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	<title>Elezioni Blog &#187; Programma elettorale Europee 2009</title>
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	<description>Sondaggi elezioni, liste candidati, risultati elezioni, exit poll, notizie e commenti</description>
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		<title>Programma Rifondazione &#8211; Comunisti Italiani europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-rifondazione-comunisti-italiani-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-rifondazione-comunisti-italiani-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 00:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunisti Italiani]]></category>
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		<category><![CDATA[Rifondazione Comunista]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è il programma unitario per le elezioni europee di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani.
La crisi del capitalismo non la paghino le lavoratrici e i lavoratori
 
La crisi che stiamo vivendo è un prodotto dell’attuale capitalismo globalizzato e delle politiche neoliberiste, alle quali un contributo è stato dato anche da questa Unione Europea. Noi ci battiamo per un’altra Europa:


Per la sostituzione del Patto di stabilità &#8211; che ha penalizzato il lavoro &#8211; con un patto per la piena occupazione e la riconversione sociale ed ambientale dell’economia.


Per la socializzazione del sistema bancario e finanziario, con il controllo pubblico del credito.


Per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Questo è il <strong>programma</strong> unitario per le elezioni europee di <strong>Rifondazione Comunista</strong> e <strong>Comunisti Italiani</strong>.</p>
<p align="justify"><span class="titolo14">La crisi del capitalismo non la paghino le lavoratrici e i lavoratori</span><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>La crisi che stiamo vivendo è un prodotto dell’attuale capitalismo globalizzato e delle politiche neoliberiste, alle quali un contributo è stato dato anche da questa Unione Europea. Noi ci battiamo per un’altra Europa:</em></p>
<ul type="disc">
<li>
<div>Per la sostituzione del Patto di stabilità &#8211; che ha penalizzato il lavoro &#8211; con un patto per la piena occupazione e la riconversione sociale ed ambientale dell’economia.</div>
</li>
<li>
<div>Per la socializzazione del sistema bancario e finanziario, con il controllo pubblico del credito.</div>
</li>
<li>
<div>Per un controllo democratico della Banca Centrale Europea e un radicale mutamento della sua missione, che deve essere tesa a promuovere uno sviluppo socialmente equo e ambientalmente sostenibile.</div>
</li>
<li>
<div>Per l’armonizzazione del sistema fiscale europeo, fondato sul principio della progressività delle imposte (chi ha di più, contribuisca di più).</div>
</li>
<li>
<div>Per la ripubblicizzazione di quanto privatizzato, a partire da beni comuni e servizi pubblici essenziali, come l’educazione, la salute, l’acqua, l’energia, i trasporti.</div>
</li>
<li>
<div>Per l’introduzione della Tobin Tax per tassare i capitali speculativi e per l’abolizione dei paradisi fiscali (dove confluiscono i soldi degli evasori e del malaffare).</div>
</li>
</ul>
<p class="titolo14">Per un’Europa del lavoro, della piena e buona occupazione</p>
<p><em>Non sono le lavoratrici e i lavoratori a dover pagare la crisi,  mentre banchieri e speculatori vengono salvati. La politica dei bassi salari e del lavoro precario è il cuore del problema. Noi ci battiamo per:</em></p>
<ul>
<li>
<div>Un piano per la piena occupazione, con la creazione di un fondo finanziato con la tassazione della speculazione finanziaria e della rendita.</div>
</li>
<li>
<div>Il blocco dei licenziamenti e delle delocalizzazioni. Le imprese che usufruiscono di contributi pubblici non possono licenziare o usare questi fondi per spostare le produzioni.</div>
</li>
<li>
<div>La redistribuzione della ricchezza con l’aumento di salari e pensioni, contro la precarietà ed il dumping sociale, per l’abolizione della direttiva Bolkestein, contro l’estensione dell’orario di lavoro e l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne.</div>
</li>
<li>
<div>Un contratto e un salario minimo europeo, un reddito sociale ai disoccupati, un’adeguata pensione per tutte e tutti.</div>
</li>
</ul>
<p><span class="titolo14">Per la Pace e il disarmo, un’altra Europa per un altro mondo</span><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Sosteniamo un processo globale di disarmo, che attraverso la riduzione delle spese militari, liberi risorse a favore delle politiche sociali:</em></p>
<ul>
<li>
<div>Per il ritiro dei contingenti europei in Iraq ed Afghanistan.</div>
</li>
<li>
<div>Contro la creazione di nuove basi Nato o Usa, a partire da quella di Vicenza, e contro l’installazione dello scudo missilistico.</div>
</li>
<li>
<div>Per un nuovo equilibrio globale multipolare, per lo scioglimento della Nato e la soluzione politica e civile dei conflitti.</div>
</li>
<li>
<div>Per  il pieno riconoscimento del diritto del popolo palestinese ad avere il suo stato. Per il diritto della popolazione Saharawi all’auto-determinazione. Per la soluzione politica della questione kurda.</div>
</li>
<li>
<div>Contro le politiche neoliberiste del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e per l’abolizione del debito dei Paesi del Sud del mondo.</div>
</li>
<li>
<div>Per cambiare gli accordi commerciali  tra il “mondo ricco” e il “mondo povero”, attualmente ispirati a iniqui criteri di scambio ineguale. Per la fine del blocco economico a Cuba.</div>
</li>
</ul>
<p><span class="titolo14">Per un’Europa dell’ambiente, della sovranità alimentare e delle generazioni future</span><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Questioni climatiche e sociali sono correlate. La risposta alla crisi sta anche in un nuovo intervento pubblico in economia per la riconversione ecologica del sistema produttivo, per rispondere al cambiamento climatico e  modificare il nostro modello produttivo e consumistico.</em></p>
<ul>
<li>
<div>Chiediamo una piena applicazione degli obblighi firmati dall’Unione Europea in tutti i settori relativi alle politiche climatiche ed energetiche.</div>
</li>
<li>
<div>Per ridurre le emissioni globali, per aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Siamo contro l’uso del nucleare, sia civile che militare (pericoloso e costoso).</div>
</li>
<li>
<div>L’acqua è un diritto fondamentale dell’umanità, un bene universale che deve rimanere pubblico. Siamo contro ogni  privatizzazione o mercificazione dell’acqua.</div>
</li>
<li>
<div>La sovranità e la sicurezza alimentare, la multifunzionalità dell’agricoltura sono obiettivi strategici di un nuovo modello agricolo europeo finalizzato alla tutela dei consumatori, alla valorizzazione dell’agricoltura biologica e dei prodotti tipici, al rifiuto degli OGM, alla salvaguardia della biodiversità, del territorio e del paesaggio.</div>
</li>
</ul>
<p><span class="titolo14"><em>Per un’Europa dei Diritti, delle libertà e della laicità</em></span></p>
<p><em>Uno dei grandi limiti della costruzione europea è stato il suo carattere a-democratico. Noi siamo:</em></p>
<ul>
<li>
<div>Per una Europa nella quale tutte le sue istituzioni siano democraticamente legittimate.</div>
</li>
<li>
<div>Per la partecipazione diretta nei processi decisionali, con referendum sulle questioni relative alle scelte fondamentali della stessa Unione Europea.</div>
</li>
<li>
<div>Per un’Europa democratica e aperta, che affermi la laicità come valore irrinunciabile delle sue istituzioni pubbliche.</div>
</li>
<li>
<div>Per un’Europa che protegga i diritti di coloro che sono discriminati a causa della loro origine etnica, orientamento sessuale e identità di genere, religione, ideologia, disabilità.</div>
</li>
<li>
<div>Contro un’Europa fortezza, la direttiva del ritorno, e per la chiusura dei centri di detenzione degli immigrati.</div>
</li>
<li>
<div>Per la difesa del carattere pubblico e laico della scuola e dell’università, così come di quello di una ricerca culturale e scientifica che sia svincolata dalle logiche mercantili.</div>
</li>
<li>
<div>Per il diritto alla casa e all’abitare, ad una sanità pubblica e di qualità.</div>
</li>
<li>
<div>Tutte le istituzioni pubbliche devono garantire la libertà delle donne e  impegnarsi contro tutte le forme di patriarcato. Ogni donna deve poter decidere liberamente del proprio corpo, poter esercitare il diritto all&#8217;aborto, alla contraccezione, a una maternità consapevole e all’accesso alle tecniche di riproduzione artificiale.</div>
</li>
<li>
<div>Siamo convinti che la questione morale abbia un valore universale, in Italia come in Europa</div>
<div></div>
<div>Nei commenti puoi dire la tua sul programma elettorale di Rifondazione Comunista e Comunisti italiani.</div>
</li>
</ul>
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		<title>Programma IDV europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-idv-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-idv-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 23:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europee 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale elezioni europee]]></category>
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		<description><![CDATA[Il programma elettorale IDV (Italia dei Valori)  per le elezioni europee si articoli in 12 punti:
1 &#8211; Trasparenza dei finanziamenti
Trasparenza nelle politiche di assegnazione dei fondi europei attraverso la possibilità di verificare avanzamento e procedure d&#8217;assegnazione on line, la revisione dei criteri di assegnazione e la supervisione in capo ai ministeri.
2 &#8211; Sviluppo energie rinnovabili
Istituzione di consorzi europei per lo sviluppo energetico rinnovabile per poter competere a livello internazionale e accantonamento delle tecnologie legate al nucleare.
3 &#8211; Immigrazione e libera circolazione
Regolazione dei flussi migratori, intracomunitari ed extracomunitari, in base a principi di solidarietà, di effettiva occupazione e di capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong><a href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-elettorale-IDV" title="Programma elettorale IDV" target="_blank" >programma elettorale IDV</a></strong> (Italia dei Valori)  per le elezioni europee si articoli in 12 punti:</p>
<p>1 &#8211; <strong>Trasparenza dei finanziamenti</strong><br />
Trasparenza nelle politiche di assegnazione dei fondi europei attraverso la possibilità di verificare avanzamento e procedure d&#8217;assegnazione on line, la revisione dei criteri di assegnazione e la supervisione in capo ai ministeri.<br />
2 &#8211; <strong>Sviluppo energie rinnovabili</strong><br />
Istituzione di consorzi europei per lo sviluppo energetico rinnovabile per poter competere a livello internazionale e accantonamento delle tecnologie legate al nucleare.<br />
3 &#8211; <strong>Immigrazione e libera circolazione</strong><br />
Regolazione dei flussi migratori, intracomunitari ed extracomunitari, in base a principi di solidarietà, di effettiva occupazione e di capacità di sussistenza.<br />
4 &#8211; <strong>Ineleggibilita&#8217; dei condannati</strong><br />
Ineleggibilità al Parlamento di persone con sentenza di condanna penale passata in giudicato.<br />
5 &#8211; <strong>Tutela dei risparmiatori</strong><br />
Authority di vigilanza europea, su nomina dei Paesi membri, per il controllo e la supervisione dell&#8217;operato delle banche, inclusa la Banca Centrale.<br />
6 &#8211; <strong>Aiuti ai disoccupati</strong><br />
Patto sociale europeo per l&#8217;erogazione di aiuti e ammortizzatori sociali ai disoccupati in relazione alle effettive capacità di sostentamento, alla numerosità del nucleo familiare e alla possibilità di ricollocamento nel mercato del lavoro comunitario.<br />
7 &#8211; <strong>Diritto alla conoscenza</strong><br />
Carta dei diritti della conoscenza europea per un pari accesso all&#8217;informazione da parte dei cittadini ed eliminazione del divario esistente tra l&#8217;Italia ed i Paesi membri nell&#8217;accesso ad internet.<br />
8 &#8211; <strong>Ricerca scientifica e universita&#8217;</strong><br />
Potenziamento dell&#8217;integrazione e della collaborazione delle università nazionali con quelle europee per lo sviluppo della ricerca.<br />
9 &#8211; <strong>Corpo di difesa europeo</strong><br />
Corpo dell&#8217;esercito europeo con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le spese militari e di finanziamento delle missioni all&#8217;estero, finalizzata ad una linea omogenea di intervento e ad una reale presenza politica internazionale.<br />
10 &#8211; <strong>Rispetto delle sentenze europee</strong><br />
Applicazione delle sentenze europee entro 60 giorni dalla loro approvazione.<br />
11 &#8211; <strong>Affermazione delle liberta&#8217; civili</strong><br />
Carta comune dei Paesi membri per le libertà civili, tra le quali le coppie di fatto e testamento biologico.<br />
12 -<strong> Istruzione</strong><br />
Obbligatorietà di una seconda lingua europea fin dall&#8217;infanzia, come già accade negli altri Paesi europei.</p>
<p>Scarica il <a href='http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma-idv-europee.pdf'>Programma elettorale IDV</a> delle europee 2009.</p>
<p>Nei commenti dì la tua sul <a href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-IDV" title="Programma IDV" target="_blank" >programma IDV</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://elezioni-blog.net/?p=349&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_349" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
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		<item>
		<title>Programma PD Europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-pd-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-pd-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 22:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Programma elettorale Europee 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[Programma elettorale PD]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco per sommi capi il Programma elettorale del PD per le Elezioni europee 2009, il programma completo del Partito Democratico si può scaricare alla fine dell&#8217;articolo.
1. Rilanciare la crescita e l’integrazione interna

Quello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimenti
per lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e delle
misure di stimolo all’economia.
Le vie da percorrere sono le seguenti:

l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;
la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco per sommi capi il <strong>Programma elettorale del PD</strong> per le Elezioni europee 2009, il programma completo del Partito Democratico si può scaricare alla fine dell&#8217;articolo.</p>
<p><strong>1. Rilanciare la crescita e l’integrazione interna<br />
</strong><br />
Quello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimenti<br />
per lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e delle<br />
misure di stimolo all’economia.</p>
<p>Le vie da percorrere sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;</li>
<li>la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture e attività di ricerca (certificati nella loro rilevanza europea dalla Banca Europea degli Investimenti);</li>
<li>la revisione e un adeguamento del bilancio comunitario alle sfide che l’Unione deve affrontare: un bilancio che renda possibili investimenti da concentrare nel campo della ricerca, della formazione superiore, dell’innovazione tecnologica;</li>
<li>la emissione di titoli del debito pubblico europeo per finanziare grandi investimenti a favore della crescita. L’obiettivo è consentire ai paesi europei ad un tempo il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e l’innalzamento dei livelli di ricerca scientifica e tecnologica in accordo con il perseguimento della Strategia di Lisbona;</li>
<li>un forte sistema di regolazione e supervisione finanziaria e bancaria, integrato con la Bce e con gli Enti nazionali, per esercitare un efficace controllo ai vari livelli incluso quello sugli attori finanziari che operano su scala continentale;</li>
<li>limiti sulle retribuzioni e sui bonus dei dirigenti in modo che i loro compensi non prescindano dai risultati e nuove regole per prevenire conflitti d’interesse.</li>
</ul>
<p><strong><br />
2. Nuove politiche redistributive</strong></p>
<ul>
<li>Mettere a regime e rafforzare il Fondo costituito per sostenere i lavoratori e le imprese colpite dalla concorrenza internazionale: è necessario un finanziamento adeguato se si vuole che il Fondo dia un sostegno effettivo e non si riduca ad interventi simbolici.</li>
<li>Adottare ammortizzatori sociali universali, del reddito minimo e dei sostegni ai bassi salari. Si tratta di misure di grande attualità e che danno un senso concreto all’Europa sociale.</li>
<li>Promuovere politiche comuni per la buona occupazione, specie dei gruppi più deboli sul mercato del lavoro, riducendo le diseguaglianze sociali nei paesi dell’Unione.</li>
</ul>
<p><strong>3. Un’Europa protagonista della “green economy”<br />
</strong><br />
La Comunità europea era nata anche per l’energia, quella spinta iniziale va rinnovata.<br />
Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centrodestra, che aveva nell’amministrazione Bush l’unico partner occidentale affine in atteggiamenti scettici e persino negazionisti.</p>
<p>La sfida dell’ambiente si incrocia poi in particolare in Italia con quella dell’innovazione<br />
e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia e vede nella<br />
vitalità delle nostre imprese un’importante strumento.</p>
<p><strong>4. Un’Europa più vicina alle nuove generazioni<br />
</strong><br />
Istruzione, innovazione, mobilità sono alla base di una cittadinanza europea attiva. Questo comporta maggiori sostegni per quelle azioni e quei programmi come Erasmus che contribuiscono a creare una cittadinanza europea autentica e vissuta. Erasmus deve diventare obbligatorio in tutte le università.<br />
La mobilità va estesa oltre l’università, sviluppando programmi Erasmus dei funzionari, degli imprenditori, degli insegnanti. Va inoltre promossa nei paesi membri “una educazione civica europea”<br />
perché si impari da piccoli a vivere e riconoscersi come cittadini europei. Importante sarebbe lanciare un programma per un Servizio civile europeo.</p>
<p><strong>5. Un uguaglianza di genere</strong></p>
<p>Aspetto essenziale del programma europeo dei democratici è l’impegno per realizzare l’uguaglianza di genere in Italia e in Europa. Le donne in media guadagnano ancora il 15% in meno degli uomini a parità di lavoro ed è molto più frequente che siano disoccupate, emarginate dal mercato del lavoro per mancanza di posti di lavoro adeguati, o siano impegnate in lavori sottopagati o di basso livello o a tempo parziale.</p>
<p>Proponiamo di creare una Carta europea dei diritti delle donne in tutta l’Unione Europea e per promuovere meccanismi che garantiscano l’uguaglianza di genere in tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica.</p>
<p><strong>6. Contribuire alla definizione di nuove regole della finanza internazionale<br />
</strong><br />
Una efficace regolazione pubblica è necessaria per il buon andamento dei mercati finanziari. Quindi nuove regole per:</p>
<ul>
<li>rinsaldare la coerenza della sua azione esterna unificando la rappresentanza delle sue posizioni nelle istituzioni globali, dalle Nazioni Unite, al G8, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, fino ad arrivare ad avere una voce unica in molte di queste istituzioni. ndispensabile, in ogni caso, è unificare la rappresentanza internazionale della zona euro;</li>
<li>promuovere la ripresa e la conclusione positiva del negoziato multilaterale sul commercio. L’Europa ricaverebbe solo svantaggi da un indebolimento dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle sue regole multilaterali.</li>
</ul>
<p><strong>7. Tutelare il nostro tessuto agricolo</strong></p>
<p>Occorre incrementare il protagonismo internazionale della nostra offerta alimentare. Obiettivo primario è continuare nella valorizzazione del nostro patrimonio di qualità, tradizioni e legami con il territorio. Il Partito democratico è impegnato nella ricerca di soluzioni che preservino e accrescano un patrimonio economico, sociale e ambientale di straordinaria importanza come quello agricolo, anche nell’ottica del processo di partenariato mediterraneo, per fare del Mezzogiorno d’Italia una piattaforma di valorizzazione dell’intera offerta alimentare mediterranea.</p>
<p><strong>8. Governare il fenomeno migratorio<br />
</strong><br />
L’immigrazione è una sfida di carattere economico, sociale e culturale di tale portata da richiedere politiche di ampio respiro e soprattutto una gestione comunitaria e non unilaterale della questione.<br />
La cooperazione europea è essenziale per governare il fenomeno migratorio e promuovere una giusta e responsabile politica rispondente ai bisogni economici dell’Europa e rispettosa dei diritti degli immigrati. Una politica che sia percepita dai cittadini come un’opportunità e non una sfida alla loro sicurezza.</p>
<p>L’immigrazione legale e controllata è la più efficiente forma di contrasto all’immigrazione clandestina. La risposta non è nei ghetti o nella xenofobia ma in politiche che combattano severamente l’immigrazione clandestina, il lavoro nero, il traffico di esseri umani e assicurino l’integrazione. Ciò che ha iniziato a fare l’Europa in questo campo va nella direzione giusta ma è ancora troppo poco. Non si può delegare il controllo delle frontiere esterne dell’Unione e la politica degli accordi internazionali (gli strumenti più efficaci) solo agli Stati membri.</p>
<ul>
<li>Occorre una comune politica di controllo delle frontiere esterne dell’Unione e vanno stipulati da parte dell’Unione Europea accordi di cooperazione e riammissione con i paesi extra europei;</li>
<li>va impostata una politica di integrazione fondata sul rispetto dei doveri e sul progressivo riconoscimento di diritti di partecipazione, rappresentanza e cittadinanza;</li>
<li>va sostenuta una politica comune sull’asilo basata su regole giuste e condivise dai paesi membri dell’Unione per coloro che fuggono da regimi tirannici e da persecuzioni.</li>
</ul>
<p><strong>9. Contrastare il crimine e il terrorismo</strong></p>
<p>Più sicurezza per i cittadini europei significa anche più cooperazione contro il crimine organizzato e il terrorismo. La libera circolazione dei cittadini europei attraverso il sistema di Schengen è una della più importanti realizzazioni europee: non va rimessa in discussione ma va efficacemente garantita attraverso una più forte cooperazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia e di sicurezza europee.</p>
<p>La difesa rigida delle competenze nazionali in materia di sicurezza è una forma di miopia che riduce la risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini. Ecco perché occorre:</p>
<ul>
<li>consolidare la cooperazione delle forze giudiziarie e di polizia degli stati membri al fine di combattere e prevenire la criminalità organizzata, le minacce alla vita e alle libertà dei cittadini;</li>
<li>rafforzare energicamente l’Europol, perché diventi presto una vera e propria Polizia Europea, in grado di contrastare efficacemente le grandi multinazionali del crimine e irrobustire Eurojust e lo spazio giudiziario europeo;</li>
<li>individuare, nella lotta terrorismo, che resta una grave minaccia, più efficaci forme di collaborazione tra le intelligence dei Paesi europei, sino ad un coordinamento stabile sul modello di Europol, dove scambiare informazioni, compiere analisi condivise, promuovere iniziative di prevenzione.</li>
</ul>
<p><strong>10. Dare maggiore consistenza e coerenza all’azione internazionale dell’Unione e costruire una politica di sicurezza e difesa europea</strong></p>
<p>L’Unione europea deve essere sempre di più protagonista nel promuovere la pace, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Per il nostro paese è essenziale costruire una effettiva Unione euromediterranea basata sui principi di cooperazione e solidarietà regionale.</p>
<p>Far sì che il nuovo multipolarismo rafforzi e non indebolisca la cooperazione. L’Unione europea dovrà aumentare gli sforzi per sradicare la povertà nei paesi in via di sviluppo. La nuova legislatura europea 2009/2014 coincide con il tempo rimanente per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Occorre mettere in campo oltre ai programmi di aiuto dell’Unione già esistenti, fonti ulteriori di finanziamento allocando almeno lo 0,7 del prodotto nazionale lordo alla politica di sviluppo e realizzando i programmi in modo più coordinato, efficace e mirato.</p>
<p>Scarica il <a href="http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma-pd-europee-2009.pdf">Programma completo del PD per le europee 2009</a></p>
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		<title>SINISTRA E LIBERTA’ Programma elettorale Europee 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 22:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PROGRAMMA ELETTORALE di SINISTRA E LIBERTA’ per le Elezioni Europee 2009 in programma il 6 e 7 giugno 2009
UNA BREVE PREMESSA
Un voto utile per cambiare l’Europa
La costruzione dell&#8217;Unione Europea è stata la scelta più importante compiuta nel nostro continente
dal dopoguerra: ha preso vita una nuova realtà, prima solo pensata da personalità illuminate. Una
storia lunga e antica di Stati spesso in guerra tra loro è diventata un progetto di unità culturale,
politica ed economica, capace di esprimere anche un Parlamento Europeo eletto a suffragio
universale. Dal Manifesto di Ventotene del 1941, stilato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio
Colorni, ad oggi è stata compiuta molta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PROGRAMMA ELETTORALE di SINISTRA E LIBERTA’ per le Elezioni Europee 2009 in programma il 6 e 7 giugno 2009</p>
<p><strong>UNA BREVE PREMESSA</strong><br />
<em>Un voto utile per cambiare l’Europa</em><br />
La costruzione dell&#8217;Unione Europea è stata la scelta più importante compiuta nel nostro continente<br />
dal dopoguerra: ha preso vita una nuova realtà, prima solo pensata da personalità illuminate. Una<br />
storia lunga e antica di Stati spesso in guerra tra loro è diventata un progetto di unità culturale,<br />
politica ed economica, capace di esprimere anche un Parlamento Europeo eletto a suffragio<br />
universale. Dal Manifesto di Ventotene del 1941, stilato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio<br />
Colorni, ad oggi è stata compiuta molta strada, ma molto ancora dobbiamo fare per un’Europa<br />
davvero democratica e federalista. Sinora abbiamo visto soprattutto un’Europa economica, basata<br />
su di un mercato comune; è giunto il momento, proprio di fronte alla gravissima crisi mondiale in<br />
atto, che l’Europa faccia un decisivo passo in avanti, che diventi cioè un’Europa dei cittadini a tutti<br />
gli effetti, capace di iniziative di pace e di solidarietà a livello mondiale. Per questo occorre una<br />
Costituzione europea con il coinvolgimento diretto dei popoli che valorizzi le culture e le diverse<br />
identità, affinché non venga perduta la parte migliore della lunga storia del nostro continente. La<br />
democratizzazione dell’Unione Europea (UE) è decisiva perché l’Europa politica sia autorevole e<br />
davvero utile ai cittadini.<br />
Il Parlamento Europeo è un&#8217;istituzione dotata già oggi di reali poteri,in grado di prendere decisioni<br />
che pesano nella vita dei cittadini. Purtroppo però anche il Parlamento Europeo viene percepito dai<br />
cittadini come lontano ed estraneo, e c’è il pericolo che la partecipazione al voto per l’unico organo<br />
veramente democratico della UE sia troppo scarsa. I candidati di SINISTRA e LIBERTA&#8217;<br />
s&#8217;impegnano per un’Europa utile, solidale, democratica e ecologica, che é possibile, ma che ancora<br />
non c’é.</p>
<p><em>L’Unione Europea di fronte alla crisi globale</em><br />
La gravissima crisi economica mondiale in atto segna il fallimento dell’ideologia neoliberista. Per<br />
uscrirne bisogna cambiare questo disastroso modello economico promuovendo un cambiamento<br />
epocale e di civiltà. Questa è anche l’occasione per valorizzare e cambiare il ruolo della Ue. Infatti<br />
c’è bisogno di nuove e coraggiose politiche sociali ed economiche che mettano al primo posto le<br />
cittadine e i cittadini. Per questo è necessario determinare una maggioranza democratica nel PE,<br />
dove invece oggi il gruppo più forte è quello di centrodestra dei Popolari, a cui appartengono gli<br />
europarlamentari di Berlusconi. La prevalenza di governi di destra nei paesi dell’Unione Europea<br />
ha provocato negli ultimi anni una maggioranza conservatrice nella Commissione Europea e nel<br />
Consiglio Europeo, gli organi esecutivi della UE. Se non si cambia diventa più forte il rischio di una<br />
vera e propria crisi del progetto europeo, perché le destre sono in realtà nemiche dell’Europa,<br />
predicano un falso federalismo e vogliono istituzioni “deboli” per favorire i poteri economici forti.<br />
Noi vogliamo rafforzare la partecipazione e la decisione democratica, solo così si potrà cambiare un<br />
sistema economico, politico e mediatico controllato da grandi gruppi economici e da pochi<br />
individui. In caso contrario siamo condannati ad una triste deriva verso un populismo oligarchico e<br />
sempre meno trasparente, già ben visibile in Italia, anche con leggi elettorali che mirano a<br />
provocare un bipartitismo artificiale ben diverso dal pluralismo che c’è sempre stato nel Parlamento<br />
Europeo.<br />
La ricetta economica liberista perseguita dalle destre, al servizio degli interessi di pochi. all’insegna<br />
dell&#8217;ognuno per sé, trascurando la democrazia, l’integrazione sociale, il lavoro, l’ambiente, ha<br />
provocato la crisi economica, esaltata poi dalla bolla finanziaria. La realizzazione dell&#8217;euro, pur con<br />
i problemi che vi sono stati al momento della sua introduzione, in particolare per il mancato<br />
controllo sui prezzi al dettaglio, ha contribuito a ridurre i danni della crisi. Questa crisi economica,<br />
ambientale, sociale, democratica e morale dimostra quanto fosse illusorio affidare alla volontà dei<br />
singoli governi e ai mercati senza regole gli obiettivi sociali della Strategia di Lisbona del 2000.</p>
<p><strong>E’ giunta l&#8217;ora di cambiare.</strong> La grande prospettiva della Costituzione democratica si è infranta in<br />
questi anni per mancanza di determinazione nel difendere i valori dell&#8217;Europa: pace, disarmo,<br />
democrazia, lavoro, ambiente, diritti civili e sociali. Noi non rinunceremo a questi valori e ci<br />
impegneremo per rilanciare il progetto costituzionale attraverso un percorso che renda protagonisti i<br />
popoli, i soggetti sociali, le intellettualità. E&#8217; dunque decisivo che nel Parlamento Europeo siano<br />
presenti i deputati della lista &#8220;SINISTRA e LIBERTA&#8217;&#8221; che vogliono questo cambiamento e che<br />
hanno già dimostrato di saper lavorare per questo obiettivo.</p>
<p><em>L’attività dei parlamentari europei che aderiscono a Sinistra e Libertà</em><br />
La nostra esperienza in questi anni ha dimostrato la possibilità e l’utilità di lavorare insieme e sugli<br />
stessi obiettivi pur partendo da gruppi diversi: Socialisti, Verdi, Sinistra Unitaria. Tutti i momenti<br />
importanti della legislatura che si conclude hanno visto protagonisti i parlamentari che ora fanno<br />
parte di SINISTRA e LIBERTA&#8217;: dal “pacchetto clima” alla direttiva REACH sulle sostanze<br />
chimiche; dal 7° programma quadro sulla ricerca e la tecnologia all’opposizione alle 65 ore di<br />
lavoro settimanali; dalla battaglia contro la proposta della destra di liberalizzazione estrema dei<br />
servizi (Bolkestein) alle leggi sull&#8217;immigrazione e la protezione dei dati; dalla mobilitazione contro<br />
la pena di morte e per la chiusura di Guantanamo alla verità sui voli illegali della Cia di Bush e a un<br />
indirizzo di pace in Medio Oriente. Con una presenza costante ai lavori parlamentari e un &#8220;gioco di<br />
squadra&#8221; che si é rivelato vincente, è stato possibile orientare l&#8217;atteggiamento dell&#8217;UE nei confronti<br />
dell&#8217;Italia a favore delle politiche migratorie e contro le discriminazioni, sulla concentrazione dei<br />
media, sulla gestione dei rifiuti e controbattere le bugie del governo a proposito dei costi del<br />
pacchetto energia. Abbiamo anche contribuito a fare del Parlamento Europeo la casa degli europei,<br />
aprendolo a centinaia di militanti e membri di associazioni. Abbiamo usato il Parlamento Europeo<br />
come uno strumento al servizio dei cittadini, raccogliendo le istanze di gruppi e comitati e portando<br />
all&#8217;attenzione dell&#8217;UE situazioni di illegalità e sperpero di denaro pubblico che hanno condotto<br />
all’avvio dei controlli e all&#8217;apertura di procedure di infrazione. Ci siamo battuti per una riduzione<br />
dei costi della politica, ottenendo innanzitutto la riduzione degli stipendi degli europarlamentari<br />
italiani equiparandoli a quelli degli altri paesi.</p>
<p><strong>LE NOSTRE IDEE E I NOSTRI IMPEGNI PER LA PROSSIMA LEGISLATURA<br />
EUROPEA</strong><br />
<strong>A. Combattere la crisi con un nuovo sviluppo e la riforma ecologica dell’economia</strong><br />
A1) L’Unione Europea non sta affatto affrontando in modo efficace la crisi. Quando dispone di<br />
poteri e competenze reali, come é stato nel caso della legislazione sui cambiamenti climatici<br />
(pacchetto energia) l&#8217;UE ha dimostrato di sapere agire prima degli altri e in modo coeso. Sulla crisi<br />
finanziaria ed economica non é cosi: per diverse ragioni. Ha influito negativamente la politica<br />
seguita dalla Banca centrale europea che, fino a poco tempo fa, ha prodotto innalzamenti del costo<br />
del danaro, inseguendo l&#8217;unico obiettivo del contenimento di un&#8217;inflazione peraltro già bassa;<br />
quando poi è passata alla riduzione dei tassi la crisi aveva già invertito le tendenze economiche<br />
volgendo verso la recessione. Ha pesato la mancanza di strumenti europei che obblighino i governi<br />
a trovare un accordo su interventi comuni e coordinati di politica economica; ha pesato la scelta di<br />
fare ognuno per sé, anche per cercare un facile consenso con misure elettoralistiche e<br />
tendenzialmente protezionistiche. I piani che si sfornano continuamente e in modo scoordinato non<br />
riescono ad avere un impatto reale né sui mercati finanziari, né sulla fiducia degli investitori, né<br />
tantomeno sull’economia reale. La Commissione Barroso, che in questi anni si è sempre opposta a<br />
misure legislative per regolare i mercati finanziari e favorire il credito alle imprese “virtuose”, oggi<br />
non sa gestire né guidare la risposta alla crisi. Una strada europea di rilancio è indispensabile. Per<br />
questo la UE deve diventare un soggetto politico capace di decisioni efficaci, sia per quanto<br />
riguarda la situazione interna sia per quanto riguarda la sua proiezione internazionale.<br />
L’Unione Europea deve farsi sostenitrice della convocazione in ambito Onu di una conferenza<br />
mondiale sui problemi economici, monetari e finanziari, al fine di costruire un sistema di cambi<br />
regolati tra le monete; di assumere misure contro la speculazione finanziaria mondiale, come<br />
l’istituzione di una tassa, con aliquota bassa, sulle transazioni di capitale a scopo puramente<br />
speculativo (la Tobin tax); di combattere i paradisi fiscali e tutte le forme di evasione fiscale; di<br />
limitare drasticamente la creazione e la circolazione dei titoli derivati; di riformare il ruolo delle<br />
istituzioni internazionali nate dall’accordo di Bretton Woods del 1944, quali la Banca Mondiale e il<br />
Fondo Monetario Internazionale. Occorre riportare le funzioni di governo del commercio mondiale<br />
all’interno delle competenze dell’Onu, visto la clamorosa crisi del WTO, riproporre il rilancio<br />
dell’economia mondiale su basi di convergenza fra i vari paesi e per combattere concretamente i<br />
cambiamenti climatici, il fenomeno della fame e della povertà.</p>
<p>A2) Il Patto di stabilità e di crescita di Maastricht è legato al passato, ad una situazione economica e<br />
politica che la attuale crisi ha completamente superato. Infatti, i vincoli di bilancio in esso contenuti<br />
vengono continuamente violati dai paesi più forti che hanno bisogno di rilanciare le loro economie.<br />
Tutta l’Europa, in particolare i paesi di nuovo ingresso e quelli del Mezzogiorno d’Europa, hanno<br />
bisogno di una politica economica espansiva che si fondi su nuovi modelli di sviluppo e di<br />
consumo. Per questo vanno ridiscussi criteri e vincoli del Patto, introducendo parametri<br />
occupazionali e ambientali. La stessa funzione della Banca Centrale Europea (BCE) va ripensata.<br />
La sua missione non può essere limitata a quella del contenimento dell’inflazione, che, a causa della<br />
grave recessione economica in atto, è naturalmente su valori bassi. Al contrario deve prevalere il<br />
ruolo di finanziamento dell&#8217;economia reale, in particolare in settori innovativi dove vi è bisogno di<br />
intensificare gli investimenti. Tra il Parlamento Europeo e la BCE deve intercorrere una relazione<br />
nella quale il primo traccia le linee di fondo della politica economica e la seconda, nella piena<br />
autonomia delle proprie scelte specifiche, concorre alla realizzazione di quegli obiettivi. In questo<br />
quadro, deve avere maggiore importanza la relazione annuale del presidente della BCE al<br />
Parlamento Europeo e il conseguente dibattito parlamentare deve assumere un ruolo di indirizzo per<br />
l’istituto finanziario. Il mercato finanziario europeo può essere messo al servizio degli interessi<br />
pubblici, anche attraverso nuove forme di finanziamento quali gli Eurobond, per evitare di<br />
peggiorare la situazione del debito nazionale dei vari paesi. Nel 2010 comincerà la difficile<br />
discussione per la riforma del bilancio comunitario e dobbiamo evitare che si arrivi all&#8217;ennesimo<br />
indebolimento del quadro europeo di sostegno finanziario.</p>
<p>A3) Va incrementata la quota di investimenti pubblici destinati alla formazione, alla ricerca, alla<br />
innovazione. Questa è la terapia d’urto per competere nel mercato mondiale sulla qualità, non certo<br />
sul costo del lavoro o sulla distruzione dell’ambiente. Queste scelte devono guidare una nuova<br />
politica industriale dell’Europa. Conseguentemente vanno scartate ipotesi di ritorno a forme<br />
autarchiche che pure, di fronte alla crisi, si affacciano con sempre maggiore insistenza. Dall&#8217; attuale<br />
La pesante recessione ha le sue radici non solo nelle distorsioni della finanza dei derivati, ma anche<br />
in un regime di bassi salari e di precarizzazione del mercato del lavoro, di disuguaglianza nella<br />
distribuzione del reddito fra i vari paesi e le regioni, che hanno compresso la domanda interna. Si<br />
può uscire solo solo puntando su un &#8220;green deal&#8221; mondiale, un nuovo corso economico<br />
ecologicamente e socialmente sostenibile a livello planetario. A questo &#8220;green deal&#8221; la UE può e<br />
deve dare un contributo decisivo. In particolare la Unione Europea deve tenere fede agli impegni<br />
assunti, al proprio interno e nelle sedi internazionali, rafforzando il protocollo di Kyoto con gli<br />
ulteriori obiettivi europei di riduzione di CO2, puntando con decisione e assoluta priorità sulle<br />
energie rinnovabili, che possono dare sviluppo a un nuovo tipo di politica industriale. Tutto questo<br />
richiede una semplificazione burocratica del modo di funzionare del mercato interno della Ue. Va<br />
preservato e valorizzato il ruolo del sistema delle piccole e medie imprese sostenendo la loro<br />
proiezione sul mercato mondiale globalizzato. La costruzione di moderne infrastrutture, di trasporti<br />
e comunicazioni sia fisiche che telematiche (internet veloce di seconda generazione), è strategica<br />
per la crescita civile, oltre che economica, delle società europee, ma, proprio per questo, deve essere<br />
condivisa dalle popolazioni locali.</p>
<p><strong>B) Un nuovo modello sociale, ambientale, tecnologico</strong><br />
B1) Il cuore di una nuova politica economica e sociale europea deve essere la tutela del lavoro,<br />
della sua stabilità e continuità. Per questo proponiamo un Patto europeo per l’Occupazione e un uso<br />
mirato delle risorse del Fondo sociale europeo. Poiché bassi salari e precarizzazione del lavoro sono<br />
le cause di fondo della attuale crisi, la Ue deve promuovere una politica di piena occupazione e di<br />
elevazione della qualità del lavoro; sostenere la convergenza dei salari e delle retribuzioni europee<br />
per eliminare le differenze di retribuzione per lo stesso lavoro fra zona e zona, e tra i sessi, anche<br />
grazie alla determinazione di un salario minimo orario europeo. Occorre favorire gli accordi tra le<br />
parti sociali che si propongono di evitare e di mettere in mora i licenziamenti e combattere la<br />
precarizzazione del rapporto di lavoro, riportando la flessibilità entro confini fisiologici in base al<br />
principio che la forma normale e prevalente del rapporto di lavoro deve essere a tempo<br />
indeterminato. Vanno estese le forme di protezione del reddito, introducendo forme di salario<br />
sociale ai disoccupati di lungo periodo e agli inoccupati per favorire la ricerca di nuovi posti di<br />
lavoro. Va promossa l’estensione dei diritti nel mondo del lavoro secondo criteri universalistici e<br />
paritari e garantire l’esercizio pieno e libero dell’attività sindacale e del diritto di sciopero. Va<br />
ripreso il percorso verso una riduzione dell’orario di lavoro, in particolare nel settore manifatturiero,<br />
per liberare nuovi posti di lavoro e aumentare il tempo da destinare alla vita sociale. Bisogna<br />
prevedere che il sistema degli aiuti alle imprese contenga vincoli, per chi li riceve, in modo che non<br />
possa licenziare e sia spinto ad innovare nel senso della sostenibilità ambientale e della sua<br />
responsabilità sociale.</p>
<p>B2) Dopo l’approvazione del pacchetto energia, è ora necessario dirigere gli investimenti pubblici<br />
europei e nazionali verso &#8220;l’economia verde&#8221;; in particolare nella riqualificazione energetica delle<br />
costruzioni e nella vivibilità delle città, nel risparmio energetico, nelle energie rinnovabili, nei trasporti<br />
pubblici, nell&#8217;informatica e nel telelavoro. Questo avrà un triplo vantaggio: ridurrà la nostra<br />
dipendenza energetica, diminuirà le emissioni e rilancerà l’industria europea verso una nuova rivoluzione<br />
ecologica. L’Europa è leader nel settore dell’energia rinnovabile e dell’economia verde. Secondo<br />
stime della Commissione Europea, ci sono già 3,5 milioni di lavoratori impegnati nella green<br />
economy in Europa. Con un piano di investimenti coordinato, che tocchi i settori dell&#8217;edilizia, della<br />
produzione energetica e dei trasporti, si possono creare milioni di posti di lavoro qualificati che,<br />
dato il loro forte legame con il territorio, non sono delocalizzabili.</p>
<p>B3) In questo contesto, il ritorno dell&#8217;energia nucleare in Italia e la volontà di usare fondi europei<br />
per finanziare nuove centrali &#8211; da aggiungere a quelli ingenti che già oggi finanziano sicurezza e ricerca-<br />
rappresentano una scelta profondamente sbagliata. L&#8217;energia nucleare non é la soluzione per i<br />
cambiamenti climatici. L&#8217;industria nucleare negli ultimi 30 anni non ha risolto né il problema della<br />
sicurezza, né quello delle scorie radioattive, né quello della proliferazione dal nucleare civile a quello<br />
militare. Imbarcarsi nella costruzione di centrali nucleari di terza generazione, già vecchie oggi,<br />
significa rinunciare a investire in energia pulita. Significa compiere un errore economico oltre che<br />
sul versante della sicurezza e dell’ambiente. Perché non ci sono le risorse per fare tutte e due le<br />
cose, né in Europa né in Italia. O si investe subito in rinnovabili e risparmio energetico, creando<br />
centinaia di migliaia di lavori e imprese verdi; o si punta su poche centrali nucleari fra venti anni,<br />
affidate a grosse imprese in realtà assistite dal denaro pubblico. La scelta da fare é per noi chiara. In<br />
ogni caso è indispensabile che l’Europa si doti di una rete di sicurezza comune capace di tenere sotto<br />
controllo le centrali nucleari già esistenti.</p>
<p>B4) Il modello sociale europeo è stato attaccato dalle destre per farlo assomigliare sempre più a<br />
quello americano, ora la nuova amministrazione statunitense punta oggi alla costruzione di un<br />
sistema sanitario pubblico. In questo grave momento di crisi e insicurezza, é necessario difendere<br />
ed estendere lo spazio pubblico europeo, lo stato sociale, investendo per assicurare il reddito di<br />
base, la formazione e i servizi per i giovani, i disoccupati e i lavoratori precari; garantire il diritto<br />
alla pensione, ai servizi sociali via via integrati verso l&#8217;alto. In questo senso riteniamo un delitto il<br />
dirottamento dei Fondi europei per le aree sottoutilizzate (FAS) verso il finanziamento di grandi<br />
infrastrutture inutili o non prioritarie come il Ponte sullo Stretto, recentemente decise dal governo<br />
italiano. La crescita e il miglioramento della società civile europea, a partire dai paesi e dalle<br />
regioni (come il Mezzogiorno d’Italia) che più ne hanno bisogno, può e deve diventare un potente<br />
volano per l’economia nel suo complesso, sia quella pubblica che quella privata, rivoluzionando il<br />
principio di indicatori dello sviluppo qualitativo e non solo quantitativo come il PIL.</p>
<p>B5) L&#8217;UE non può prescindere dall&#8217;obiettivo di costruire una &#8220;Società della Conoscenza&#8221; dove il<br />
libero accesso al sapere venga tutelato e il diritto alla formazione riconosciuto come diritto<br />
fondamentale di ogni essere umano. Vanno impegnate maggiori risorse nel triangolo &#8216;Formazione,<br />
Ricerca, Innovazione&#8217; e va costruita una politica comune e condivisa su grandi scelte: dalla ricerca<br />
scientifica, alla formazione, dalla scuola pubblica di qualità, all&#8217;universalità di accesso a strumenti<br />
ormai indispensabili come internet. L’Europa deve guadagnare terreno e diventare protagonista,<br />
mettendo in campo formazione continua per tutta la vita, scuola pubblica di qualità, ricerca e<br />
università adeguatamente finanziate prioritariamente con denaro pubblico. Non possiamo accettare<br />
la “riforma Gelmini” della scuola e dell’università che taglia arbitrariamente risorse portando<br />
l’Italia fuori dall’Europa; Allo stesso modo è sempre l&#8217;Europa che deve costruire le condizioni per<br />
una grande riforma del diritto allo studio, avendo l&#8217;obiettivo di garantire a tutti i soggetti in<br />
formazione, a prescindere dalle condizioni sociali di partenza, il reale e autonomo accesso ai<br />
percorsi formativi. Per questa ragione vanno individuati parametri europei che stabiliscano i servizi<br />
di welfare minimi (casa, trasporti, sussidi) rivolti agli studenti e le studentesse in tutti gli Stati<br />
membri. Sempre con tali obiettivi è necessaria una riforma dei parametri di valutazione della qualità<br />
dell&#8217;istruzione pubblica che metta al centro non più soltanto la conoscenza come risorsa economica,<br />
ma innanzitutto il sapere e l&#8217;apprendimento come risorsa sociale e civile, invertendo i processi di<br />
mercificazione e privatizzazione in atto. Al tempo stesso dovrà valorizzare la capacità e il merito, le<br />
competenze migliori degli insegnanti, ponendo fine ai clientelismi accademici e alle discriminazioni<br />
per origine familiare.</p>
<p>B6) I servizi pubblici ed i beni comuni sono parte indispensabile del modello sociale europeo,<br />
perchè garantiscono accesso uguale e universale ai diritti; le associazioni dei cittadini devono avere<br />
voce, perché i servizi siano adeguati e di qualità e ne sia garantito il valore sociale e pubblico. Un<br />
esempio importante in questo senso é l&#8217;acqua, che deve essere diritto universale e non una merce<br />
così come l&#8217;energia, la salute, l&#8217;istruzione o la mobilità. La difesa e l’allargamento dello spazio<br />
pubblico europeo richiede quindi il protagonismo dei cittadini e dei soggetti sociali, quindi un<br />
potenziamento della democrazia anche nelle decisioni di politica economica. L&#8217;applicazione della<br />
direttiva &#8220;Servizi&#8221; non deve reintrodurre ciò che il Parlamento, anche grazie a noi, ha bocciato.<br />
Ribadiamo con forza il nostro impegno a riportare all&#8217;ordine del giorno della UE una direttiva sui<br />
servizi pubblici, come chiesto dalla petizione della Confederazione Europea dei Sindacati (CES),<br />
che la Commissione Barroso ha sempre rifiutato di presentare.</p>
<p>B7) La politica europea dei trasporti e i criteri di finanziamento europeo delle infrastrutture non<br />
hanno ancora portato ad un deciso passaggio dalla gomma alla ferrovia; la priorità sarà allora<br />
lavorare perché vengano valorizzati il trasporto pubblico urbano e le reti ferroviarie, nell’ottica di<br />
integrare meglio trasporto ferroviario a lunga distanza con reti urbane e locali, di togliere traffico<br />
pesante dalle strade, investendo anche sui porti e sulle autostrade del mare.</p>
<p>B8) Per rilanciare gli investimenti nella green economy e per una nuova politica industriale é<br />
necessario mettere fine ai paradisi fiscali, alle pratiche di elusione fiscale e all’evasione, e<br />
incrementare la lotta contro il riciclaggio di denaro, sia nell’Unione Europea che a livello<br />
internazionale, così che tutti gli attori del mercato paghino la loro giusta quota di imposte nei Paesi<br />
nei quali operano e per sottomettere il potere delle istituzioni finanziarie al controllo democratico.<br />
E’ necessario avviare in modo deciso un processo di armonizzazione fiscale nel contesto europeo<br />
tale da non penalizzare il lavoro a favore della rendita; la generalizzazione di criteri di prelievo<br />
fiscale improntati alla progressività, sgravando contemporaneamente i redditi più bassi.</p>
<p>B9) La necessità di concentrare gli sforzi contro la recessione, di potenziare la capacità di spesa<br />
pubblica senza appesantire i deficit di bilancio o aggravare il prelievo fiscale sui redditi da lavoro,<br />
rendono necessaria la introduzione di forme di tassazione dei grandi patrimoni, tutelando invece il<br />
risparmio; in sostanza di una tassa sulle grandi ricchezze , che tenga conto delle forme moderne in<br />
cui queste oggi si articolano, in modo da fare contribuire in modo più rilevante i ceti privilegiati alla<br />
necessaria ricostruzione economica.</p>
<p>B10) Una parte molto importante della discussione sulla riforma del bilancio dell&#8217;UE verterà sulla<br />
Politica Agricola Comune (PAC). L&#8217;anno prossimo inizieranno le discussioni sulla sua riforma: noi<br />
non pensiamo che sia necessario ridurre la spesa per la politica agricola, ma sicuramente é<br />
indispensabile qualificarla e riorientarla, favorendo la qualità dei prodotti e il lavoro agricolo anche<br />
e soprattutto nelle sue forme di produzione biologica; diffondendo la pratica del ciclo corto e della<br />
stagionalità, per ridurne i costi economici e ambientali; abbattendo il ricorso ai pesticidi;<br />
escludendo in qualsiasi forma l&#8217;uso di Organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura. Il<br />
tutto all&#8217;interno di un sistema agricolo che abolisca la rendita parassitaria sui fondi comunitari, che<br />
dovrebbero, invece, essere attribuiti solo a chi trae il suo reddito dall&#8217;attività agricola in sé.<br />
Insomma, un&#8217;agricoltura di qualità, che contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici, salvaguarda<br />
il territorio e il reddito dei lavoratori agricoli e sia libera da OGM. Una scelta questa innanzitutto<br />
economica, a favore dell’agricoltura italiana ed europea di qualità, che non preclude la libertà di<br />
ricerca scientifica in ambiente protetto e in sicurezza. L’Europa, infine, deve riconoscere e<br />
promuovere il benessere e i diritti degli animali.</p>
<p><strong>C. Un’Europa più giusta: democrazia, diritti civili e diritti sociali</strong><br />
C1) Diritti sociali e diritti di cittadinanza sono inscindibili perché insieme garantiscono giustizia<br />
sociale e libertà individuale. L’estensione dei diritti anche fuori dei confini europei è lo strumento<br />
più utile a contrastare il dumping sociale e le tentazioni protezionistiche. Dobbiamo andare verso<br />
una vera cittadinanza europea. La libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi è alla<br />
base della costruzione europea, ma senza diritti comuni e condivisi questa crollerebbe. Occorre<br />
abbattere tutti gli ostacoli che impediscono ai cittadini di spostarsi facilmente e liberamente in tutta<br />
l’Unione per studiare, esercitare una professione, curarsi o per altri motivi. Vogliamo per questo<br />
riscrivere la direttiva sulla mobilità dei lavoratori europei, perché sia stabilito, una volta per tutte,<br />
che i contratti di lavoro e le condizioni salariali e di sicurezza non sono aggirabili con il distacco dei<br />
lavoratori da un paese UE all’altro. Questo spazio comune di circolazione è anche la migliore<br />
garanzia di sicurezza, che oggi non è più assicurata da anacronistici confini, ma dall’unità dello<br />
spazio giuridico e dal coordinamento tra le forze di polizia. La cittadinanza europea sarà anche il<br />
definitivo riconoscimento storico del contributo dell’emigrazione italiana alla costruzione<br />
dell’Europa, così come garantirà l’integrazione dei nuovi cittadini dei Paesi dell’Europa orientale a<br />
cui la UE si è recentemente allargata.</p>
<p>C2) Sosteniamo parità e libertà per tutti i cittadini e i residenti dell’UE. Vogliamo un&#8217;Europa laica e<br />
perciò rispettosa di ogni credo religioso e della libertà di non averne nessuno. Proseguiremo nella<br />
nostra azione affinché sia approvata la Direttiva europea orizzontale contro ogni forma di<br />
discriminazione in ragione del sesso, della razza, della religione, dell’età, dell’handicap,<br />
dell’orientamento sessuale e identità di genere. Poiché le famiglie europee sono sempre più spesso<br />
composte da cittadini di stati diversi della UE, è necessario lavorare ad una legge che imponga il<br />
riconoscimento dei matrimoni, delle unioni civili e dei diritti parentali legalmente riconosciuti in un<br />
altro stato membro, e anche a un diritto europeo in materia di divorzio e di adozione. Continueremo<br />
a lavorare. Continueremo a lavorare per la fine di ogni forma di omofobia e di transfobia, affinché<br />
le persone gay, lesbiche, trans, possano veder riconosciuti in tutti gli stati europei lo status di<br />
cittadini con pari diritti e pari doveri; per il superamento di politiche proibizioniste che anziché<br />
rafforzare il principio di responsabilità lo indeboliscono con pratiche repressive; per il<br />
riconoscimento delle libere scelte delle persone in materia di cura, contraccezione, salute sessuale e<br />
riproduttiva; per la libertà di ricerca scientifica, inclusa quelle sulle cellule staminali; per il diritto di<br />
morire nella dignità. Sosteniamo il riconoscimento e l’incoraggiamento della diversità linguistica e<br />
culturale dell’Europa, sia quella storica, legata alle tradizioni regionali, sia quella nata dalle novità<br />
portate dalle migrazioni e dalla globalizzazione: questa diversità di lingue e culture, anche religiose,<br />
è stata, è e sarà la nostra più grande risorsa, purché si coniughi con il rispetto e il riconoscimento dei<br />
diritti individuali di tutti.</p>
<p>C3) Vogliamo un Patto Europeo per il progresso sociale, che stabilisca obiettivi e standard comuni<br />
per le politiche sociali, sanitarie ed educative nazionali, così come si sono stabiliti per le politiche di<br />
bilancio. Questo deve valere anche per le politiche di inclusione dei migranti e per un sistema<br />
comune di asilo europeo per i rifugiati e i profughi che chiedono protezione da guerre, dittature o<br />
disastri ambientali. Vogliamo un’Europa in cui i milioni di persone attive nel mondo del<br />
volontariato, del non-profit, del terzo settore e della società civile abbiano sempre più influenza<br />
sulle decisioni pubbliche, perché la solidarietà diventi predominante nelle politiche europee.</p>
<p>C4) In Europa vivono e lavorano già oggi milioni di migranti. Negli anni scorsi si è concentrata<br />
l’attenzione sui problemi legati all’ingresso e al soggiorno, come se quello dell’immigrazione fosse<br />
un problema passeggero. Al contrario, si tratta di un fenomeno permanente, che richiede standard<br />
comuni per l’immigrazione legale nei paesi dell’Unione Europea, sulla base di eguali diritti e<br />
responsabilità e sul mutuo rispetto. Vogliamo una politica d’inclusione che preveda diritti di<br />
cittadinanza e di espressione, oltre che pari diritti tra migranti e cittadini della UE nei luoghi di<br />
lavoro o di studio. L’Europa non può, e quindi non deve, chiudere i confini ai migranti, che sono un<br />
elemento necessario dell’economia globale e di un mondo sempre più interconnesso. Se saranno<br />
garantite opportunità di accesso e di inclusione, sarà anche più agevole la necessaria politica di<br />
governo dell’immigrazione e di deciso contrasto del traffico di esseri umani. In ogni caso i diritti<br />
umani fondamentali, a partire da quello alla salute e alla tutela dei minori, vanno garantiti anche ai<br />
migranti non regolari. Siamo a favore del diritto di voto nelle elezioni locali dei cittadini<br />
extracomunitari residenti, sull’esempio di altri paesi europei. La lotta al razzismo e il principio di<br />
non discriminazione etnica e religiosa sono pilastri della UE. Occorre lavorare per consolidarli<br />
anche in Italia dove le manifestazioni di razzismo negli ultimi anni sono diventate sempre più<br />
frequenti e allarmanti.</p>
<p>C5) L’Unione Europea ha avuto un ruolo importante nel promuovere la parità tra i sessi e la libertà<br />
delle donne. Le donne devono poter essere libere di decidere di sé e del proprio corpo:<br />
l’autodeterminazione femminile resta per noi un principio fondante. La crisi, tuttavia, potrebbe<br />
costringere le donne ad arretrare sia rispetto all’inserimento nel mondo del lavoro, sia rispetto alla<br />
partecipazione ai luoghi di decisione politica ed economica, riconducendole ad un esclusivo ruolo<br />
familiare. SINISTRA e LIBERTA&#8217; si impegna perché ciò non accada e le donne siano libere di<br />
decidere di sé e del proprio corpo. Sosterremo le azioni positive, le pari opportunità, l’eliminazione<br />
di tutte le forme di discriminazione, a partire dalla parità salariale e di reddito previdenziale tra<br />
lavoratori e lavoratrici. Ci impegneremo per garantire alle donne l’accesso al lavoro e alla<br />
progressione nelle carriere; per la democrazia paritaria a tutti i livelli istituzionali; per combattere la<br />
violenza nelle sue diverse forme , a partire da quella domestica, inclusa la lotta al traffico di esseri<br />
umani che riguarda in prevalenza donne e minori . Contrasteremo le politiche di falsa parità, come<br />
quelle che vogliono parificare l’età di pensionamento di donne e uomini, senza alcun<br />
riconoscimento sociale del lavoro di cura.</p>
<p>C6) Per la prima volta in Europa i giovani hanno di fronte a loro la prospttiva di stare peggio dei<br />
loro padri. Occorre ribaltare questa prospttiva con politiche capaci di valorizzare le giovani<br />
generazioni minacciate dal precariato nuove tutele e diritti. I giovani devono essere i protagonisti<br />
della nuova Europa, perciò va favorita la loro educazione “europea”, estendendo programmi come<br />
Erasmu anche ai giovani lavoratori; va sostenuta la loro autonomia, attraverso il potenziamento di<br />
borse di studio e altre forme di reddito; va favorita la loro mobilità all’interno dell’Unione e la loro<br />
creatività scientifica e artistica attraverso programmi di scambio di esperienze culturali e lavorative.</p>
<p>C7) L’Europa sta invecchiando; l’attesa di vita, grazie ai sistemi di protezione sociale è aumentata,<br />
ma i giovani sono limitati nell’esercizio della loro indipendenza, persino nei progetti di paternità e<br />
maternità, dall’incertezza sul futuro. L’invecchiamento della popolazione non si affronta riducendo<br />
la spesa previdenziale pubblica (ridurre le risorse per una popolazione che aumenta equivale a<br />
programmarne l’impoverimento) né aumentando l’età di pensionamento, senza considerare la<br />
differenza tra i diversi percorsi lavorativi più o meno usuranti. In una società che invecchia non sarà<br />
possibile sostenere i giovani senza aumentare la produttività sociale degli anziani e valorizzare<br />
l’enorme esperienza accumulata dai cittadini e cittadine senior. E’ necessaria una politica che aiuti i<br />
giovani ad affrontare le responsabilità familiari e gli anziani a mantenere una vita dignitosa e attiva.<br />
Perciò proponiamo che venga istituito e accresciuto il diritto al congedo di maternità e paternità in<br />
tutta Europa secondo gli standard più alti, per garantire l’accesso ai servizi per l’infanzia; che si<br />
incentivi la creazione di reti di servizi per gli anziani; che si progettino programmi internazionali di<br />
scambi e volontariato per gli over 60; che si confermi la necessità di garantire pensioni pubbliche<br />
dignitose.</p>
<p><strong>D. L’Europa nel mondo.</strong><br />
D1) Per combattere la crisi serve più democrazia e partecipazione. L&#8217;Europa deve darsi questo<br />
obiettivo. Deve farsi promotrice di una riforma di tutte le strutture globali. Va riformato l&#8217;ONU<br />
come perno di un possibile nuovo spazio pubblico mondiale. Il che richiede il superamento degli<br />
anacronistici criteri di funzionamento delle Nazioni Unite e soprattutto del Consiglio di sicurezza.<br />
Siamo favorevoli ad un seggio per l’Unione Europea in un Consiglio di sicurezza riformato. Come<br />
per il clima occorrono strutture ONU per l&#8217;economia, riportando quindi al suo interno le funzioni di<br />
governo del commercio mondiale finora delegate al WTO. La democrazia è la grande questione<br />
aperta come ci dicono i movimenti mondiali e di cui ci parla anche l&#8217;esperienza della nuova<br />
America Latina. L’Unione europea ha grandi responsabilità per un mondo più giusto, per la pace, il<br />
disarmo e la sicurezza, ma pochi strumenti a disposizione per realizzarle. Il nostro impegno é a<br />
favore di una politica estera comune della UE, coerente con i suoi valori fondanti.</p>
<p>D2) E&#8217; prioritario il rafforzamento della dimensione politica euromediterranea; l&#8217;integrazione dei<br />
Balcani; la cooperazione economica con Russia, Cina e India. Questo rafforza il ruolo di pace<br />
dell’Europa nel contesto mondiale. La soluzione del conflitto israelo-palestinese è fondamentale per<br />
l&#8217;affermazione della pace e lo sviluppo delle relazioni in tutto il bacino del Mediterraneo e può<br />
ottenersi soltanto con il conseguimento dell&#8217;obiettivo dei &#8220;due popoli due stati&#8221;, per raggiungere il<br />
quale la UE deve assumere un ruolo più attivo, coerente e tempestivo.</p>
<p>D3) E&#8217; poi da rafforzare la cooperazione di polizia, giudiziaria e dei servizi di sicurezza nel<br />
combattere, nel rigoroso rispetto dei diritti umani e della legalità, il traffico di droga, la corruzione,<br />
le mafie e il terrorismo. Proponiamo di rafforzare su scala europea la lotta alla criminalità<br />
organizzata, estendendo l’uso di misure e strumenti come la confisca e l’obbligo dell’uso sociale dei<br />
beni sottratti alla mafia.</p>
<p>D4) La UE deve sostenere il sistema di commercio multilaterale ed orientarlo a beneficio dei Paesi<br />
in via di sviluppo. Vanno quindi regolate le ragioni di scambio su basi di reciprocità e di parità;<br />
bisogna evitare la speculazione sui prezzi delle derrate alimentari; garantire che tutti gli accordi<br />
commerciali stipulati dall’UE prevedano clausole appropriate a favore dei diritti umani, sociali e<br />
ambientali. Lavoreremo per promuovere la diffusione del commercio equo e solidale in Europa.<br />
Alla UE spetta un grande ruolo nella lotta contro la fame, la povertà e per lo sviluppo della<br />
cooperazione internazionale. Gli obiettivi di sviluppo del Millennio fissati dall’ONU possono e<br />
devono essere integrati dalla strategia europea di uscita dalla crisi, nella realizzazione di un nuovo<br />
corso economico verde mondiale e con più intense relazioni con i paesi del grande continente<br />
africano. In questo quadro ribadiamo la necessità che la politica di cooperazione sia finanziata<br />
almeno con lo 0,7% del prodotto interno lordo. Siamo per un impulso al processo di disarmo<br />
mondiale, per liberare risorse oggi assurdamente destinate alla produzione di armamenti,<br />
riconvertendo la produzione bellica in produzione di pace.</p>
<p>Scarica il <a href="http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma_europee_sel.pdf">Programma elettorale europee SeL</a></p>
<p>Dì la tua nei commenti a proposito del <strong>Programma elettorale di Sinistra e Libertà</strong></p>
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