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	<title>Elezioni Blog &#187; Programma elettorale SeL</title>
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	<description>Sondaggi elezioni, liste candidati, risultati elezioni, exit poll, notizie e commenti</description>
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		<title>Programmi elettorali europee 2009</title>
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		<comments>http://elezioni-blog.net/programmi-elettorali-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 00:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Mancano pochi giorni al 6 e 7 giugno 2009 data in cui si svolgeranno le elezioni europee per eleggere i deputati del parlamento europee ed è curioso notare che alcuni partiti politici non hanno ancora pubblicato il programma elettorale per le elezioni europee, in compenso sappiamo tutto di una ragazzetta diciottenne di nome Noemi&#8230;
Facciamo allora un riassunto dei programmi dei vari partiti:
Programma Popolo della Libertà (ad oggi non è stato pubblicato un programma elettorale, solo questo documento)
Programma Partito Democratico
Programma Italia Dei Valori
Programma Lega Nord
Programma Unione di Centro
Programma Sinistra e Libertà
Programma Rifondazione &#8211; Comunisti Italiani
Programma Liberal Democratici Riformisti
Programma Lista Bonino Pannella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mancano pochi giorni al 6 e 7 giugno 2009 data in cui si svolgeranno le elezioni europee per eleggere i deputati del parlamento europee ed è curioso notare che alcuni partiti politici non hanno ancora pubblicato il <strong>programma elettorale per le elezioni europee</strong>, in compenso sappiamo tutto di una ragazzetta diciottenne di nome Noemi&#8230;</p>
<p>Facciamo allora un riassunto dei programmi dei vari partiti:</p>
<p><a title="Programma Popolo della Liberta" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Popolo-della-Liberta" target="_blank">Programma Popolo della Libertà</a> (ad oggi non è stato pubblicato un programma elettorale, solo questo <a href="http://www.governoberlusconi.it/page.php?idf=459&amp;ids=492">documento</a>)</p>
<p><a title="Programma Partito Democratico" href="http://elezioni-blog.net/programma-pd-europee-2009/" target="_blank">Programma Partito Democratico</a></p>
<p><a title="Programma Italia Dei Valori" href="http://elezioni-blog.net/programma-idv-europee-2009/" target="_blank">Programma Italia Dei Valori</a></p>
<p><a title="Programma Lega Nord" href="http://elezioni-blog.net/programma-lega-nord-europee-2009/" target="_blank">Programma Lega Nord</a></p>
<p><a title="Programma Unione di Centro" href="http://elezioni-blog.net/programma-udc-europee-2009/" target="_blank">Programma Unione di Centro</a></p>
<p><a title="Programma Sinistra e Libertà" href="http://elezioni-blog.net/sinistra-e-liberta%e2%80%99-programma-elettorale-europee-2009/" target="_blank">Programma Sinistra e Libertà</a></p>
<p><a title="Programma Rifondazione - Comunisti Italiani" href="http://elezioni-blog.net/programma-rifondazione-comunisti-italiani-europee-2009/" target="_blank">Programma Rifondazione &#8211; Comunisti Italiani</a></p>
<p><a title="Programma Liberal Democratici Riformisti" href="http://elezioni-blog.net/programma-ld-europee-2009/" target="_blank">Programma Liberal Democratici Riformisti</a></p>
<p><a title="Programma Lista Bonino" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Lista-Bonino" target="_blank">Programma Lista Bonino Pannella</a> [non è stato trovato un programma vero e proprio ]</p>
<p><a title="Programma Movimento Sociale Fiamma Tricolore" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Movimento-Sociale-Fiamma-Tricolore" target="_blank">Programma Movimento Sociale Fiamma Tricolore</a> [attualmente non c'è un programma elettorale]</p>
<p><a title="Programma Partito Comunista dei lavoratori" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Partito-Comunista-lavoratori" target="_blank">Programma Partito Comunista dei lavoratori</a> [attualmente non c'è un programma elettorale]</p>
<p><a title="Programma Movimento per l'autonomia" href="http://elezioni-blog.net/tags/?a=Programma-Movimento-autonomia" target="_blank">Programma Movimento per l&#8217;autonomia</a> [attualmente non c'è un programma elettorale]</p>
<p><a title="Programma Forza Nuova" href="http://elezioni-blog.net/programma-forza-nuova-europee-2009/" target="_blank">Programma Forza Nuova</a></p>
<p>Nei commenti puoi dire cosa ne pensi di questi programmi elettorali per le europee 2009.</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		<title>SINISTRA E LIBERTA’ Programma elettorale Europee 2009</title>
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		<comments>http://elezioni-blog.net/sinistra-e-liberta%e2%80%99-programma-elettorale-europee-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 May 2009 22:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[PROGRAMMA ELETTORALE di SINISTRA E LIBERTA’ per le Elezioni Europee 2009 in programma il 6 e 7 giugno 2009
UNA BREVE PREMESSA
Un voto utile per cambiare l’Europa
La costruzione dell&#8217;Unione Europea è stata la scelta più importante compiuta nel nostro continente
dal dopoguerra: ha preso vita una nuova realtà, prima solo pensata da personalità illuminate. Una
storia lunga e antica di Stati spesso in guerra tra loro è diventata un progetto di unità culturale,
politica ed economica, capace di esprimere anche un Parlamento Europeo eletto a suffragio
universale. Dal Manifesto di Ventotene del 1941, stilato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio
Colorni, ad oggi è stata compiuta molta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PROGRAMMA ELETTORALE di SINISTRA E LIBERTA’ per le Elezioni Europee 2009 in programma il 6 e 7 giugno 2009</p>
<p><strong>UNA BREVE PREMESSA</strong><br />
<em>Un voto utile per cambiare l’Europa</em><br />
La costruzione dell&#8217;Unione Europea è stata la scelta più importante compiuta nel nostro continente<br />
dal dopoguerra: ha preso vita una nuova realtà, prima solo pensata da personalità illuminate. Una<br />
storia lunga e antica di Stati spesso in guerra tra loro è diventata un progetto di unità culturale,<br />
politica ed economica, capace di esprimere anche un Parlamento Europeo eletto a suffragio<br />
universale. Dal Manifesto di Ventotene del 1941, stilato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio<br />
Colorni, ad oggi è stata compiuta molta strada, ma molto ancora dobbiamo fare per un’Europa<br />
davvero democratica e federalista. Sinora abbiamo visto soprattutto un’Europa economica, basata<br />
su di un mercato comune; è giunto il momento, proprio di fronte alla gravissima crisi mondiale in<br />
atto, che l’Europa faccia un decisivo passo in avanti, che diventi cioè un’Europa dei cittadini a tutti<br />
gli effetti, capace di iniziative di pace e di solidarietà a livello mondiale. Per questo occorre una<br />
Costituzione europea con il coinvolgimento diretto dei popoli che valorizzi le culture e le diverse<br />
identità, affinché non venga perduta la parte migliore della lunga storia del nostro continente. La<br />
democratizzazione dell’Unione Europea (UE) è decisiva perché l’Europa politica sia autorevole e<br />
davvero utile ai cittadini.<br />
Il Parlamento Europeo è un&#8217;istituzione dotata già oggi di reali poteri,in grado di prendere decisioni<br />
che pesano nella vita dei cittadini. Purtroppo però anche il Parlamento Europeo viene percepito dai<br />
cittadini come lontano ed estraneo, e c’è il pericolo che la partecipazione al voto per l’unico organo<br />
veramente democratico della UE sia troppo scarsa. I candidati di SINISTRA e LIBERTA&#8217;<br />
s&#8217;impegnano per un’Europa utile, solidale, democratica e ecologica, che é possibile, ma che ancora<br />
non c’é.</p>
<p><em>L’Unione Europea di fronte alla crisi globale</em><br />
La gravissima crisi economica mondiale in atto segna il fallimento dell’ideologia neoliberista. Per<br />
uscrirne bisogna cambiare questo disastroso modello economico promuovendo un cambiamento<br />
epocale e di civiltà. Questa è anche l’occasione per valorizzare e cambiare il ruolo della Ue. Infatti<br />
c’è bisogno di nuove e coraggiose politiche sociali ed economiche che mettano al primo posto le<br />
cittadine e i cittadini. Per questo è necessario determinare una maggioranza democratica nel PE,<br />
dove invece oggi il gruppo più forte è quello di centrodestra dei Popolari, a cui appartengono gli<br />
europarlamentari di Berlusconi. La prevalenza di governi di destra nei paesi dell’Unione Europea<br />
ha provocato negli ultimi anni una maggioranza conservatrice nella Commissione Europea e nel<br />
Consiglio Europeo, gli organi esecutivi della UE. Se non si cambia diventa più forte il rischio di una<br />
vera e propria crisi del progetto europeo, perché le destre sono in realtà nemiche dell’Europa,<br />
predicano un falso federalismo e vogliono istituzioni “deboli” per favorire i poteri economici forti.<br />
Noi vogliamo rafforzare la partecipazione e la decisione democratica, solo così si potrà cambiare un<br />
sistema economico, politico e mediatico controllato da grandi gruppi economici e da pochi<br />
individui. In caso contrario siamo condannati ad una triste deriva verso un populismo oligarchico e<br />
sempre meno trasparente, già ben visibile in Italia, anche con leggi elettorali che mirano a<br />
provocare un bipartitismo artificiale ben diverso dal pluralismo che c’è sempre stato nel Parlamento<br />
Europeo.<br />
La ricetta economica liberista perseguita dalle destre, al servizio degli interessi di pochi. all’insegna<br />
dell&#8217;ognuno per sé, trascurando la democrazia, l’integrazione sociale, il lavoro, l’ambiente, ha<br />
provocato la crisi economica, esaltata poi dalla bolla finanziaria. La realizzazione dell&#8217;euro, pur con<br />
i problemi che vi sono stati al momento della sua introduzione, in particolare per il mancato<br />
controllo sui prezzi al dettaglio, ha contribuito a ridurre i danni della crisi. Questa crisi economica,<br />
ambientale, sociale, democratica e morale dimostra quanto fosse illusorio affidare alla volontà dei<br />
singoli governi e ai mercati senza regole gli obiettivi sociali della Strategia di Lisbona del 2000.</p>
<p><strong>E’ giunta l&#8217;ora di cambiare.</strong> La grande prospettiva della Costituzione democratica si è infranta in<br />
questi anni per mancanza di determinazione nel difendere i valori dell&#8217;Europa: pace, disarmo,<br />
democrazia, lavoro, ambiente, diritti civili e sociali. Noi non rinunceremo a questi valori e ci<br />
impegneremo per rilanciare il progetto costituzionale attraverso un percorso che renda protagonisti i<br />
popoli, i soggetti sociali, le intellettualità. E&#8217; dunque decisivo che nel Parlamento Europeo siano<br />
presenti i deputati della lista &#8220;SINISTRA e LIBERTA&#8217;&#8221; che vogliono questo cambiamento e che<br />
hanno già dimostrato di saper lavorare per questo obiettivo.</p>
<p><em>L’attività dei parlamentari europei che aderiscono a Sinistra e Libertà</em><br />
La nostra esperienza in questi anni ha dimostrato la possibilità e l’utilità di lavorare insieme e sugli<br />
stessi obiettivi pur partendo da gruppi diversi: Socialisti, Verdi, Sinistra Unitaria. Tutti i momenti<br />
importanti della legislatura che si conclude hanno visto protagonisti i parlamentari che ora fanno<br />
parte di SINISTRA e LIBERTA&#8217;: dal “pacchetto clima” alla direttiva REACH sulle sostanze<br />
chimiche; dal 7° programma quadro sulla ricerca e la tecnologia all’opposizione alle 65 ore di<br />
lavoro settimanali; dalla battaglia contro la proposta della destra di liberalizzazione estrema dei<br />
servizi (Bolkestein) alle leggi sull&#8217;immigrazione e la protezione dei dati; dalla mobilitazione contro<br />
la pena di morte e per la chiusura di Guantanamo alla verità sui voli illegali della Cia di Bush e a un<br />
indirizzo di pace in Medio Oriente. Con una presenza costante ai lavori parlamentari e un &#8220;gioco di<br />
squadra&#8221; che si é rivelato vincente, è stato possibile orientare l&#8217;atteggiamento dell&#8217;UE nei confronti<br />
dell&#8217;Italia a favore delle politiche migratorie e contro le discriminazioni, sulla concentrazione dei<br />
media, sulla gestione dei rifiuti e controbattere le bugie del governo a proposito dei costi del<br />
pacchetto energia. Abbiamo anche contribuito a fare del Parlamento Europeo la casa degli europei,<br />
aprendolo a centinaia di militanti e membri di associazioni. Abbiamo usato il Parlamento Europeo<br />
come uno strumento al servizio dei cittadini, raccogliendo le istanze di gruppi e comitati e portando<br />
all&#8217;attenzione dell&#8217;UE situazioni di illegalità e sperpero di denaro pubblico che hanno condotto<br />
all’avvio dei controlli e all&#8217;apertura di procedure di infrazione. Ci siamo battuti per una riduzione<br />
dei costi della politica, ottenendo innanzitutto la riduzione degli stipendi degli europarlamentari<br />
italiani equiparandoli a quelli degli altri paesi.</p>
<p><strong>LE NOSTRE IDEE E I NOSTRI IMPEGNI PER LA PROSSIMA LEGISLATURA<br />
EUROPEA</strong><br />
<strong>A. Combattere la crisi con un nuovo sviluppo e la riforma ecologica dell’economia</strong><br />
A1) L’Unione Europea non sta affatto affrontando in modo efficace la crisi. Quando dispone di<br />
poteri e competenze reali, come é stato nel caso della legislazione sui cambiamenti climatici<br />
(pacchetto energia) l&#8217;UE ha dimostrato di sapere agire prima degli altri e in modo coeso. Sulla crisi<br />
finanziaria ed economica non é cosi: per diverse ragioni. Ha influito negativamente la politica<br />
seguita dalla Banca centrale europea che, fino a poco tempo fa, ha prodotto innalzamenti del costo<br />
del danaro, inseguendo l&#8217;unico obiettivo del contenimento di un&#8217;inflazione peraltro già bassa;<br />
quando poi è passata alla riduzione dei tassi la crisi aveva già invertito le tendenze economiche<br />
volgendo verso la recessione. Ha pesato la mancanza di strumenti europei che obblighino i governi<br />
a trovare un accordo su interventi comuni e coordinati di politica economica; ha pesato la scelta di<br />
fare ognuno per sé, anche per cercare un facile consenso con misure elettoralistiche e<br />
tendenzialmente protezionistiche. I piani che si sfornano continuamente e in modo scoordinato non<br />
riescono ad avere un impatto reale né sui mercati finanziari, né sulla fiducia degli investitori, né<br />
tantomeno sull’economia reale. La Commissione Barroso, che in questi anni si è sempre opposta a<br />
misure legislative per regolare i mercati finanziari e favorire il credito alle imprese “virtuose”, oggi<br />
non sa gestire né guidare la risposta alla crisi. Una strada europea di rilancio è indispensabile. Per<br />
questo la UE deve diventare un soggetto politico capace di decisioni efficaci, sia per quanto<br />
riguarda la situazione interna sia per quanto riguarda la sua proiezione internazionale.<br />
L’Unione Europea deve farsi sostenitrice della convocazione in ambito Onu di una conferenza<br />
mondiale sui problemi economici, monetari e finanziari, al fine di costruire un sistema di cambi<br />
regolati tra le monete; di assumere misure contro la speculazione finanziaria mondiale, come<br />
l’istituzione di una tassa, con aliquota bassa, sulle transazioni di capitale a scopo puramente<br />
speculativo (la Tobin tax); di combattere i paradisi fiscali e tutte le forme di evasione fiscale; di<br />
limitare drasticamente la creazione e la circolazione dei titoli derivati; di riformare il ruolo delle<br />
istituzioni internazionali nate dall’accordo di Bretton Woods del 1944, quali la Banca Mondiale e il<br />
Fondo Monetario Internazionale. Occorre riportare le funzioni di governo del commercio mondiale<br />
all’interno delle competenze dell’Onu, visto la clamorosa crisi del WTO, riproporre il rilancio<br />
dell’economia mondiale su basi di convergenza fra i vari paesi e per combattere concretamente i<br />
cambiamenti climatici, il fenomeno della fame e della povertà.</p>
<p>A2) Il Patto di stabilità e di crescita di Maastricht è legato al passato, ad una situazione economica e<br />
politica che la attuale crisi ha completamente superato. Infatti, i vincoli di bilancio in esso contenuti<br />
vengono continuamente violati dai paesi più forti che hanno bisogno di rilanciare le loro economie.<br />
Tutta l’Europa, in particolare i paesi di nuovo ingresso e quelli del Mezzogiorno d’Europa, hanno<br />
bisogno di una politica economica espansiva che si fondi su nuovi modelli di sviluppo e di<br />
consumo. Per questo vanno ridiscussi criteri e vincoli del Patto, introducendo parametri<br />
occupazionali e ambientali. La stessa funzione della Banca Centrale Europea (BCE) va ripensata.<br />
La sua missione non può essere limitata a quella del contenimento dell’inflazione, che, a causa della<br />
grave recessione economica in atto, è naturalmente su valori bassi. Al contrario deve prevalere il<br />
ruolo di finanziamento dell&#8217;economia reale, in particolare in settori innovativi dove vi è bisogno di<br />
intensificare gli investimenti. Tra il Parlamento Europeo e la BCE deve intercorrere una relazione<br />
nella quale il primo traccia le linee di fondo della politica economica e la seconda, nella piena<br />
autonomia delle proprie scelte specifiche, concorre alla realizzazione di quegli obiettivi. In questo<br />
quadro, deve avere maggiore importanza la relazione annuale del presidente della BCE al<br />
Parlamento Europeo e il conseguente dibattito parlamentare deve assumere un ruolo di indirizzo per<br />
l’istituto finanziario. Il mercato finanziario europeo può essere messo al servizio degli interessi<br />
pubblici, anche attraverso nuove forme di finanziamento quali gli Eurobond, per evitare di<br />
peggiorare la situazione del debito nazionale dei vari paesi. Nel 2010 comincerà la difficile<br />
discussione per la riforma del bilancio comunitario e dobbiamo evitare che si arrivi all&#8217;ennesimo<br />
indebolimento del quadro europeo di sostegno finanziario.</p>
<p>A3) Va incrementata la quota di investimenti pubblici destinati alla formazione, alla ricerca, alla<br />
innovazione. Questa è la terapia d’urto per competere nel mercato mondiale sulla qualità, non certo<br />
sul costo del lavoro o sulla distruzione dell’ambiente. Queste scelte devono guidare una nuova<br />
politica industriale dell’Europa. Conseguentemente vanno scartate ipotesi di ritorno a forme<br />
autarchiche che pure, di fronte alla crisi, si affacciano con sempre maggiore insistenza. Dall&#8217; attuale<br />
La pesante recessione ha le sue radici non solo nelle distorsioni della finanza dei derivati, ma anche<br />
in un regime di bassi salari e di precarizzazione del mercato del lavoro, di disuguaglianza nella<br />
distribuzione del reddito fra i vari paesi e le regioni, che hanno compresso la domanda interna. Si<br />
può uscire solo solo puntando su un &#8220;green deal&#8221; mondiale, un nuovo corso economico<br />
ecologicamente e socialmente sostenibile a livello planetario. A questo &#8220;green deal&#8221; la UE può e<br />
deve dare un contributo decisivo. In particolare la Unione Europea deve tenere fede agli impegni<br />
assunti, al proprio interno e nelle sedi internazionali, rafforzando il protocollo di Kyoto con gli<br />
ulteriori obiettivi europei di riduzione di CO2, puntando con decisione e assoluta priorità sulle<br />
energie rinnovabili, che possono dare sviluppo a un nuovo tipo di politica industriale. Tutto questo<br />
richiede una semplificazione burocratica del modo di funzionare del mercato interno della Ue. Va<br />
preservato e valorizzato il ruolo del sistema delle piccole e medie imprese sostenendo la loro<br />
proiezione sul mercato mondiale globalizzato. La costruzione di moderne infrastrutture, di trasporti<br />
e comunicazioni sia fisiche che telematiche (internet veloce di seconda generazione), è strategica<br />
per la crescita civile, oltre che economica, delle società europee, ma, proprio per questo, deve essere<br />
condivisa dalle popolazioni locali.</p>
<p><strong>B) Un nuovo modello sociale, ambientale, tecnologico</strong><br />
B1) Il cuore di una nuova politica economica e sociale europea deve essere la tutela del lavoro,<br />
della sua stabilità e continuità. Per questo proponiamo un Patto europeo per l’Occupazione e un uso<br />
mirato delle risorse del Fondo sociale europeo. Poiché bassi salari e precarizzazione del lavoro sono<br />
le cause di fondo della attuale crisi, la Ue deve promuovere una politica di piena occupazione e di<br />
elevazione della qualità del lavoro; sostenere la convergenza dei salari e delle retribuzioni europee<br />
per eliminare le differenze di retribuzione per lo stesso lavoro fra zona e zona, e tra i sessi, anche<br />
grazie alla determinazione di un salario minimo orario europeo. Occorre favorire gli accordi tra le<br />
parti sociali che si propongono di evitare e di mettere in mora i licenziamenti e combattere la<br />
precarizzazione del rapporto di lavoro, riportando la flessibilità entro confini fisiologici in base al<br />
principio che la forma normale e prevalente del rapporto di lavoro deve essere a tempo<br />
indeterminato. Vanno estese le forme di protezione del reddito, introducendo forme di salario<br />
sociale ai disoccupati di lungo periodo e agli inoccupati per favorire la ricerca di nuovi posti di<br />
lavoro. Va promossa l’estensione dei diritti nel mondo del lavoro secondo criteri universalistici e<br />
paritari e garantire l’esercizio pieno e libero dell’attività sindacale e del diritto di sciopero. Va<br />
ripreso il percorso verso una riduzione dell’orario di lavoro, in particolare nel settore manifatturiero,<br />
per liberare nuovi posti di lavoro e aumentare il tempo da destinare alla vita sociale. Bisogna<br />
prevedere che il sistema degli aiuti alle imprese contenga vincoli, per chi li riceve, in modo che non<br />
possa licenziare e sia spinto ad innovare nel senso della sostenibilità ambientale e della sua<br />
responsabilità sociale.</p>
<p>B2) Dopo l’approvazione del pacchetto energia, è ora necessario dirigere gli investimenti pubblici<br />
europei e nazionali verso &#8220;l’economia verde&#8221;; in particolare nella riqualificazione energetica delle<br />
costruzioni e nella vivibilità delle città, nel risparmio energetico, nelle energie rinnovabili, nei trasporti<br />
pubblici, nell&#8217;informatica e nel telelavoro. Questo avrà un triplo vantaggio: ridurrà la nostra<br />
dipendenza energetica, diminuirà le emissioni e rilancerà l’industria europea verso una nuova rivoluzione<br />
ecologica. L’Europa è leader nel settore dell’energia rinnovabile e dell’economia verde. Secondo<br />
stime della Commissione Europea, ci sono già 3,5 milioni di lavoratori impegnati nella green<br />
economy in Europa. Con un piano di investimenti coordinato, che tocchi i settori dell&#8217;edilizia, della<br />
produzione energetica e dei trasporti, si possono creare milioni di posti di lavoro qualificati che,<br />
dato il loro forte legame con il territorio, non sono delocalizzabili.</p>
<p>B3) In questo contesto, il ritorno dell&#8217;energia nucleare in Italia e la volontà di usare fondi europei<br />
per finanziare nuove centrali &#8211; da aggiungere a quelli ingenti che già oggi finanziano sicurezza e ricerca-<br />
rappresentano una scelta profondamente sbagliata. L&#8217;energia nucleare non é la soluzione per i<br />
cambiamenti climatici. L&#8217;industria nucleare negli ultimi 30 anni non ha risolto né il problema della<br />
sicurezza, né quello delle scorie radioattive, né quello della proliferazione dal nucleare civile a quello<br />
militare. Imbarcarsi nella costruzione di centrali nucleari di terza generazione, già vecchie oggi,<br />
significa rinunciare a investire in energia pulita. Significa compiere un errore economico oltre che<br />
sul versante della sicurezza e dell’ambiente. Perché non ci sono le risorse per fare tutte e due le<br />
cose, né in Europa né in Italia. O si investe subito in rinnovabili e risparmio energetico, creando<br />
centinaia di migliaia di lavori e imprese verdi; o si punta su poche centrali nucleari fra venti anni,<br />
affidate a grosse imprese in realtà assistite dal denaro pubblico. La scelta da fare é per noi chiara. In<br />
ogni caso è indispensabile che l’Europa si doti di una rete di sicurezza comune capace di tenere sotto<br />
controllo le centrali nucleari già esistenti.</p>
<p>B4) Il modello sociale europeo è stato attaccato dalle destre per farlo assomigliare sempre più a<br />
quello americano, ora la nuova amministrazione statunitense punta oggi alla costruzione di un<br />
sistema sanitario pubblico. In questo grave momento di crisi e insicurezza, é necessario difendere<br />
ed estendere lo spazio pubblico europeo, lo stato sociale, investendo per assicurare il reddito di<br />
base, la formazione e i servizi per i giovani, i disoccupati e i lavoratori precari; garantire il diritto<br />
alla pensione, ai servizi sociali via via integrati verso l&#8217;alto. In questo senso riteniamo un delitto il<br />
dirottamento dei Fondi europei per le aree sottoutilizzate (FAS) verso il finanziamento di grandi<br />
infrastrutture inutili o non prioritarie come il Ponte sullo Stretto, recentemente decise dal governo<br />
italiano. La crescita e il miglioramento della società civile europea, a partire dai paesi e dalle<br />
regioni (come il Mezzogiorno d’Italia) che più ne hanno bisogno, può e deve diventare un potente<br />
volano per l’economia nel suo complesso, sia quella pubblica che quella privata, rivoluzionando il<br />
principio di indicatori dello sviluppo qualitativo e non solo quantitativo come il PIL.</p>
<p>B5) L&#8217;UE non può prescindere dall&#8217;obiettivo di costruire una &#8220;Società della Conoscenza&#8221; dove il<br />
libero accesso al sapere venga tutelato e il diritto alla formazione riconosciuto come diritto<br />
fondamentale di ogni essere umano. Vanno impegnate maggiori risorse nel triangolo &#8216;Formazione,<br />
Ricerca, Innovazione&#8217; e va costruita una politica comune e condivisa su grandi scelte: dalla ricerca<br />
scientifica, alla formazione, dalla scuola pubblica di qualità, all&#8217;universalità di accesso a strumenti<br />
ormai indispensabili come internet. L’Europa deve guadagnare terreno e diventare protagonista,<br />
mettendo in campo formazione continua per tutta la vita, scuola pubblica di qualità, ricerca e<br />
università adeguatamente finanziate prioritariamente con denaro pubblico. Non possiamo accettare<br />
la “riforma Gelmini” della scuola e dell’università che taglia arbitrariamente risorse portando<br />
l’Italia fuori dall’Europa; Allo stesso modo è sempre l&#8217;Europa che deve costruire le condizioni per<br />
una grande riforma del diritto allo studio, avendo l&#8217;obiettivo di garantire a tutti i soggetti in<br />
formazione, a prescindere dalle condizioni sociali di partenza, il reale e autonomo accesso ai<br />
percorsi formativi. Per questa ragione vanno individuati parametri europei che stabiliscano i servizi<br />
di welfare minimi (casa, trasporti, sussidi) rivolti agli studenti e le studentesse in tutti gli Stati<br />
membri. Sempre con tali obiettivi è necessaria una riforma dei parametri di valutazione della qualità<br />
dell&#8217;istruzione pubblica che metta al centro non più soltanto la conoscenza come risorsa economica,<br />
ma innanzitutto il sapere e l&#8217;apprendimento come risorsa sociale e civile, invertendo i processi di<br />
mercificazione e privatizzazione in atto. Al tempo stesso dovrà valorizzare la capacità e il merito, le<br />
competenze migliori degli insegnanti, ponendo fine ai clientelismi accademici e alle discriminazioni<br />
per origine familiare.</p>
<p>B6) I servizi pubblici ed i beni comuni sono parte indispensabile del modello sociale europeo,<br />
perchè garantiscono accesso uguale e universale ai diritti; le associazioni dei cittadini devono avere<br />
voce, perché i servizi siano adeguati e di qualità e ne sia garantito il valore sociale e pubblico. Un<br />
esempio importante in questo senso é l&#8217;acqua, che deve essere diritto universale e non una merce<br />
così come l&#8217;energia, la salute, l&#8217;istruzione o la mobilità. La difesa e l’allargamento dello spazio<br />
pubblico europeo richiede quindi il protagonismo dei cittadini e dei soggetti sociali, quindi un<br />
potenziamento della democrazia anche nelle decisioni di politica economica. L&#8217;applicazione della<br />
direttiva &#8220;Servizi&#8221; non deve reintrodurre ciò che il Parlamento, anche grazie a noi, ha bocciato.<br />
Ribadiamo con forza il nostro impegno a riportare all&#8217;ordine del giorno della UE una direttiva sui<br />
servizi pubblici, come chiesto dalla petizione della Confederazione Europea dei Sindacati (CES),<br />
che la Commissione Barroso ha sempre rifiutato di presentare.</p>
<p>B7) La politica europea dei trasporti e i criteri di finanziamento europeo delle infrastrutture non<br />
hanno ancora portato ad un deciso passaggio dalla gomma alla ferrovia; la priorità sarà allora<br />
lavorare perché vengano valorizzati il trasporto pubblico urbano e le reti ferroviarie, nell’ottica di<br />
integrare meglio trasporto ferroviario a lunga distanza con reti urbane e locali, di togliere traffico<br />
pesante dalle strade, investendo anche sui porti e sulle autostrade del mare.</p>
<p>B8) Per rilanciare gli investimenti nella green economy e per una nuova politica industriale é<br />
necessario mettere fine ai paradisi fiscali, alle pratiche di elusione fiscale e all’evasione, e<br />
incrementare la lotta contro il riciclaggio di denaro, sia nell’Unione Europea che a livello<br />
internazionale, così che tutti gli attori del mercato paghino la loro giusta quota di imposte nei Paesi<br />
nei quali operano e per sottomettere il potere delle istituzioni finanziarie al controllo democratico.<br />
E’ necessario avviare in modo deciso un processo di armonizzazione fiscale nel contesto europeo<br />
tale da non penalizzare il lavoro a favore della rendita; la generalizzazione di criteri di prelievo<br />
fiscale improntati alla progressività, sgravando contemporaneamente i redditi più bassi.</p>
<p>B9) La necessità di concentrare gli sforzi contro la recessione, di potenziare la capacità di spesa<br />
pubblica senza appesantire i deficit di bilancio o aggravare il prelievo fiscale sui redditi da lavoro,<br />
rendono necessaria la introduzione di forme di tassazione dei grandi patrimoni, tutelando invece il<br />
risparmio; in sostanza di una tassa sulle grandi ricchezze , che tenga conto delle forme moderne in<br />
cui queste oggi si articolano, in modo da fare contribuire in modo più rilevante i ceti privilegiati alla<br />
necessaria ricostruzione economica.</p>
<p>B10) Una parte molto importante della discussione sulla riforma del bilancio dell&#8217;UE verterà sulla<br />
Politica Agricola Comune (PAC). L&#8217;anno prossimo inizieranno le discussioni sulla sua riforma: noi<br />
non pensiamo che sia necessario ridurre la spesa per la politica agricola, ma sicuramente é<br />
indispensabile qualificarla e riorientarla, favorendo la qualità dei prodotti e il lavoro agricolo anche<br />
e soprattutto nelle sue forme di produzione biologica; diffondendo la pratica del ciclo corto e della<br />
stagionalità, per ridurne i costi economici e ambientali; abbattendo il ricorso ai pesticidi;<br />
escludendo in qualsiasi forma l&#8217;uso di Organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura. Il<br />
tutto all&#8217;interno di un sistema agricolo che abolisca la rendita parassitaria sui fondi comunitari, che<br />
dovrebbero, invece, essere attribuiti solo a chi trae il suo reddito dall&#8217;attività agricola in sé.<br />
Insomma, un&#8217;agricoltura di qualità, che contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici, salvaguarda<br />
il territorio e il reddito dei lavoratori agricoli e sia libera da OGM. Una scelta questa innanzitutto<br />
economica, a favore dell’agricoltura italiana ed europea di qualità, che non preclude la libertà di<br />
ricerca scientifica in ambiente protetto e in sicurezza. L’Europa, infine, deve riconoscere e<br />
promuovere il benessere e i diritti degli animali.</p>
<p><strong>C. Un’Europa più giusta: democrazia, diritti civili e diritti sociali</strong><br />
C1) Diritti sociali e diritti di cittadinanza sono inscindibili perché insieme garantiscono giustizia<br />
sociale e libertà individuale. L’estensione dei diritti anche fuori dei confini europei è lo strumento<br />
più utile a contrastare il dumping sociale e le tentazioni protezionistiche. Dobbiamo andare verso<br />
una vera cittadinanza europea. La libera circolazione delle persone, delle merci e dei servizi è alla<br />
base della costruzione europea, ma senza diritti comuni e condivisi questa crollerebbe. Occorre<br />
abbattere tutti gli ostacoli che impediscono ai cittadini di spostarsi facilmente e liberamente in tutta<br />
l’Unione per studiare, esercitare una professione, curarsi o per altri motivi. Vogliamo per questo<br />
riscrivere la direttiva sulla mobilità dei lavoratori europei, perché sia stabilito, una volta per tutte,<br />
che i contratti di lavoro e le condizioni salariali e di sicurezza non sono aggirabili con il distacco dei<br />
lavoratori da un paese UE all’altro. Questo spazio comune di circolazione è anche la migliore<br />
garanzia di sicurezza, che oggi non è più assicurata da anacronistici confini, ma dall’unità dello<br />
spazio giuridico e dal coordinamento tra le forze di polizia. La cittadinanza europea sarà anche il<br />
definitivo riconoscimento storico del contributo dell’emigrazione italiana alla costruzione<br />
dell’Europa, così come garantirà l’integrazione dei nuovi cittadini dei Paesi dell’Europa orientale a<br />
cui la UE si è recentemente allargata.</p>
<p>C2) Sosteniamo parità e libertà per tutti i cittadini e i residenti dell’UE. Vogliamo un&#8217;Europa laica e<br />
perciò rispettosa di ogni credo religioso e della libertà di non averne nessuno. Proseguiremo nella<br />
nostra azione affinché sia approvata la Direttiva europea orizzontale contro ogni forma di<br />
discriminazione in ragione del sesso, della razza, della religione, dell’età, dell’handicap,<br />
dell’orientamento sessuale e identità di genere. Poiché le famiglie europee sono sempre più spesso<br />
composte da cittadini di stati diversi della UE, è necessario lavorare ad una legge che imponga il<br />
riconoscimento dei matrimoni, delle unioni civili e dei diritti parentali legalmente riconosciuti in un<br />
altro stato membro, e anche a un diritto europeo in materia di divorzio e di adozione. Continueremo<br />
a lavorare. Continueremo a lavorare per la fine di ogni forma di omofobia e di transfobia, affinché<br />
le persone gay, lesbiche, trans, possano veder riconosciuti in tutti gli stati europei lo status di<br />
cittadini con pari diritti e pari doveri; per il superamento di politiche proibizioniste che anziché<br />
rafforzare il principio di responsabilità lo indeboliscono con pratiche repressive; per il<br />
riconoscimento delle libere scelte delle persone in materia di cura, contraccezione, salute sessuale e<br />
riproduttiva; per la libertà di ricerca scientifica, inclusa quelle sulle cellule staminali; per il diritto di<br />
morire nella dignità. Sosteniamo il riconoscimento e l’incoraggiamento della diversità linguistica e<br />
culturale dell’Europa, sia quella storica, legata alle tradizioni regionali, sia quella nata dalle novità<br />
portate dalle migrazioni e dalla globalizzazione: questa diversità di lingue e culture, anche religiose,<br />
è stata, è e sarà la nostra più grande risorsa, purché si coniughi con il rispetto e il riconoscimento dei<br />
diritti individuali di tutti.</p>
<p>C3) Vogliamo un Patto Europeo per il progresso sociale, che stabilisca obiettivi e standard comuni<br />
per le politiche sociali, sanitarie ed educative nazionali, così come si sono stabiliti per le politiche di<br />
bilancio. Questo deve valere anche per le politiche di inclusione dei migranti e per un sistema<br />
comune di asilo europeo per i rifugiati e i profughi che chiedono protezione da guerre, dittature o<br />
disastri ambientali. Vogliamo un’Europa in cui i milioni di persone attive nel mondo del<br />
volontariato, del non-profit, del terzo settore e della società civile abbiano sempre più influenza<br />
sulle decisioni pubbliche, perché la solidarietà diventi predominante nelle politiche europee.</p>
<p>C4) In Europa vivono e lavorano già oggi milioni di migranti. Negli anni scorsi si è concentrata<br />
l’attenzione sui problemi legati all’ingresso e al soggiorno, come se quello dell’immigrazione fosse<br />
un problema passeggero. Al contrario, si tratta di un fenomeno permanente, che richiede standard<br />
comuni per l’immigrazione legale nei paesi dell’Unione Europea, sulla base di eguali diritti e<br />
responsabilità e sul mutuo rispetto. Vogliamo una politica d’inclusione che preveda diritti di<br />
cittadinanza e di espressione, oltre che pari diritti tra migranti e cittadini della UE nei luoghi di<br />
lavoro o di studio. L’Europa non può, e quindi non deve, chiudere i confini ai migranti, che sono un<br />
elemento necessario dell’economia globale e di un mondo sempre più interconnesso. Se saranno<br />
garantite opportunità di accesso e di inclusione, sarà anche più agevole la necessaria politica di<br />
governo dell’immigrazione e di deciso contrasto del traffico di esseri umani. In ogni caso i diritti<br />
umani fondamentali, a partire da quello alla salute e alla tutela dei minori, vanno garantiti anche ai<br />
migranti non regolari. Siamo a favore del diritto di voto nelle elezioni locali dei cittadini<br />
extracomunitari residenti, sull’esempio di altri paesi europei. La lotta al razzismo e il principio di<br />
non discriminazione etnica e religiosa sono pilastri della UE. Occorre lavorare per consolidarli<br />
anche in Italia dove le manifestazioni di razzismo negli ultimi anni sono diventate sempre più<br />
frequenti e allarmanti.</p>
<p>C5) L’Unione Europea ha avuto un ruolo importante nel promuovere la parità tra i sessi e la libertà<br />
delle donne. Le donne devono poter essere libere di decidere di sé e del proprio corpo:<br />
l’autodeterminazione femminile resta per noi un principio fondante. La crisi, tuttavia, potrebbe<br />
costringere le donne ad arretrare sia rispetto all’inserimento nel mondo del lavoro, sia rispetto alla<br />
partecipazione ai luoghi di decisione politica ed economica, riconducendole ad un esclusivo ruolo<br />
familiare. SINISTRA e LIBERTA&#8217; si impegna perché ciò non accada e le donne siano libere di<br />
decidere di sé e del proprio corpo. Sosterremo le azioni positive, le pari opportunità, l’eliminazione<br />
di tutte le forme di discriminazione, a partire dalla parità salariale e di reddito previdenziale tra<br />
lavoratori e lavoratrici. Ci impegneremo per garantire alle donne l’accesso al lavoro e alla<br />
progressione nelle carriere; per la democrazia paritaria a tutti i livelli istituzionali; per combattere la<br />
violenza nelle sue diverse forme , a partire da quella domestica, inclusa la lotta al traffico di esseri<br />
umani che riguarda in prevalenza donne e minori . Contrasteremo le politiche di falsa parità, come<br />
quelle che vogliono parificare l’età di pensionamento di donne e uomini, senza alcun<br />
riconoscimento sociale del lavoro di cura.</p>
<p>C6) Per la prima volta in Europa i giovani hanno di fronte a loro la prospttiva di stare peggio dei<br />
loro padri. Occorre ribaltare questa prospttiva con politiche capaci di valorizzare le giovani<br />
generazioni minacciate dal precariato nuove tutele e diritti. I giovani devono essere i protagonisti<br />
della nuova Europa, perciò va favorita la loro educazione “europea”, estendendo programmi come<br />
Erasmu anche ai giovani lavoratori; va sostenuta la loro autonomia, attraverso il potenziamento di<br />
borse di studio e altre forme di reddito; va favorita la loro mobilità all’interno dell’Unione e la loro<br />
creatività scientifica e artistica attraverso programmi di scambio di esperienze culturali e lavorative.</p>
<p>C7) L’Europa sta invecchiando; l’attesa di vita, grazie ai sistemi di protezione sociale è aumentata,<br />
ma i giovani sono limitati nell’esercizio della loro indipendenza, persino nei progetti di paternità e<br />
maternità, dall’incertezza sul futuro. L’invecchiamento della popolazione non si affronta riducendo<br />
la spesa previdenziale pubblica (ridurre le risorse per una popolazione che aumenta equivale a<br />
programmarne l’impoverimento) né aumentando l’età di pensionamento, senza considerare la<br />
differenza tra i diversi percorsi lavorativi più o meno usuranti. In una società che invecchia non sarà<br />
possibile sostenere i giovani senza aumentare la produttività sociale degli anziani e valorizzare<br />
l’enorme esperienza accumulata dai cittadini e cittadine senior. E’ necessaria una politica che aiuti i<br />
giovani ad affrontare le responsabilità familiari e gli anziani a mantenere una vita dignitosa e attiva.<br />
Perciò proponiamo che venga istituito e accresciuto il diritto al congedo di maternità e paternità in<br />
tutta Europa secondo gli standard più alti, per garantire l’accesso ai servizi per l’infanzia; che si<br />
incentivi la creazione di reti di servizi per gli anziani; che si progettino programmi internazionali di<br />
scambi e volontariato per gli over 60; che si confermi la necessità di garantire pensioni pubbliche<br />
dignitose.</p>
<p><strong>D. L’Europa nel mondo.</strong><br />
D1) Per combattere la crisi serve più democrazia e partecipazione. L&#8217;Europa deve darsi questo<br />
obiettivo. Deve farsi promotrice di una riforma di tutte le strutture globali. Va riformato l&#8217;ONU<br />
come perno di un possibile nuovo spazio pubblico mondiale. Il che richiede il superamento degli<br />
anacronistici criteri di funzionamento delle Nazioni Unite e soprattutto del Consiglio di sicurezza.<br />
Siamo favorevoli ad un seggio per l’Unione Europea in un Consiglio di sicurezza riformato. Come<br />
per il clima occorrono strutture ONU per l&#8217;economia, riportando quindi al suo interno le funzioni di<br />
governo del commercio mondiale finora delegate al WTO. La democrazia è la grande questione<br />
aperta come ci dicono i movimenti mondiali e di cui ci parla anche l&#8217;esperienza della nuova<br />
America Latina. L’Unione europea ha grandi responsabilità per un mondo più giusto, per la pace, il<br />
disarmo e la sicurezza, ma pochi strumenti a disposizione per realizzarle. Il nostro impegno é a<br />
favore di una politica estera comune della UE, coerente con i suoi valori fondanti.</p>
<p>D2) E&#8217; prioritario il rafforzamento della dimensione politica euromediterranea; l&#8217;integrazione dei<br />
Balcani; la cooperazione economica con Russia, Cina e India. Questo rafforza il ruolo di pace<br />
dell’Europa nel contesto mondiale. La soluzione del conflitto israelo-palestinese è fondamentale per<br />
l&#8217;affermazione della pace e lo sviluppo delle relazioni in tutto il bacino del Mediterraneo e può<br />
ottenersi soltanto con il conseguimento dell&#8217;obiettivo dei &#8220;due popoli due stati&#8221;, per raggiungere il<br />
quale la UE deve assumere un ruolo più attivo, coerente e tempestivo.</p>
<p>D3) E&#8217; poi da rafforzare la cooperazione di polizia, giudiziaria e dei servizi di sicurezza nel<br />
combattere, nel rigoroso rispetto dei diritti umani e della legalità, il traffico di droga, la corruzione,<br />
le mafie e il terrorismo. Proponiamo di rafforzare su scala europea la lotta alla criminalità<br />
organizzata, estendendo l’uso di misure e strumenti come la confisca e l’obbligo dell’uso sociale dei<br />
beni sottratti alla mafia.</p>
<p>D4) La UE deve sostenere il sistema di commercio multilaterale ed orientarlo a beneficio dei Paesi<br />
in via di sviluppo. Vanno quindi regolate le ragioni di scambio su basi di reciprocità e di parità;<br />
bisogna evitare la speculazione sui prezzi delle derrate alimentari; garantire che tutti gli accordi<br />
commerciali stipulati dall’UE prevedano clausole appropriate a favore dei diritti umani, sociali e<br />
ambientali. Lavoreremo per promuovere la diffusione del commercio equo e solidale in Europa.<br />
Alla UE spetta un grande ruolo nella lotta contro la fame, la povertà e per lo sviluppo della<br />
cooperazione internazionale. Gli obiettivi di sviluppo del Millennio fissati dall’ONU possono e<br />
devono essere integrati dalla strategia europea di uscita dalla crisi, nella realizzazione di un nuovo<br />
corso economico verde mondiale e con più intense relazioni con i paesi del grande continente<br />
africano. In questo quadro ribadiamo la necessità che la politica di cooperazione sia finanziata<br />
almeno con lo 0,7% del prodotto interno lordo. Siamo per un impulso al processo di disarmo<br />
mondiale, per liberare risorse oggi assurdamente destinate alla produzione di armamenti,<br />
riconvertendo la produzione bellica in produzione di pace.</p>
<p>Scarica il <a href="http://elezioni-blog.net/wp-content/uploads/programma_europee_sel.pdf">Programma elettorale europee SeL</a></p>
<p>Dì la tua nei commenti a proposito del <strong>Programma elettorale di Sinistra e Libertà</strong></p>
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</p>]]></content:encoded>
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