoriali, culturali, sociali, antropologiche, ecc. dipenderanno dalla capacità di mettersi in rete intercettando le correnti (ferrovie, strade, vie telematiche, finanziatori, talenti, saperi, professionalità, turismo, arte, scuole di eccellenza, eventi, intrattenimenti, ecc.). Il nostro progetto politico per la crescita della nostra Città deve assecondare questo obiettivo con alcuni interventi prioritari, preparatori e necessari ad un grande e nuovo disegno della nostra Città. Ognuno di questi ha una sua finalità importante che lo rende indispensabile:<br />
• un “sistema” di parcheggi interrati o in struttura, distribuiti a corona del centro storico, collegati al trasporto pubblico, tali da assorbire il totale fabbisogno di posti auto per i residenti e gli esterni. Funzione: il rilancio del Centro Storico;<br />
• la costruzione di garage sotterranei per i residenti incentivati da detrazioni fiscali e mutui favorevoli. Funzione: svuotare il Centro Storico delle auto in sosta;<br />
• viale Vittorio Emanuele trasformato nel boulevard elegante di Modena con radicale ridimensionamento della attuale viabilità a vantaggio delle aree prospicienti gli attuali edifici con funzione di parco urbano attrezzato. Ripristino delle funzioni proprie di qualunque piazza e quindi eliminazione della auto da Piazzale N. Bruni, con ridisegno della stessa e del viale di accesso alla stazione. Funzione: risanamento di una parte di città che, attualmente, per il suo stato, costituisce per i residenti un grave allarme sociale, che assumerà anche notevole valenza per il rilancio del Centro storico;<br />
• risanamento e messa a norma degli edifici scolastici di proprietà del Comune con interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria). Funzione: garantire la fruizione di luoghi di studio di alto livello (biblioteche, laboratori, sale riunioni, auditorium, ecc.) e di condizioni di sicurezza per alunni e docenti;<br />
• aule e laboratori nel nuovo edificio scolastico del Liceo Sigonio per il nuovo liceo musicale-coreutico. Funzione: dare ai giovani una nuova opportunità di studio e di professione.<br />
• ex Fonderie da ristrutturare. Funzione: dotare i nostri ragazzi di una area creativa dove incontrare cultura e fare cultura (non solo studio), dove possano crescere insieme, scambiarsi idee, opinioni, pareri, dove studenti, giovani, cittadini, uomini di cultura provenienti da tutto il mondo possano essere ospitati e vivere fianco a fianco;<br />
• incentivi per la revisione e sostituzione degli impianti di riscaldamento anni 60-90. Funzione: diminuire una delle maggiori cause di inquinamento.<br />
Mobilità e trasporti. Lo sviluppo del traffico e dell’uso dell’automobile determinano crescenti fenomeni di congestione, aumento dei tempi di percorrenza e spreco di tempo e di denaro, aumento dell’inquinamento, peggioramento della qualità della vita, problemi di sicurezza oltre che di salute della popolazione. Occorre pertanto garantire la domanda di spostamento delle persone e delle merci in modo efficiente e sostenibile nei tempi e nei modi, incrementando la capacità di trasporto e la quota di cittadine/cittadini che utilizzano mezzi pubblici e sistemi collettivi, riducendo i tempi di percorrenza dei percorsi rilevanti che hanno un impatto sociale (casa-lavoro, casa-scuola ecc.).<br />
E’ inoltre essenziale ridurre l’inquinamento da traffico, i consumi energetici e garantire salute e sicurezza alla popolazione, operando per una riduzione significativa dell’uso individuale dell’automobile, incentivando forme alternative e innovative di mobilità. Vanno previsti interventi adeguati nel trasporto pubblico soprattutto per i pendolari.<br />
Superamento del Piano Husler, con recupero della viabilità dei viali per un traffico non più a livello di grande attraversamento della città, ma a rango di quartiere.<br />
Infrastrutture: Immediato recupero di progettualità del sistema di viabilità di accesso al nuovo scalo merci di Marzaglia ed integrazione urbanistica della logistica che lo deve supportare. Lo stesso cavalcavia della Madonnina, una volta eliminato potrà consentire il ripristino del tracciato originale della via Emilia e la ricongiunzione di due pezzi di città.<br />
Ambiente: Il superamento delle barriere tecnologiche ed architettoniche, saranno i due capisaldi per il recupero e la salvaguardia dell’ambiente da esprimersi come primari riferimenti nel nuovo piano regolatore da mettere immediatamente in atto.<br />
Ogni intervento edilizio o infrastrutturale dovrà rispondere oltre ai normali standards urbanistici a nuove caratteristiche di carattere ambientale quali: la sicurezza, l’accessibilità, la capacità di riconversione ad altre funzioni, l’integrazione con i sistemi di trasporto pubblico, la raccolta dei rifiuti e una nuova integrazione con il verde da intendersi non più come arredo passivo, ma elemento costitutivo del progetto. Va affrontato il tema della qualità dell&#8217;architettura portando l&#8217;attenzione sull&#8217;ecocompatibilità, il comfort ambientale, l&#8217;efficienza energetica del costruito, la protezione acustica e la sicurezza, mettendo al centro il benessere della persona e la sostenibilità. In una parola cioè costruire con concetti di Bioedilizia.<br />
Il Parco Ferrari rappresenta un’oasi di verde, un polmone di sfogo per i modenesi nel cuore della Città. Sarà nostro impegno, anche per riconoscenza a chi lo ha voluto e a chi lo ha realizzato, valorizzandone l’opera, nel rispetto dell’ambiente, impedendo qualsiasi ipotesi di cementificazione, ma completando la piantumazione di alberi sulla parte del terreno ora scoperta. Esso deve diventare per i modenesi, in particolare per coloro che vivono in Centro storico, la meta usuale per mamme, bambini e intere famiglie ove trascorrere giornate in mezzo alla natura e in completa sicurezza.<br />
Energie alternative. Un altro settore molto importante che deve essere costantemente monitorato è quello delle energie alternative, connesso tra l’altro a quello del risparmio energetico. Per quanto riguarda il primo, l’azione del Comune potrebbe essere indirizzata al sostegno in qualunque forma (contributi, sgravi fiscali, regolamenti ad hoc, ecc.) di quei cittadini e di quelle imprese che investono o intendono farlo in questo settore; i temi ambientali, la scarsità di materie prime, gli elevati costi, sono problemi ed ostacoli che vengono in essere con l’utilizzo dell’energia ‘tradizionale’; e sono indicatori di un necessario svecchiamento, di una svolta necessaria che permetta di eliminare o quantomeno alleviare tali problemi. Riguardo al secondo, anch’esso fondamentale, sarebbe sufficiente una maggiore diffusione delle informazioni sul potenziale risparmio energetico che ogni soggetto, pubblico o privato, può mettere in atto; e ciò vale sia per le famiglie che per le imprese. Uno dei modi che il Comune considera idoneo per &#8211; almeno iniziare &#8211; questa diffusione di conoscenze potrebbe essere l’istituzione di campagne pubblicitarie o corsi di formazione all’uopo studiate; diversamente dall’energia alternativa, infatti, in questo campo non è necessario investire di più, ma è sufficiente investire meglio, in particolare nelle piccole cose, dall’uso di lampadine a basso voltaggio al’uso di macchinari di potenza non superiore a quella necessaria per l’attività da svolgere.<br />
Un nuovo approccio tecnologico che permette notevoli risparmi riguarda gli impianti di climatizzazione geotermici. Vanno approfonditi e diffusi anche nel nostro territorio così come avviene nei mercati europei, dove l&#8217;utilizzo di questi sistemi viene spesso applicato già in fase di realizzazione degli edifici.</p>
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