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	<title>Elezioni Blog &#187; Programma elettorale PD</title>
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	<description>Sondaggi elezioni, liste candidati, risultati elezioni, exit poll, notizie e commenti</description>
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		<title>Dalla parte delle donne &#8211; Programma elettorale PD</title>
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		<comments>http://elezioni-blog.net/dalla-parte-delle-donne-programma-elettorale-pd/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 23:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni 2010]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Dalla parte delle donne]]></category>
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		<category><![CDATA[Programma elettorale PD]]></category>
		<category><![CDATA[Programma Partito Democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla parte delle donne
La parità tra uomini e donne nelle istituzioni e nella vita economica e sociale del paese è l&#8217;obiettivo che vogliamo raggiungere. Il primo problema da affrontare è quello del lavoro femminile, perché non solo siamo agli ultimi posti in Europa per numero di occupate ma il lavoro delle donne è diventato, con la crisi, ancora più instabile e precario. Il governo nega la crisi e non propone nulla per incentivare il lavoro femminile e per migliorare i servizi pubblici: asili, scuole, assistenza agli anziani, ai disabili. Tutto si scarica sulle famiglie. Le regioni amministrate dal centro sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla parte delle donne<br />
La parità tra uomini e donne nelle istituzioni e nella vita economica e sociale del paese è l&#8217;obiettivo che vogliamo raggiungere. Il primo problema da affrontare è quello del lavoro femminile, perché non solo siamo agli ultimi posti in Europa per numero di occupate ma il lavoro delle donne è diventato, con la crisi, ancora più instabile e precario. Il governo nega la crisi e non propone nulla per incentivare il lavoro femminile e per migliorare i servizi pubblici: asili, scuole, assistenza agli anziani, ai disabili. Tutto si scarica sulle famiglie. Le regioni amministrate dal centro sinistra hanno fatto molto e molto possono ancora fare i nostri candidati e le nostre candidate. In primo luogo promuovere politiche attive per l&#8217;occupazione femminile a partire dal sud d&#8217;Italia, per l&#8217;inserimento lavorativo<br />
delle giovani donne e per la tutela delle lavoratrici atipiche di quelle precocemente espulse dal mercato del lavoro. Vogliamo sostenere le imprese femminili e l&#8217;accesso al credito;<br />
attraverso banche dati dei saperi e delle competenze delle donne è possibile aiutare le carriere femminili;<br />
vogliamo aiutare la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e le aziende che adottano tempi, orari e organizzazione del lavoro “family friendly”;<br />
ci impegniamo a incrementare la rete degli asili nido e dei servizi per l&#8217;infanzia, secondo gli obiettivi che la UE ci assegna, a rilanciare le politiche di prevenzione e la medicina territoriale a partire dai consultori;<br />
vogliamo attuare piani concreti e stanziare risorse contro la violenza sulle donne;<br />
dedicheremo risorse umane ed economiche alla costruzione dei percorsi di cittadinanza e lavoro per le donne immigrate Investiremo di più nella partecipazione delle donne alla vita pubblica e delle istituzioni, con l&#8217;obiettivo di aumentare il numero delle elette nelle prossime elezioni, di comporre giunte paritarie, di designare sempre più donne negli enti e organismi di competenza regionale.</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>Programmi elettorali europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programmi-elettorali-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programmi-elettorali-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 00:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Mancano pochi giorni al 6 e 7 giugno 2009 data in cui si svolgeranno le elezioni europee per eleggere i deputati del parlamento europee ed è curioso notare che alcuni partiti politici non hanno ancora pubblicato il programma elettorale per le elezioni europee, in compenso sappiamo tutto di una ragazzetta diciottenne di nome Noemi&#8230;
Facciamo allora un riassunto dei programmi dei vari partiti:
Programma Popolo della Libertà (ad oggi non è stato pubblicato un programma elettorale, solo questo documento)
Programma Partito Democratico
Programma Italia Dei Valori
Programma Lega Nord
Programma Unione di Centro
Programma Sinistra e Libertà
Programma Rifondazione &#8211; Comunisti Italiani
Programma Liberal Democratici Riformisti
Programma Lista Bonino Pannella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano pochi giorni al 6 e 7 giugno 2009 data in cui si svolgeranno le elezioni europee per eleggere i deputati del parlamento europee ed è curioso notare che alcuni partiti politici non hanno ancora pubblicato il <strong>programma elettorale per le elezioni europee</strong>, in compenso sappiamo tutto di una ragazzetta diciottenne di nome Noemi&#8230;</p>
<p>Facciamo allora un riassunto dei programmi dei vari partiti:</p>
<p><a title="Programma Popolo della Liberta" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Popolo-della-Liberta" target="_blank">Programma Popolo della Libertà</a> (ad oggi non è stato pubblicato un programma elettorale, solo questo <a href="http://www.governoberlusconi.it/page.php?idf=459&amp;ids=492">documento</a>)</p>
<p><a title="Programma Partito Democratico" href="http://elezioni-blog.net/programma-pd-europee-2009/" target="_blank">Programma Partito Democratico</a></p>
<p><a title="Programma Italia Dei Valori" href="http://elezioni-blog.net/programma-idv-europee-2009/" target="_blank">Programma Italia Dei Valori</a></p>
<p><a title="Programma Lega Nord" href="http://elezioni-blog.net/programma-lega-nord-europee-2009/" target="_blank">Programma Lega Nord</a></p>
<p><a title="Programma Unione di Centro" href="http://elezioni-blog.net/programma-udc-europee-2009/" target="_blank">Programma Unione di Centro</a></p>
<p><a title="Programma Sinistra e Libertà" href="http://elezioni-blog.net/sinistra-e-liberta%e2%80%99-programma-elettorale-europee-2009/" target="_blank">Programma Sinistra e Libertà</a></p>
<p><a title="Programma Rifondazione - Comunisti Italiani" href="http://elezioni-blog.net/programma-rifondazione-comunisti-italiani-europee-2009/" target="_blank">Programma Rifondazione &#8211; Comunisti Italiani</a></p>
<p><a title="Programma Liberal Democratici Riformisti" href="http://elezioni-blog.net/programma-ld-europee-2009/" target="_blank">Programma Liberal Democratici Riformisti</a></p>
<p><a title="Programma Lista Bonino" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Lista-Bonino" target="_blank">Programma Lista Bonino Pannella</a> [non è stato trovato un programma vero e proprio ]</p>
<p><a title="Programma Movimento Sociale Fiamma Tricolore" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Movimento-Sociale-Fiamma-Tricolore" target="_blank">Programma Movimento Sociale Fiamma Tricolore</a> [attualmente non c'è un programma elettorale]</p>
<p><a title="Programma Partito Comunista dei lavoratori" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Partito-Comunista-lavoratori" target="_blank">Programma Partito Comunista dei lavoratori</a> [attualmente non c'è un programma elettorale]</p>
<p><a title="Programma Movimento per l'autonomia" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Movimento-autonomia" target="_blank">Programma Movimento per l&#8217;autonomia</a> [attualmente non c'è un programma elettorale]</p>
<p><a title="Programma Forza Nuova" href="http://elezioni-blog.net/programma-forza-nuova-europee-2009/" target="_blank">Programma Forza Nuova</a></p>
<p>Nei commenti puoi dire cosa ne pensi di questi programmi elettorali per le europee 2009.</p>
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		<title>Programma PD Europee 2009</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/programma-pd-europee-2009/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/programma-pd-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 22:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco per sommi capi il Programma elettorale del PD per le Elezioni europee 2009, il programma completo del Partito Democratico si può scaricare alla fine dell&#8217;articolo.
1. Rilanciare la crescita e l’integrazione interna

Quello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimenti
per lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e delle
misure di stimolo all’economia.
Le vie da percorrere sono le seguenti:

l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;
la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco per sommi capi il <strong>Programma elettorale del PD</strong> per le Elezioni europee 2009, il programma completo del Partito Democratico si può scaricare alla fine dell&#8217;articolo.</p>
<p><strong>1. Rilanciare la crescita e l’integrazione interna<br />
</strong><br />
Quello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimenti<br />
per lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e delle<br />
misure di stimolo all’economia.</p>
<p>Le vie da percorrere sono le seguenti:</p>
<ul>
<li>l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;</li>
<li>la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture e attività di ricerca (certificati nella loro rilevanza europea dalla Banca Europea degli Investimenti);</li>
<li>la revisione e un adeguamento del bilancio comunitario alle sfide che l’Unione deve affrontare: un bilancio che renda possibili investimenti da concentrare nel campo della ricerca, della formazione superiore, dell’innovazione tecnologica;</li>
<li>la emissione di titoli del debito pubblico europeo per finanziare grandi investimenti a favore della crescita. L’obiettivo è consentire ai paesi europei ad un tempo il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e l’innalzamento dei livelli di ricerca scientifica e tecnologica in accordo con il perseguimento della Strategia di Lisbona;</li>
<li>un forte sistema di regolazione e supervisione finanziaria e bancaria, integrato con la Bce e con gli Enti nazionali, per esercitare un efficace controllo ai vari livelli incluso quello sugli attori finanziari che operano su scala continentale;</li>
<li>limiti sulle retribuzioni e sui bonus dei dirigenti in modo che i loro compensi non prescindano dai risultati e nuove regole per prevenire conflitti d’interesse.</li>
</ul>
<p><strong><br />
2. Nuove politiche redistributive</strong></p>
<ul>
<li>Mettere a regime e rafforzare il Fondo costituito per sostenere i lavoratori e le imprese colpite dalla concorrenza internazionale: è necessario un finanziamento adeguato se si vuole che il Fondo dia un sostegno effettivo e non si riduca ad interventi simbolici.</li>
<li>Adottare ammortizzatori sociali universali, del reddito minimo e dei sostegni ai bassi salari. Si tratta di misure di grande attualità e che danno un senso concreto all’Europa sociale.</li>
<li>Promuovere politiche comuni per la buona occupazione, specie dei gruppi più deboli sul mercato del lavoro, riducendo le diseguaglianze sociali nei paesi dell’Unione.</li>
</ul>
<p><strong>3. Un’Europa protagonista della “green economy”<br />
</strong><br />
La Comunità europea era nata anche per l’energia, quella spinta iniziale va rinnovata.<br />
Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centrodestra, che aveva nell’amministrazione Bush l’unico partner occidentale affine in atteggiamenti scettici e persino negazionisti.</p>
<p>La sfida dell’ambiente si incrocia poi in particolare in Italia con quella dell’innovazione<br />
e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia e vede nella<br />
vitalità delle nostre imprese un’importante strumento.</p>
<p><strong>4. Un’Europa più vicina alle nuove generazioni<br />
</strong><br />
Istruzione, innovazione, mobilità sono alla base di una cittadinanza europea attiva. Questo comporta maggiori sostegni per quelle azioni e quei programmi come Erasmus che contribuiscono a creare una cittadinanza europea autentica e vissuta. Erasmus deve diventare obbligatorio in tutte le università.<br />
La mobilità va estesa oltre l’università, sviluppando programmi Erasmus dei funzionari, degli imprenditori, degli insegnanti. Va inoltre promossa nei paesi membri “una educazione civica europea”<br />
perché si impari da piccoli a vivere e riconoscersi come cittadini europei. Importante sarebbe lanciare un programma per un Servizio civile europeo.</p>
<p><strong>5. Un uguaglianza di genere</strong></p>
<p>Aspetto essenziale del programma europeo dei democratici è l’impegno per realizzare l’uguaglianza di genere in Italia e in Europa. Le donne in media guadagnano ancora il 15% in meno degli uomini a parità di lavoro ed è molto più frequente che siano disoccupate, emarginate dal mercato del lavoro per mancanza di posti di lavoro adeguati, o siano impegnate in lavori sottopagati o di basso livello o a tempo parziale.</p>
<p>Proponiamo di creare una Carta europea dei diritti delle donne in tutta l’Unione Europea e per promuovere meccanismi che garantiscano l’uguaglianza di genere in tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica.</p>
<p><strong>6. Contribuire alla definizione di nuove regole della finanza internazionale<br />
</strong><br />
Una efficace regolazione pubblica è necessaria per il buon andamento dei mercati finanziari. Quindi nuove regole per:</p>
<ul>
<li>rinsaldare la coerenza della sua azione esterna unificando la rappresentanza delle sue posizioni nelle istituzioni globali, dalle Nazioni Unite, al G8, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, fino ad arrivare ad avere una voce unica in molte di queste istituzioni. ndispensabile, in ogni caso, è unificare la rappresentanza internazionale della zona euro;</li>
<li>promuovere la ripresa e la conclusione positiva del negoziato multilaterale sul commercio. L’Europa ricaverebbe solo svantaggi da un indebolimento dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle sue regole multilaterali.</li>
</ul>
<p><strong>7. Tutelare il nostro tessuto agricolo</strong></p>
<p>Occorre incrementare il protagonismo internazionale della nostra offerta alimentare. Obiettivo primario è continuare nella valorizzazione del nostro patrimonio di qualità, tradizioni e legami con il territorio. Il Partito democratico è impegnato nella ricerca di soluzioni che preservino e accrescano un patrimonio economico, sociale e ambientale di straordinaria importanza come quello agricolo, anche nell’ottica del processo di partenariato mediterraneo, per fare del Mezzogiorno d’Italia una piattaforma di valorizzazione dell’intera offerta alimentare mediterranea.</p>
<p><strong>8. Governare il fenomeno migratorio<br />
</strong><br />
L’immigrazione è una sfida di carattere economico, sociale e culturale di tale portata da richiedere politiche di ampio respiro e soprattutto una gestione comunitaria e non unilaterale della questione.<br />
La cooperazione europea è essenziale per governare il fenomeno migratorio e promuovere una giusta e responsabile politica rispondente ai bisogni economici dell’Europa e rispettosa dei diritti degli immigrati. Una politica che sia percepita dai cittadini come un’opportunità e non una sfida alla loro sicurezza.</p>
<p>L’immigrazione legale e controllata è la più efficiente forma di contrasto all’immigrazione clandestina. La risposta non è nei ghetti o nella xenofobia ma in politiche che combattano severamente l’immigrazione clandestina, il lavoro nero, il traffico di esseri umani e assicurino l’integrazione. Ciò che ha iniziato a fare l’Europa in questo campo va nella direzione giusta ma è ancora troppo poco. Non si può delegare il controllo delle frontiere esterne dell’Unione e la politica degli accordi internazionali (gli strumenti più efficaci) solo agli Stati membri.</p>
<ul>
<li>Occorre una comune politica di controllo delle frontiere esterne dell’Unione e vanno stipulati da parte dell’Unione Europea accordi di cooperazione e riammissione con i paesi extra europei;</li>
<li>va impostata una politica di integrazione fondata sul rispetto dei doveri e sul progressivo riconoscimento di diritti di partecipazione, rappresentanza e cittadinanza;</li>
<li>va sostenuta una politica comune sull’asilo basata su regole giuste e condivise dai paesi membri dell’Unione per coloro che fuggono da regimi tirannici e da persecuzioni.</li>
</ul>
<p><strong>9. Contrastare il crimine e il terrorismo</strong></p>
<p>Più sicurezza per i cittadini europei significa anche più cooperazione contro il crimine organizzato e il terrorismo. La libera circolazione dei cittadini europei attraverso il sistema di Schengen è una della più importanti realizzazioni europee: non va rimessa in discussione ma va efficacemente garantita attraverso una più forte cooperazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia e di sicurezza europee.</p>
<p>La difesa rigida delle competenze nazionali in materia di sicurezza è una forma di miopia che riduce la risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini. Ecco perché occorre:</p>
<ul>
<li>consolidare la cooperazione delle forze giudiziarie e di polizia degli stati membri al fine di combattere e prevenire la criminalità organizzata, le minacce alla vita e alle libertà dei cittadini;</li>
<li>rafforzare energicamente l’Europol, perché diventi presto una vera e propria Polizia Europea, in grado di contrastare efficacemente le grandi multinazionali del crimine e irrobustire Eurojust e lo spazio giudiziario europeo;</li>
<li>individuare, nella lotta terrorismo, che resta una grave minaccia, più efficaci forme di collaborazione tra le intelligence dei Paesi europei, sino ad un coordinamento stabile sul modello di Europol, dove scambiare informazioni, compiere analisi condivise, promuovere iniziative di prevenzione.</li>
</ul>
<p><strong>10. Dare maggiore consistenza e coerenza all’azione internazionale dell’Unione e costruire una politica di sicurezza e difesa europea</strong></p>
<p>L’Unione europea deve essere sempre di più protagonista nel promuovere la pace, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Per il nostro paese è essenziale costruire una effettiva Unione euromediterranea basata sui principi di cooperazione e solidarietà regionale.</p>
<p>Far sì che il nuovo multipolarismo rafforzi e non indebolisca la cooperazione. L’Unione europea dovrà aumentare gli sforzi per sradicare la povertà nei paesi in via di sviluppo. La nuova legislatura europea 2009/2014 coincide con il tempo rimanente per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Occorre mettere in campo oltre ai programmi di aiuto dell’Unione già esistenti, fonti ulteriori di finanziamento allocando almeno lo 0,7 del prodotto nazionale lordo alla politica di sviluppo e realizzando i programmi in modo più coordinato, efficace e mirato.</p>
<p>Scarica il <a href="http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma-pd-europee-2009.pdf">Programma completo del PD per le europee 2009</a></p>
<p>Dì la tua nei commenti sul <a href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-PD" title="Programma PD" target="_blank" >programma del PD</a> per le elezioni europee 2009 !</p>
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		<item>
		<title>Regionali Sardegna 2009: il programma elettorale di Renato Soru</title>
		<link>http://elezioni-blog.net/regionali-sardegna-2009-il-programma-elettorale-di-renato-soru/</link>
		<comments>http://elezioni-blog.net/regionali-sardegna-2009-il-programma-elettorale-di-renato-soru/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 16:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni regionali Sardegna 2009]]></category>
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		<category><![CDATA[programma elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale PD]]></category>
		<category><![CDATA[Programma elettorale Soru]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali Sardegna 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Soru]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito riportiamo i 7 punti base del programma elettorale di Renato Soru candidato alla presidenza della Regione Sardegna alle prossime elezioni regionali che si svolgeranno il 15 e il 16 febbraio 2009. Renato Soru è il presidente uscente ed è sostenuto dalle liste Pd, Prc, Pdci, Idv, Rosso mori, e Sinistra autonomista.
Autogoverno e riforma della Regione
Una Sardegna capace di autogovernarsi e assumersi responsabilità rivendicando diritti e competenze nei confronti dello Stato, una Regione più chiara, più semplice, più trasparente e meno costosa, al servizio del cittadino.
La vertenza sulle entrate e quella sulle servitù militari sono state tra i momenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito riportiamo i 7 punti base del <strong>programma elettorale</strong> di <strong>Renato Soru</strong> candidato alla presidenza della Regione Sardegna alle prossime elezioni regionali che si svolgeranno il 15 e il 16 febbraio 2009. Renato Soru è il presidente uscente ed è sostenuto dalle liste Pd, Prc, Pdci, Idv, Rosso mori, e Sinistra autonomista.</p>
<p><strong>Autogoverno e riforma della Regione</strong><br />
Una Sardegna capace di autogovernarsi e assumersi responsabilità rivendicando diritti e competenze nei confronti dello Stato, una Regione più chiara, più semplice, più trasparente e meno costosa, al servizio del cittadino.</p>
<p>La vertenza sulle entrate e quella sulle servitù militari sono state tra i momenti più alti della legislatura: hanno significato avere a disposizione gli strumenti finanziari per dare sostanza alla nostra autonomia e investire nello sviluppo, hanno significato pretendere di riavere intere parti del nostro territorio da troppo tempo sottratte. Le riforme istituzionali, a cominciare dalla legge statutaria, sono lo specchio di una società che si mette in moto e si responsabilizza.</p>
<p>Abbiamo raggiunto tanti obiettivi risanando i nostri conti, riformando e semplificando l’amministrazione regionale, nel rispetto della valorizzazione e qualificazione delle risorse umane.</p>
<p><strong>Identità e cultura</strong><br />
Una terra è il suo paesaggio, la sua cultura, la sua lingua, la sua storia, la sua musica. Lo sviluppo della Sardegna non può che partire dall’identità, mai autoreferenziale e chiusa verso l’esterno ma aperta e dialogante, in grado di fare valere capacità e diversità.</p>
<p>Possediamo un patrimonio culturale antico e prezioso, che ci siamo impegnati a sottrarre all’incuria e alla cattiva gestione attraverso leggi, azioni di tutela e una forte azione di divulgazione. Le nostre campagne e i nostri paesi custodiscono risorse e saperi, e per questo abbiamo valorizzato i territori con progetti di sviluppo locale di qualità. La nostra memoria e il nostro modo di interpretarla oggi, anche attraverso ciò che sappiamo produrre, sono quanto di diverso, di antico e di nuovo insieme, possiamo offrire al mondo.</p>
<p>Solo così è possibile avviare uno sviluppo duraturo, che nasce dall’ascolto della nostra terra e crea vere opportunità di crescita.</p>
<p><strong>Conoscenza</strong><br />
Un futuro diverso è possibile solo se sappiamo mettere al primo posto il sapere e la conoscenza.<br />
I nostri giovani, qualunque sia la loro condizione, qualunque età abbiano e ovunque risiedano, devono avere l’opportunità di soddisfare il diritto fondamentale a un’istruzione e formazione di qualità aumentando le competenze, facendo esperienza, imparando le lingue e la cultura del lavoro.</p>
<p>Crediamo in una scuola pubblica di qualità, condizione indispensabile per superare il grave ritardo che la Sardegna ancora soffre nell&#8217;istruzione. Con questa consapevolezza il governo regionale ha investito energie e risorse per un diritto allo studio effettivo.</p>
<p>Ci dobbiamo confrontare con l’Europa e per questo ne abbiamo adottato gli standard, puntando a rafforzare la qualità e l’offerta dell’insegnamento. L’obiettivo è duplice: superare il grave fattore di debolezza rappresentato dal basso livello di istruzione e promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione, per farle diventare un motore di sviluppo per l’economia e l’occupazione.</p>
<p><strong>Sistemi produttivi e politiche del lavoro</strong><br />
L’obiettivo, oggi, è la competitività. Abbiamo lavorato per ridurre la disoccupazione e insieme favorire un’occupazione migliore, incentivando gli investimenti in capitale umano attraverso un mercato del lavoro che riconosca e premi meriti e capacità delle persone. È un modello di sviluppo coerente con le vocazioni del territorio: coglie i vantaggi economici del turismo nel rispetto della sostenibilità ambientale e favorisce un sistema agricolo forte, autonomo, competitivo e differenziato, in grado di valorizzare le diversità della Sardegna.</p>
<p>Il nostro modello di sviluppo difende l’industria esistente e punta ad invertire il processo di reindustrializzazione, contando sull’innovazione tecnologica, sulla qualità del lavoro e dell’ambiente, su un sistema fondato sulla convenienza all’insediamento produttivo e la pratica competitiva d’impresa.<br />
Il lavoro nasce attraverso le imprese, e compito delle istituzioni è creare tutte le migliori opportunità affinché i posti di lavoro possano nascere: con la creazione dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), oggi in Sardegna, prima Regione in Italia, è possibile aprire un cantiere o un’attività in 20 giorni, capovolgendo il rapporto tra la pubblica amministrazione e le imprese.</p>
<p><strong>Infrastrutture e reti di servizio</strong><br />
Per costruire una Regione più veloce, sono state investite ingenti risorse nelle infrastrutture interne: strade migliori e più sicure e un sistema di trasporto pubblico locale in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.</p>
<p>Grazie alla nuova continuità territoriale e all’incremento dei voli low cost i sardi possono viaggiare di più, in tempi brevi e a costi contenuti. Oggi, con l&#8217;aumento dei collegamenti nazionali e internazionali, è possibile raggiungere con voli diretti 53 città e 14 nazioni.</p>
<p>Entro il 2009 tutti i Comuni della Sardegna avranno Internet su banda larga e i cittadini e le imprese di tutto il territorio regionale potranno dialogare con enti e istituzioni e utilizzare i servizi on line.<br />
Abbiamo lavorato per garantire il diritto di accesso alla rete del gas e un costo accettabile dell’energia e riformato il sistema idrico, razionalizzando l’utilizzo dell’acqua.</p>
<p><strong>Solidarietà e coesione sociale</strong><br />
Investire sul sistema pubblico di tutela della salute e del benessere di tutti i sardi: con questa scelta abbiamo messo al primo posto i bisogni delle persone, soprattutto dei più deboli, intervenendo nella sanità, nell’assistenza sociale, nella casa, nei trasporti. Nella sanità, pur partendo da una situazione di grave ritardo, gli obiettivi sono stati quelli di riqualificare i servizi e di risanare i conti, contrastando sprechi e inefficienze. Il percorso avviato è stato complesso e contrastato, ha richiesto uno sforzo culturale, organizzativo e programmatorio del tutto eccezionale, mirato a superare vecchie logiche e interessi economici, politici e professionali.</p>
<p>Nel sociale abbiamo moltiplicato gli interventi a favore delle persone con disabilità, degli anziani non autosufficienti, delle vecchie e delle nuove povertà, dei migranti, dei detenuti, dei sofferenti mentali. Per la prima volta sono state adottate politiche a favore delle famiglie, raddoppiando il sostegno ai bisogni reali, dalla casa alle difficoltà economiche, dall’assistenza agli anziani sino al conciliare il lavoro con l’educazione dei figli. Oggi il sistema di welfare sviluppato in Sardegna può con orgoglio vantare risultati che testimoniano che il cambiamento non solo è necessario, ma è anche possibile.</p>
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